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[ gennaio 31 2008 ]video, osho, tributes, reich // THANKS WILHELM Sono passati un po' meno di cento anni. Grazie Wilhelm. Potrei ringraziarti come sessantottina che ha preso energia dalle tue teorie per riappropriarsi della forza per la lotta alla sessuofobia sociopolitica piccoloborghese imperante, potrei ringraziarti come donna per avermi iniziato ad un cammino di conoscenza del mio Sé femminile profondo e ispirato, potrei ringraziarti per tutte le vie "materiche" che hai aperto ai miei orgasmi, potrei ringraziarti come biopsicologa per le intuizioni neurobiofisiche, e potrei immergermi nell'analisi sociologica di quali mutamenti abbia prodotto quella rivoluzione sessuale che, tra luci e ombre, anche, e soprattutto tu, hai innescato nel Novecento appena trascorso. Invece voglio ringraziarti come narratrice, che ancora non sa se vive per vivere o vive per narrare, in forma scritta, recitata, improvvisata, performante o didattica, non ha importanza il mezzo ma il fine sì: quello di raccontare e raccontando, comunicare e creare empaticamente un altro mondo. E nel farlo mi rapporto con te come "uonna", persona che vuole uscire dal dualismo maschio/femmina che ci porterebbe lontano. Davanti, ora non più alla pagina bianca, ma alla luce azzurrognola del monitor che vibra, davanti all'attesa di quella "scintillanza" della mente che ordina e fa fluire i pensieri tu, Wilhelm, mi hai regalato il segreto della mia ispirazione. L'accettazione di quell'intossicazione sensuale e sessuale, quella segreta dedicazione amorosa, quel perenne stato d'emergenza senza la quale l'energia creativa attraverso il flusso orgonico non si alimenta. Che si scriva di rocce o di acque, di vino o di insetti e di storie. Come atto di coscienza che ti permette di accettare il "senso del sesso" anche, come momento di verità, verità assoluta. Mentre la tua prosa scientifica mai priva d'universalità mi ha fatto capire che la parola ha bisogno di sangue, del tuo sangue, quello che pulsa nel cuore, nel tuo cuore, e che per vivere e soffrire e gioire e narrare devi attingere a queste riserve. E che queste affondano la loro risorsa sotterranea nei sensi del corpo e della mente, insieme, per camminare verso l'espressività che ha bisogno d'estasi, d'abbandono, di desiderio e di brama e di "orgone". Senza quest'energia orgonica cosmica, senza una sana amministrazione e liberazione della stessa, entra il "dor", malattia e psicosi e sclerotizzazione delle funzioni vitali e morte. Grazie Wilhelm, e insieme a te grazie a tutti quei "musicanti d'amore" che hanno permesso che questo messaggio, con diversi linguaggi, si evolvesse e si confermasse in questo nostro tempo. Non voglio allargare il campo. In termini cinematografici. Nessuna panoramica, più che primi piani, vorrei tenere la macchina da presa, per quest'immaginaria galleria di ritratti di ideali continuatori della tua opera assolutamente parziale e personale, ferma sul "piano americano", una tecnica che negli States ha tanto successo e che da noi, abituati al "teatro", non attacca. La cinepresa fissa il mezzobusto e lascia un minimo di ambiente intorno ma permette alla persona la massima espressività, libera dal tempo e dai virtuosismi dei controcampi. Piano americano sul tuo volto dottor Wilhelm Reich [vedi anche qui, qui e qui]. Capelli quasi da icona pop anteWharol, alzati e bizzarri, labbra disegnate piene e senza vecchiaia come quelle di Picasso, di Henry Miller, di Simenon, uomini che nella "facie" portavano il loro messaggio passionale. Tra tutti i ritratti dove i tuoi lineamenti appesantiti si avvantaggiano del camice bianco, mi piaci di profilo "in borghese" con la sigaretta in bocca che sostieni con le mani per assaporarla meglio e l'aria assorta, di chi con pienezza guarda la vita e contemporaneamente guarda lontano [per vedere la foto continua a leggere]. Certo sei un medico e uno scienziato. Ma la tua prosa umanistica in certi passi ti fa ascendere nell'Empireo Cielo dei Poeti. Lo slancio liberatorio che i tuoi studi hanno prodotto, nonostante l’impegno che ancora dura, di far tacere la tua voce, prosegue in un'onda lunga di empatie: volti, racconti e immagini. Artisti, scrittori, musicisti, studiosi, ricercatori che hanno sdoganato il sesso come colpevole e impura sentina di vizio per farlo assurgere a materia divina e creativa. Ci hanno deliziato, stupito, intrigato, informato e interrogato. Pagando certuni prezzi altissimi per questo. Negli anni cinquanta la lingua italiana borghese non prevedeva