Musicanti d'Amore :: Ribellioni AnarcoMusicali
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[ febbraio 21 2008 ]


video, chronicles, andrea, chemtrails // DON'T LOSE THE... FOCUS!




Sin da quando ho coscienza di farlo, ho sempre guardato il cielo. Un po' per curiosità, un po' per la sua bellezza che a volte mozza il fiato, e un po' per un sentore interiore che mi ha sempre suggerito di cercare qualcosa in mezzo a quel morbido cotone fluttuante. Potrei definirmi un sognatore oppure un'illuso, ma non uno stupido.

Se c'è qualcosa che proprio non mi manca è lo spirito di osservazione, e da quando ne ho memoria di cieli dove ci si può giocare a tris non ne ho mai visti, a parte quelle normali scie di condensazione rilasciate dai velivoli a determinate quote e condizioni ambientali. Perciò, questo video lo voglio dedicare a tutti coloro che in un giorno qualunque, ascoltando un programma qualunque, condotto da due qualunque, in una emittente qualunque [diciamolo pure: la trasmissione è Caterpillar di RADIO DUE aka Rai Stereo 2] si sono sentiti presi per i fondelli.

La formula rimane sempre la medesima ed è di una semplicità sconcertante. Quando organi informativi asserviti a un determinato tipo di potere si mobilitano per farvi credere in qualcosa, è esattamente vero l'opposto. Asserire che le Scie Chimiche sono una "leggenda metropolitana" equivale ad offendere l'intelligenza delle persone, a negare un passato visto che quelli della mia età non le hanno mai viste così come ora, e soprattutto di coloro che credono che Focus sia una rivista di divulgazione scientifica!!!


musicanti // 21/02/2008 18:13 // commenti (5)


[ febbraio 15 2008 ]


osho, chronicles, magazines // THE KING IS NAKED


Osho-Biagi: un incontro rimosso (dai media)

Il desiderio di scrivere qualche riga sull'intervista che Enzo Biagi fece a Osho [vedi qui], sobbarcandosi un viaggio fino a Katmandu mi è nato quando, a seguito della morte di Biagi ho notato che nessun giornale o televisione avesse citato questo incontro nelle centinaia di servizi che i nostri media hanno giustamente dedicato al giornalista scomparso. Eppure all'epoca, nel gennaio '86, quando RAI UNO mandò in onda il servizio in prima serata, l'intervista ebbe un impatto fortissimo solo per il fatto, più unico che raro, che un Maestro spirituale indiano venisse intervistato dal più grande giornalista italiano sul canale televisivo più seguito, nella fascia d'ascolto più alto.

Il silenzio assordante dei media intorno a questo servizio di Biagi nei giorni seguenti alla sua morte mi ha riportato alla memoria un incontro che ebbi poco tempo dopo la messa in onda dell'intervista a Osho, con un amico sannyasin di Firenze di nome Geetam che ebbe una sua notorietà di riflesso nei primi anni Ottanta per essere stato il compagno di Anando alias Nicoletta Macchiavelli. Geetam appartiene ad una famiglia fiorentina assai vicina a casa Andreotti. Quello che Geetam mi confidò all'epoca è che lo "zio Giulio", dopo aver visto il servizio televisivo andò su tutte le furie nei confronti di Biagi e della RAI per aver mandato in onda l'intervista a Osho. Quello che aveva provocato Andreotti in modo particolare, nonostante il suo proverbiale senso dell'humor e della sua profonda ironia, furono dei versi dell'intervista in cui Osho rispose in maniera fortemente provocatoria tipo, "non sono mica un criminale che trasforma l'acqua in una bevanda tossica..." e giudizi durissimi sulla politica del Vaticano rispetto AIDS e celibato.

Sempre nel racconto di Geetam, le ripercussioni negative nei confronti di Biagi a seguito del servizio che presentava Osho senza commenti e senza manipolazioni di sorta, furono enormi. Nonostante infatti anche un bell'articolo che Panorama pubblicò nei giorni seguenti in cui Enzo Biagi si dichiarava colpito dalla figura di Osho, non fu più possibile avere un contatto con lui, neppure due anni dopo durante la grande mobilitazione degli intellettuali, giornalisti, uomini di cultura, quando fu negato ad Osho il visto d'ingresso nel nostro Paese. Anche Carlo Silvestro (Sarjano), il giornalista italiano che organizzò e assistette all'incontro, tra Osho e Biagi, ricorda oggi come il maestro del giornalismo italiano rimase scosso e affascinato dallo stato presenza del mistico indiano come ci racconta in una sua testimonianza riportata nelle pagine seguenti.

