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[ giugno 30 2008 ]video, andrea // THE GEOMETRIC MATRIX Ah, se gli uomini sapessero che l’organismo visibile intergalattico è formato da miliardi di galassie come la via lattea, alla quale noi apparteniamo! Se gli uomini sospettassero minimamente che la stessa via lattea contiene seicento milioni di soli, come quello che ci riscalda e ci dà la vita sul pianeta terra. E se gli uomini comprendessero che essi rappresentano NIENT’ALTRO che i batteri del sistema solare, nel quale vige il rapporto della quinta musicale. Ah, se gli uomini capissero che il vostro sistema planetario è il batterio della Via Lattea. Se gli uomini si aprissero all’Intelligenza del Cuore e dell’Intendimento. Se gli uomini sospettassero appena che puranche la nostra galassia è soltanto un virus nell’economia del Cosmo infinito… e pensare che la Luce, con tutta la sua velocità, non sarebbe in grado di attraversarla da un capo all’altro. Ah, se gli uomini si rendessero conto che invero non sanno nulla di nulla. Se gli uomini intuissero che pure ciò che vedono con gli occhi del corpo è semplicemente il prodotto della trasmissione cosmica di organismi più grandi, e che noi, a nostra volta, trasmettiamo altre immagini virtuali ad organismi più piccoli, e che di filmati ne esistono un’infinità, negl’infiniti mondi ed universi paralleli, e che il nostro non è che uno dei tanti. E’ come se ognuno dei miliardi di neuroni che operano nel nostro cervello avesse una diversa realtà. Essi sarebbero confinanti, reciprocamente necessari, ma ignari della loro interdipendenza. Miliardi di mondi virtuali in un’unica testa, il Cosmo. E fin qui nulla da obiettare. Potremmo solo “invitare” i vari neuroni a scambiarsi le informazioni. Ognuno di essi vedrebbe miliardi di altri filmati. Quanta ricchezza ne deriverebbe. In quel caso diremmo che dallo stato passivo e di sonno, i neuroni sono passati allo stato attivo e di veglia. Ipotizziamo che un dittatore pernicioso s’inserisca nelle trasmissioni di ognuno di quei neuroni. Essi immaginerebbero che gli altri filmati siano per loro deleteri. Penserebbero di distruggerli. Non si renderebbero conto di creare - in tal modo - la Terra Desolata. In un primo tempo, la solitaria unicità dell’essere li riempirebbe d’orgoglio. Dopo non molto, però, inizerebbero ad annoiarsi. Il continuare a trasmettere diventerebbe inutile. Tutta la loro esistenza inutile. Un cinematografo, dove proiettano un solo filmato. Che tristezza. Che solitudine. Che noia. Meglio la follia e la morte. E pensare che gli altri neuroni sono vicini a noi. Basta chiamarli. Non sono distanti. Sono solo su altre frequenze. Non è questione di velocità nello spazio. È solo un problema di salto quantico, di transizione di fase. Vedi, caro ex automa in ribellione sul cammino dell’evoluzione, quando l’acqua diviene ghiaccio non ha percorso delle distanze. Ha cambiato unicamente la sua frequenza vibratoria. La Musica è la via d’uscita. Iside, Orfeo, Manannann MacLir, il cantore celtico, Dioniso e le Sirene vi indicheranno la strada. _________________________________________________________________________________________________________________ musicanti // 08:09 // commenti (10) [ giugno 29 2008 ]automiribelli // WELCOME BACK! ![]() AutomiRibelli.org :: Piccolo Stimolatore di Esseri in Evoluzione Un “mi siete mancati” non è d’obbligo, ma doveroso per ringraziare le migliaia e migliaia di email che si sono riversate nella mia casella di posta. Siete stati un vero e proprio sostegno, in tutti i sensi. Perciò permettete a questa umile unità di spedirvi un grosso grasso GRAZIE davvero di cuore a tutti quanti. Ma ora, visto che ci siamo ri-trovati, mi piacerebbe stilare una sorta di resoconto. Non tanto per esaltarne l’evento, ma perché la partecipazione alla quale ho assistito da parte vostra in questi mesi, credo abbia creato una sorta di connessione ancor più stretta, e ciò mi ha fatto davvero un immenso piacere. Certo, di fatto siamo già tutti collegati non c’è bisogno di ribadirlo, in un modo o in un altro, che lo vogliamo o no, e che gli scettici siano in grado di accettarlo o meno. Ma non mancherei per nulla al mondo di narrare le fasi più significative di un’esperienza, a coloro che considero fratelli in tutti i sensi, quandunque essa possa tornare utile ad aggiungere un altro piccolo pezzettino nell’immenso puzzle che circonda la comprensione dell’Uno e della mente intelligente che lo governa. Per fare ciò, vorrei prima di tutto partire da memorie meno recenti. Nel comunicarvi questo messaggio di bentornati, mi sono domandato, potrei davvero far comprendere a chi non mi conosce a stretto contatto, quali sono stati i trigger che hanno scatenato in me l’Amore per la materia, nel senso più metafisico e intuitivo del termine ovviamente, e perché è accaduto il mio crollo fisico circa tre mesi fa? Ma soprattutto… esiste una connessione tra questi due eventi? Adesso, credo di poter dare questa risposta. E’ accaduto tutto nel Giugno di un anno fa. Nonostante avessi già fatto ricerche in campi molto meno “ortodossi”, spinto da una voglia e una forza interiori a me molto familiari, soltanto l’anno scorso ho sentito questa pulsione naturale nel cercare di comunicare agli