l'uso della parola orgasmo. Qualche rara volta veniva citato come sinonimo di uno stato di disordine massimo, di confusione, di "fase terminale" di malattie mortali. Piano americano per D.H. Lawrence e i suoi occhi di brace e la capacità quasi unica per un uomo nel diventare donna per comprendere l’estasi dell’orgasmo femminile. Immortale la lunga sequenza letteraria del fremito della sua Connie ne "L'amante di Lady Chatterly". musicanti // 31/01/2008 05:40 // commenti (6) [ gennaio 28 2008 ]bibi // ME OR SHE ![]() Questo giorno ha gli occhi d'una bambina che cerca un volto e presto si ritrae al riparo del chiuso corpo materno nel timore d'esser presa dal suo gioco. L'occidente un sofferente Narciso che non conosce il suo volto di terra il vuoto sguardo abbandonato al nulla. Filacciano le vesti all'arrivo. Alle o Jul, Bibi o Phabia: la sessuazione innominabile pone l'attenzione sulla peculiare trasmissione intergenerazionale del sesso femminile come segreto innominato. L'impossibilità inconscia delle donne di dar nome alla bellezza femminile, caratterizzata peraltro dalla invisibilità, dalla difficoltà cioè ad essere vista e riconosciuta, genera una particolare difficoltà di rappresentazione della propria sessuazione femminile che viene illustrata anche attraverso romanzi e fotografie. Contributi essenziali che ritengo affini ai miei e che, pur nella loro diversità, costituiscono un ulteriore avanzamento nel cammino conoscitivo ed evolutivo della mia crescita interiore. La differenza, allora, è solo un'illusione? costruzione sociale? artificiale? "politica" evanescente? A volte penso così. A volte. Ma non perciò voglio abbandonarmi all'apparenza, non avere cura di quei valori, doni, virtù o comunque si voglia chiamarli che se non la natura, la cultura della scienza mi ha tramandato come doni, grazie, carismi proprii al mio sesso. E che io, come sia, voglio consapevolmente difendere. Intendo il gesto femminile della responsabilità e della cura della vita, la tenerezza e il coraggio senza violenza, un'autorità senza potere, una potenza senza statuto. Tutto questo e altro ancora, che è difficile definire, perché il mio essere donna non è qualcosa che posso fermare in un gesto, ma è piuttosto la cura del divenire ciò che sono, senza conoscerne preventivamente il senso. Anche se un senso, un orientamento almeno, mi è dato dal patrimonio di significati e valori che si è accumulato intorno al mio nome comune di "donna". Patrimonio che dovrò scegliere di assumere e fare mio. O rovesciarlo. _________________________________________________________________________________________________________________ musicanti // 28/01/2008 13:30 // commenti (14) [ gennaio 23 2008 ]video, ananda, 432hz // INNER ALCHEMY Dunque con enorme piacere ho visto l'accendersi di molte luci dopo il post sulle 432 Hz, e con altrettanto piacere ho notato con quanto accanimento mi sia stato dato del buffone da coloro che continuano imperterriti a credere che la materia sia una cosa solida, mentre invece come ci racconta il mondo dell'infinitamente piccolo - quantum - non lo è affatto. Di fatto coloro che non vogliono rinnovarsi, devono per forza di cosa smontare tutto come al solito, credendo sempre che ci sia un secondo fine. In realtà un fine esiste, ed è mettere in mano degli strumenti utili nelle mani delle persone e stimolarli alla conoscenza e non all'ignoranza com'è stato fatto per millenni. Ad ogni modo sono abituato allo scetticismo più sfrenato per cui, grazie poiché questo atteggiamento distruttivo nei miei confronti mi dimostra quanto le mie teorie sulla sottomissione del cervello, vittima della soppressione di una conoscenza perduta, sia davvero un processo sotto alcuni aspetti irreversibile. Grazie anche a coloro che, invece di informarsi, prendono per poco seri gli argomenti trattati da Automi Ribelli per via dei miei post sui Parassiti Dimensionali. Ma come dico sempre non è mia intenzione dare da bere nulla, anzi... è mia intenzione smascherare quei concetti velenosi che si nascondono dietro il pensare comune. Ad ogni modo vista l'infondatezza delle mie/nostre affermazioni circa i 432 Hz contro i 440 Hz, ci tengo ad annunciare che il sottoscritto è stato contattato dal Dipartimento di Psicologia dell’Università "La Sapienza" di Roma per organizzare un piano sperimentale serio, poiché ad un primo esame preliminare i soggetti intervistati hanno preferito di gran lunga il brano a 432 oscillazioni. