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[ marzo 30 2008 ]music, video, chronicles // PATRIZIA patrizia è una delle nostre più grandi amiche... ma lei ancora non lo sa :D bibi scritto scattato e ripreso col cuore da Luigi De Frenza Questa è la cronaca della performance che Patrizia Laquidara ha eseguito a EtnaFest2008 [organizzato da Carmen Consoli a Catania] la sera del 18 Marzo. Ero lì in quei giorni, era la prima volta che andavo in Sicilia e devo dire che l'impatto è stato molto positivo, soprattutto per il tipo di motivazione che mi ci ha fatto andare. Quella sera ho girato questi due video ed anche se non sono di buona qualità, credo si riesca a capire bene il livello dell'esibizione. Di particolare faccio notare l'uso da parte di Patrizia del Kaoss Pad: un aggeggio elettronico che inserito nel contesto di canzoni popolari potrebbe sembrare un po' fuori luogo, visto anche il tipo di arrangiamento musicale che il maestro Salvo Cantone con la sua Etna Orchestra hanno preparato, in realtà l'integrazione di questo gingillo ha dato un corpo particolare all'introduzione dei due brani eseguiti. Patrizia appare in un lucente abito lungo blu, il mare dei sogni, come in contrapposizione alle ragazze del gruppo Faraualla (Puglia) che si sono esibite in un angelico e minimale vestito bianco, mentre Elena Ledda (Sardegna) si è vestita di eleganza e portamento ammaliante in abito scuro. Le tre presenze femminili della serata sono state diverse, ma allo stesso modo intriganti ed affascinanti. L'inizio dell'esibizione è l'intepretazione di una vecchia filastrocca veneta chiamata "Manina bela" che Patrizia aveva sentito da piccina da sua nonna, un campionamento di carillon accompagna la voce e la gestualità del "Volta la carta". Al carillon si aggiunge poi una base musicale e sonora composta da Andrea Cera, compaesano di Patrizia (Malo): suoni registrati proprio nella sua città di adozione che fanno da sfondo alla continuazione di questa recita. Allo sfumare, l'orchestra introduce il canto di Patrizia di "Stanote mò insognà" che parla di amori lontani, mare e sogni. La canzone è un crescendo emozionale fino a concludersi con un sussurro da pelle d'oca! Il pubblico accenna ad un applauso, ma Patrizia è già partita con il suo secondo brano, il "Canto dei Battipali" antica canzone popolare veneziana che racconta del duro lavoro dei piantatori di pali nella laguna, per la costruzione delle palafitte. Qui l'uso del Kaoss Pad è funzionale a costruire un sottofondo tipo mercato di voci che si incrociano e si richiamano con echi lontani che creano l'ambiente di lavoro di allora, dove le donne assistevano con incitazioni i loro uomini che piantavano questi enormi pali nella laguna. Il coro creato in tempo reale da Patrizia, accompagna il canto vero e proprio che, essendo un canto di lavoro, ha quell'energia e quel pathos che rende vibrante la suggestione di immaginarsi queste persone durante il loro lavoro. Inoltre Patrizia si aiuta con una tavola di legno che viene percossa ritmicamente con la scarpa per richiamare il tonfo basso e profondo della pietra, che veniva prima sollevata e poi lasciata cadere a peso morto sui pali issati e che man mano si andavano a conficcare sotto acqua nella sabbia melmosa della laguna di Venezia. L'esibizione continua con Patrizia che si libera anche fisicamente con i suoi tipici movimenti dove allarga le braccia, e si avvicina alle persone superando quasi il limite del palco, come a voler raccogliere l'energia del pubblico. Questo abbraccio metaforico e la sua splendida esibizione porta ad un lungo scrosciante applauso, che accompagna Patrizia dietro le quinte per lasciare il posto al successivo artista. Note (musicali) a margine Noite e Luar: Kanzi + Albergo a ore (Herbert Pagani): Per causa d'amore (con Mario Venuti): Indirizzo portoghese: Le cose: Quel pezzetto di chiffon: musicanti // 30/03/2008 17:24 // commenti (1) [ febbraio 21 2008 ]video, chronicles, andrea, chemtrails // DON'T LOSE THE... FOCUS! Sin da quando ho coscienza di farlo, ho sempre guardato il cielo. Un po' per curiosità, un po' per la sua bellezza che a volte mozza il fiato, e un po' per un sentore interiore che mi ha sempre suggerito di cercare qualcosa in mezzo a quel morbido cotone fluttuante. Potrei definirmi un sognatore oppure un'illuso, ma non uno stupido. Se c'è qualcosa che proprio non mi manca è lo spirito di osservazione, e da quando ne ho memoria di cieli dove ci si può giocare a tris non ne ho mai visti, a parte quelle normali scie di condensazione rilasciate dai velivoli a determinate quote e condizioni ambientali. Perciò, questo video lo voglio dedicare a tutti coloro che in un giorno qualunque, ascoltando un programma qualunque, condotto da due qualunque, in una emittente qualunque [diciamolo pure: la trasmissione è Caterpillar di RADIO DUE aka Rai Stereo 2] si sono sentiti presi per i