altri, quello che i segnali elettrici trasmessi dalle mie sinapsi, avevano cominciato a realizzare. Come si suol dire, ero tornato a vedere, oppure come si dice in molte tradizioni esoteriche, tra le più rilevanti, il morto è tornato a camminare nel regno dei vivi, il leone è tornato a comprendere il suo ruolo. Ma attenzione. Attraverso il termine “vedere” non mi riferisco alle visioni classiche del tipo profeta sul monte che regge in mano i comandamenti. Ossia, non ho mai avuto esperienze di visioni mariane o simili, da dovermi ritenere un prescelto, e nemmeno ho ricevuto messaggi provenienti da alti reami (almeno non consapevolmente), magari ottenuti per mezzo di un qualche cerchio di pietre poste sulla vetta di un monte in Perù. No. Non ho sentito alcun monte chiamare il mio nome. Ho udito solo me stesso. Ciò che sono, semplicemente è, ed è questo il punto essenziale. Mi è accaduto solamente in gioventù, un qualcosa di simile che potremmo ricondurre alla tipologia di visioni ed esperienze che ho elencato poc’anzi, ma non serve parlarne adesso, e principalmente perché non voglio utilizzare questo sistema per innalzare la validità di ciò che affermo. Poiché, in genere, si tende di default a dare più credito ai racconti delle persone che anno avuto questo tipo di esperienze. Se ciò che vi racconto è genuino lo potrete avvertire dentro, e confrontare con le vostre esperienze personali, e non perché sono stato io a dirlo, che forte della mia esperienza chiedo di essere ascoltato e compreso a tutti costi. Se dovessi considerarmi un “pre-scelto”, ciò significherebbe che questa pre-scelta prevede coinvolgere entità esterne di un qualche tipo, mentre non esiste nulla là fuori che noi non siamo già ora. Adesso. Se dovessi considerami un eletto, sarebbe come dire che non lo è nessuno, mentre in realtà lo siamo tutti e fortunatamente lo stiamo pian piano ricordando. Ciò che è capitato un anno fa, è che ho riconosciuto in questo fenomeno, un qualcosa di familiare. Difatti ricordo che presi l’accaduto non con paura, o terrore o sgomento atti a percuotere con violenza il mio equilibrio interiore, ma con il dovuto interesse esplorativo di colui che vuole comprendere e non fuggire. In quel momento la materia mi stava mandando un segnale. Mi spiego meglio. Il mio stato di coscienza si era innalzato a tal punto da riuscire, in un modo che non so ancora spiegarvi, a sintonizzarmi su una frequenza diversa dal piano fisico, concedendomi così di vedere il reticolo tridimensionale che permea la materia tutta. Era una sorta di collante in costante vibrazione e movimento, che credo sia lì per mantenere vivo il legame tra i mondi sottili e il mondo fisico. Magari in questo momento qualcuno starà pensando all’LSD, alle canne, ma posso assicurare di essere sempre stato clean da quel punto di vista. Posso fornire gli esami del sangue, qualora qualcuno ne faccia richiesta. Scherzi a parte, dapprima, non ci feci caso. La prima sera semplicemente accadde, e anche se il giorno successivo ricordai perfettamente l’evento e la sua modalità d’espressione, assolutamente in ogni minimo particolare, non lo presi troppo sul serio, come credo sia normale fare in questi casi, o forse come dovrebbe sempre essere. Vedete in queste circostanze è molto facile farsi prendere dalla foga mistica e cominciare così a perseguire un cammino deviato da religioni e santoni. Eppure un dottore che cosa avrebbe potuto dirmi? Che sono scemo, e che ho fortemente bisogno di riposo, tante coccole e bla bla bla… No. In questi casi diviene più facile pensare semplicemente al fatto di aver mangiato pesante. La cosa però non indicava affatto un problema digestivo, poiché si ripeté la sera successiva, e la sera successiva ancora, fino ad accompagnarmi tutte le sante notti per le successive tre settimane. Andavo a letto, mi addormentavo e di punto in bianco, senza nemmeno stropicciarmi le palpebre, i miei occhi si aprivano da soli, come attivati da una stimolazione elettrica indotta da altrove, e i reticoli erano sempre lì. Ma questa ritualità non si presentava sempre con la stessa modalità, ma ogni notte variava in alcuni dei suoi valori più apprezzabili, come il colore, e le intricate forme geometriche che componevano l’intero reticolo. Tutto cambiava, mutava, si evolveva, vibrava, per poi tornare ai suoi valori usuali, formando geometrie platoniche complessissime. Avete presente quando ascoltate un brano, in uno di quei player per computer dotati di visualizzatore, ad esempio iTunes, dove la musica, unita al calcolo matematico, contribuisce all’evoluzione di tutte quelle bellissime immagini astratte? Bene, immaginate una cosa del genere, ma miliardi di volte più complessa, definita e precisa, di qualsiasi studio frattale mi sia mai capitato di vedere. Ora, se dovessi semplicemente analizzare la cosa dal punto di vista dell’allucinazione, dovrei innanzitutto chiedermi come ci sono entrate quelle immagini nella mia testa, ma soprattutto, che cos’è un’allucinazione? musicanti // 09:09 // commenti (4) ![]() ![]() ![]() ![]() |
Musicanti d'Amore[ Ribellioni AnarcoMusicali ]![]() parlami con l'entusiasmo di un jazz ascoltami come se fossi un blues amami con la passione di un flamenco e fottimi l'anima con l'intensità di un tango |