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi di questa nuova... come l'avete chiamata? Ah sì... bufala. Andrea Note (musicali) a margine Il prossimo numero della rivista trimestrale Scienza e Conoscenza, in edicola a Febbraio, conterrà un articolo completo da me redatto. Spero possa servire a fare aprire gli occhi... anzi gli orecchi. Per quanto riguarda la pinolina, di cui parla Ananda nel video, se volete saperne di più andate qui, qui e qui. _________________________________________________________________________________________________________________ [ gennaio 22 2008 ]video // GALILEO cinemedioevo.net Note (musicali) a margine Altre risorse: 1. Liliana Cavani Wikipedia 2. Presentazione e Schede critiche 3. Database MyMovies _________________________________________________________________________________________________________________ [ gennaio 21 2008 ]video // ZORBA IL BUDDHA prima parte seconda parte zorbailbuddha.net Note (musicali) a margine Recensioni: 1. Il potere ascetico della Disco Dance 2. Finché il primo e l'ultimo dei paradossi non siano cancellati 3. Una storia semplice... per vedere sbocciare in noi fiori di meraviglia _________________________________________________________________________________________________________________ [ gennaio 17 2008 ]music, video, osho // THE TANGO LESSON: WHERE'S YOUR CENTER? yo-yo&astor... musicanti d'amore! official website yo-yo play astor's masterpieces "libertango" - featuring also in this clip - it's the trailer sally potter shot to launch her beautiful movie "the tango lesson" Il mio processo per raggiungere la verità è stato quello di dubitare. I suoni non vengono ascoltati dalle orecchie, le orecchie non sono in grado di ascoltarli. Le orecchie hanno solo il compito di trasmettere, e in questo processo tagliano via ciò che non ti serve. Esse scelgono, selezionano, e solo dopo questo processo il suono penetra dentro di te. Ora, scopri dov'è il tuo centro interiore. Le orecchie non sono il centro, ascolti a partire da una parte più profonda. Le orecchie non fanno altro che mandarti i suoni che hanno selezionato. Tu, dove sei? Dov'è il tuo centro? OSHO musicanti // 17/01/2008 02:43 // commenti (4) [ gennaio 16 2008 ]osho, chronicles, bibi, buskers, akam // BUSKERS ![]() Seguendo facili mode, i ricercatori di ideali viaggiano solo con la testa: sono i mistici della Mente, gli erranti ricercatori del Mito, per i quali ecco il fiorire spontaneo di pellegrinaggi appaltati dal Miglioratore Collettivo, ecco Lourdes, Marx, il Sogno Ariano, l'Avis, il Telefono Amico, il Ku-Klux-Klan Anti-Pedofilia, il Neo-Razzismo, sempre da godere e da spartire insieme, uguali e uniti. Le illusioni e le delusioni vissute coralmente e sempre incoraggianti: c'è il confronto e il conforto. Mentirsi in un milione dà più sicurezza che dirsi la verità da soli. Ed ecco unificati idraulici e re, barabba e sante terese, stoppers e urbanisti verso la libertà mirata. Noi, musicanti d'amore, sappiamo bene che più raramente si viaggia da soli: verso qualche fessura dove la mente si è dimenticata di occupare un ideale, verso le sorprese della propria solitudine. Si viaggia vulnerabili e vuoti verso qualche abisso. La mente, astuta, cercherà di capire, di spiegare, di classificare. Allora si cambierà abisso, e così via. Ogni tanto gli uomini vanno a destra, ogni tanto a sinistra, ogni tanto in oriente o sulla - e oltre - la luna. Ogni tanto vanno di dentro. Allora non c'è più destra né sinistra, né oriente né lo spazio infinito. Non c'è più niente da fare, non li trovi più. Puoi usare ministri, soldati, le lettere di Moro o il codice Da Vinci, la santa confessione o l'assemblea aperta, non li trovi più. Sono altrove, sono scomparsi. Resta di loro qualche traccia inafferrabile, non più un enigma da decifrare, un'equazione da risolvere, ma quello sconvolgente vuoto che è la vita. Poi, a volte, capita anche che quegli stessi uomini decidono, imprevedibilmente, di fare ritorno. Ma non sono più quegli stessi uomini: in qualche modo portano con sé una sorta di magnetica fragranza che finisce per creare un vero e proprio campo di energia spirituale. Qualcosa del genere è senza dubbio accaduto in Italia, dove quegli stessi uomini - che sono poi i sannyasin di Osho - improvvisamente si trovano a dar vita ad una catena di eventi "sorprendentemente a sorpresa". musicanti // 16/01/2008 03:26 // commenti (2)
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Musicanti d'Amore[ Ribellioni AnarcoMusicali ]![]() parlami con l'entusiasmo di un jazz ascoltami come se fossi un blues amami con la passione di un flamenco e fottimi l'anima con l'intensità di un tango |