Che cosa accadde esattamente a seguito di questi servizi giornalistici semplici e onesti, com’era costume di Biagi, non possiamo saperlo. Quello che è certo è che dall'entourage di Andreotti ci fu una forte reazione che si tradusse poi con un atto ufficiale quando Giulio Andreotti, che allora ricopriva la carica di Ministro degli Esteri, alcuni mesi dopo ebbe un ruolo assai attivo nel negare il visto d'ingresso ad Osho in Italia. A questo proposito ricordiamo che il Ministro agli esponenti della RAI e di Canale 5 interessati ad invitare Osho in Italia anche solo per un giorno, fece rispondere dalla Farnesina: "Né un’ora, né un minuto". Io stesso, che all'epoca ero nella segreteria del Partito Radicale proprio per occuparmi della campagna per il visto d'ingresso in Italia di Osho, ricevetti tramite la Presidente Nilde Jotti, una comunicazione di Andreotti assai dura in cui si parlava di inchieste del governo su Osho. Se poi colleghiamo la provocazione altrettanto dura nei confronti di religione e Vaticano contenute nell'intervista e la relazione stretta tra Giulio Andreotti e la gerarchia ecclesiastica, sarebbe logico pensare ad un intervento anche della Chiesa su Biagi, anche perché va ricordato che in quegli stessi mesi uscì un rapporto ispirato dalla Conferenza Episcopale contro i nuovi movimenti religiosi, il tutto patrocinato da un certo cardinale Ratzinger...
Majid

Osho-Biagi: un piccolo fiore sulla sua tomba

Ero appena tornato da Kulu-Manali, dove Osho aveva preso rifugio, dopo l'ignobile cacciata dall'America. C'ero andato come inviato di Epoca, il cui direttore, un vero galantuomo, voleva sapere che ne diceva Osho, di tutta la storia americana. Al mio ritorno dunque, fui avvicinato da alcuni collaboratori di Enzo Biagi, che mi chiesero se sarei tornato lì, scortando Biagi che gli voleva fare una intervista televisiva. Io naturalmente dissi di sì, così la produzione si mise in moto per preparare il viaggio, visto che Biagi voleva partire quanto prima.

Quello che nessuno vi ha mai detto è che il visto per l'India fu rifiutato alla troupe intera, Biagi incluso! E se vi chiedete il perché di un fatto così inaudito, vi dirò che nella richiesta la produzione aveva fatto mettere il motivo della visita, cioè fare una intervista a Bhagwan Shree Rajneesh (come veniva chiamato chiamato Osho allora). A me, Biagi lo confessò a bassa voce, al che io alzai la mia voce, suggerendo di fare un casino della madonna e uno scandalo internazionale. "Non è il caso" disse Biagi, "Stiamo seguendo delle vie diplomatiche e non è il momento di fare tanto baccano". Io ero furibondo, e simultaneamente lo era anche Osho, che aveva visto rifiutare il visto a tutti i suoi collaboratori, che erano stati costretti a lasciare il Paese. Così fu presa la decisione di trasferirsi in quattro e quattrotto in Nepal. Quando comunicai i nuovi sviluppi a Biagi, fu fatta una richiesta immediata di visto all'Ambasciata Nepalese, che rispose positivamente in tre giorni.

Ed eccoci in volo per Katmandu. Biagi è un compagno delizioso: intanto è una persona di una innocenza rara e disarmante, poi parla come un vecchio contadino, ancora meravigliato da tutte le cose. Si vede che è eccitato dall'idea di parlare con Osho. Si vede che non ha nessun preconcetto in testa, né teorie da provare. Si vede che si sta avvicinando all'incontro in totale innocenza, "in wonder" si direbbe da queste parti. L'incontro infatti fu straordinario. Sembravano due amici che non si vedevano da tanto tempo. Osho era stato informato del by-pass di Biagi e si fece premura di chiedergli subito come stava il suo cuore. "Il cuore è sempre giovane" rispose Biagi ridendo. Poi seguì l'intervista, che è ormai storia, e alla fine ci ritirammo tutti nelle nostre stanze, per vedere il lavoro fatto e decidere se necessitava girare dell'altro materiale. Secondo Biagi sarebbe stato proprio il caso, perché tutta l'intervista fatta si svolgeva tra due persone sedute, e ci mancava una passeggiata, un po' di movimento "per farla sembrare più viva e meno sedentaria"!

Mi piacque l'idea che Biagi volesse camminare assieme ad Osho, anche se non sapevamo che Osho lo avrebbe preso addirittura per mano! Ecco, è stato a quel punto che secondo me a Biagi è successo qualcosa. Da persona sensibile quant'era, Biagi si era accorto di aver parlato con qualcuno di diverso da tutte le persone che aveva incontrato prima... ma non riusciva a spiegare la cosa. Mi disse che aveva "sentito la diversità di quest'uomo, ma non riusciva a collocarla da nessuna parte del suo mondo razionale". Quando Osho lo prese per mano, Biagi ebbe come un sussulto, e qualcosa dentro di lui rispose all'invito... "Ma deve essere stato un sogno, una visione ad occhi aperti... un momento di defaillance...", Biagi stava rifiutando tutta l'esperienza che gli era cascata addosso con tutto il razionalismo possibile e una dose massiccia di rimozione.

Quando sono tornato in Italia la trasmissione stava andando in onda. Il giorno dopo telefonai a Biagi per complimentarmi, ma egli si sminuì, dalla serie: "Ho fatto solo il mio dovere". Gli chiesi se potevamo fare qualcosa affinché ad Osho venisse dato il visto per l'Italia, ma Biagi rispose che doveva partire per un'altra missione e non aveva tempo. Gli dissi: "Ma almeno tu che lo hai conosciuto, potrai dire che NON è un individuo pericoloso". " L'ho visto solo per un giorno, non si può dire che l'ho conosciuto" replicò Biagi. E così questa sensazione di una assurda rimozione si fece strada ancora, e provai perfino un po' di pena per quest'uomo che aveva incontrato un Buddha vivente, ma doveva a tutti i costi credere che fosse stato un sogno, doveva a tutti i costi negare la sua esperienza. Troppe cose da rimettere in discussione, troppe certezze... meglio dimenticare.
Sarjano

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musicanti // 15/02/2008 03:38 // commenti (8)


[ febbraio 10 2008 ]


music, video, andrea, 432hz // BEAUTY OF SILENCE


Spero mi perdonerete questa piccola debolezza personale, nel proporvi qualche stralcio del primo brano elettronico a 432 Hz, chiamato Beauty of Silence, che ho realizzato assieme al Dj tedesco Tobias Lützenkirchen e pubblicato sulla tedesca BluFin, e che sta solcando le classifiche europee grazie ad un fresco remix di Inpetto. Non prendetela come una promozione, ma come una dimostrazione visiva dell'effetto diretto sul pubblico delle frequenze basate su un diapason a 432 Hz. Gli effetti sono dimostrabili e attestabili da qualsiasi musicista in qualsiasi contesto musicale, dove queste armoniche proiettate sul pubblico lo trascinano senza veli, molto probabilmente a livello inconscio, per via dell'energia che possono regalare.
Andrea


musicanti // 10/02/2008 16:17 // commenti (1)


[ febbraio 6 2008 ]


music, video, andrea, ananda, 432hz // OMEGA REVOLUTION


Questo post è per tutti coloro che continuano ad avere dubbi e perplessità circa l'esposizione della Rivoluzione Omega di Ananda Bosman, da me divulgata e divenuta argomento assai dibattuto in moltissimi blogs e forums. Premetto che se non fosse plausibile quanto affermato, non mi sarei di certo esposto. Ma sono felice del fatto che se ne parli, poiché Internet si dimostra quel meraviglioso veicolo di energie che è, ma solo quando ciò che si diffonde ha come minimo un briciolo di sensatezza, e poi perché questa opportunità di ricerca era da tempo latente in sordina (oltre 3 anni), quindi ora molti hanno la possibilità di seguire queste informazioni ed esperirle di persona. Questo post serve a precisare molti aspetti che nella foga delle discussioni intraprese un po' ovunque, gli argomenti di base sono stati rovistati e bolliti un po' in tutte le salse, alterando così il significato intrinseco della ricerca e splittando sempre di più gli utenti in tre fazioni ben distinte: 1. quelli che ci credono 2. quelli che non ci credono 3. quelli che hanno solamente delle normalissime perplessità. Si stanno compiendo passi avanti nell'analisi delle informazioni rilasciate da Ananda, delle quali io ho preso parte come divulgatore ma anche come rifinitore, ampliando tale ricerca ed estendendola a dati statistici e storici interessanti come lo splendido lavoro eseguito da Maria Renold e Graham H. Jackson nel suo libro The Spiritual Basis of Musical Harmony (Le Basi Spirituali dell'Armonia Musicale). Chiedo scusa per i neofiti se in questo post troveranno moltissime nozioni di origine più tecnica, ma ciò è necessario per far comprendere che questo studio possiede delle basi plausibili solide, e non è una porcheria messa in circolazione tanto per far parlare. Le odio queste cose per cui, tutto il mio impegno verrà messo a disposizione nella chiarificazione di queste imprecisioni che sono state diffuse. La mia non è una revisione di quanto detto, ma una chiarificazione di mistificazioni elaborate nel corso di discussioni totalmente fuori controllo.

Inoltre molti hanno disquisito sul fatto che ho parlato di "complottismo del Tuning". Ribadisco assolutamente questo concetto! Come ho riportato sul numero 23 di Scienza & Conoscenza, quando ben 5 fisici arrivano alla conclusione che il diapason 432 Hz è il diapason scientifico e si sceglie arbitrariamente di ignorarlo, significa esattamente interferire in barba a misurazioni oggettive. Se non è complottismo questo, quantomeno è un atteggiamento dal mio punto di vista sospetto.

I punti che andrò ad approfondire sono:

1. Frequenza di Timbro vs Frequenza di Campionamento
2. DO=261 Hz contro DO=256 Hz: qual è il DO scientifico?
3. Il perché delle correlazioni con la "Geometria della Creazione"
4. DO=256 come "Intervallo Kepleriano"
5. Importanza fisica del Cambio di Registro
6. Il presunto aumento della Risonanza Fondamentale Schumann


musicanti // 06/02/2008 18:23 // commenti (2)



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