fondelli. La formula rimane sempre la medesima ed è di una semplicità sconcertante. Quando organi informativi asserviti a un determinato tipo di potere si mobilitano per farvi credere in qualcosa, è esattamente vero l'opposto. Asserire che le Scie Chimiche sono una "leggenda metropolitana" equivale ad offendere l'intelligenza delle persone, a negare un passato visto che quelli della mia età non le hanno mai viste così come ora, e soprattutto di coloro che credono che Focus sia una rivista di divulgazione scientifica!!! musicanti // 21/02/2008 18:13 // commenti (5) [ febbraio 15 2008 ]osho, chronicles, magazines // THE KING IS NAKED Osho-Biagi: un incontro rimosso (dai media)Il desiderio di scrivere qualche riga sull'intervista che Enzo Biagi fece a Osho [vedi qui], sobbarcandosi un viaggio fino a Katmandu mi è nato quando, a seguito della morte di Biagi ho notato che nessun giornale o televisione avesse citato questo incontro nelle centinaia di servizi che i nostri media hanno giustamente dedicato al giornalista scomparso. Eppure all'epoca, nel gennaio '86, quando RAI UNO mandò in onda il servizio in prima serata, l'intervista ebbe un impatto fortissimo solo per il fatto, più unico che raro, che un Maestro spirituale indiano venisse intervistato dal più grande giornalista italiano sul canale televisivo più seguito, nella fascia d'ascolto più alto. Il silenzio assordante dei media intorno a questo servizio di Biagi nei giorni seguenti alla sua morte mi ha riportato alla memoria un incontro che ebbi poco tempo dopo la messa in onda dell'intervista a Osho, con un amico sannyasin di Firenze di nome Geetam che ebbe una sua notorietà di riflesso nei primi anni Ottanta per essere stato il compagno di Anando alias Nicoletta Macchiavelli. Geetam appartiene ad una famiglia fiorentina assai vicina a casa Andreotti. Quello che Geetam mi confidò all'epoca è che lo "zio Giulio", dopo aver visto il servizio televisivo andò su tutte le furie nei confronti di Biagi e della RAI per aver mandato in onda l'intervista a Osho. Quello che aveva provocato Andreotti in modo particolare, nonostante il suo proverbiale senso dell'humor e della sua profonda ironia, furono dei versi dell'intervista in cui Osho rispose in maniera fortemente provocatoria tipo, "non sono mica un criminale che trasforma l'acqua in una bevanda tossica..." e giudizi durissimi sulla politica del Vaticano rispetto AIDS e celibato. Sempre nel racconto di Geetam, le ripercussioni negative nei confronti di Biagi a seguito del servizio che presentava Osho senza commenti e senza manipolazioni di sorta, furono enormi. Nonostante infatti anche un bell'articolo che Panorama pubblicò nei giorni seguenti in cui Enzo Biagi si dichiarava colpito dalla figura di Osho, non fu più possibile avere un contatto con lui, neppure due anni dopo durante la grande mobilitazione degli intellettuali, giornalisti, uomini di cultura, quando fu negato ad Osho il visto d'ingresso nel nostro Paese. Anche Carlo Silvestro (Sarjano), il giornalista italiano che organizzò e assistette all'incontro, tra Osho e Biagi, ricorda oggi come il maestro del giornalismo italiano rimase scosso e affascinato dallo stato presenza del mistico indiano come ci racconta in una sua testimonianza riportata nelle pagine seguenti. Che cosa accadde esattamente a seguito di questi servizi giornalistici semplici e onesti, com’era costume di Biagi, non possiamo saperlo. Quello che è certo è che dall'entourage di Andreotti ci fu una forte reazione che si tradusse poi con un atto ufficiale quando Giulio Andreotti, che allora ricopriva la carica di Ministro degli Esteri, alcuni mesi dopo ebbe un ruolo assai attivo nel negare il visto d'ingresso ad Osho in Italia. A questo proposito ricordiamo che il Ministro agli esponenti della RAI e di Canale 5 interessati ad invitare Osho in Italia anche solo per un giorno, fece rispondere dalla Farnesina: "Né un’ora, né un minuto". Io stesso, che all'epoca ero nella segreteria del Partito Radicale proprio per occuparmi della campagna per il visto d'ingresso in Italia di Osho, ricevetti tramite la Presidente Nilde Jotti, una comunicazione di Andreotti assai dura in cui si parlava di inchieste del governo su Osho. Se poi colleghiamo la provocazione altrettanto dura nei confronti di religione e Vaticano contenute nell'intervista e la relazione stretta tra Giulio Andreotti e la gerarchia ecclesiastica, sarebbe logico pensare ad un intervento anche della Chiesa su Biagi, anche perché va ricordato che in quegli stessi mesi uscì un rapporto ispirato dalla Conferenza Episcopale contro i nuovi movimenti religiosi, il tutto patrocinato da un certo cardinale Ratzinger... Majid Osho-Biagi: un piccolo fiore sulla sua tomba Ero appena tornato da Kulu-Manali, dove Osho aveva preso rifugio, dopo l'ignobile cacciata dall'America. C'ero andato come inviato di Epoca, il cui direttore, un vero galantuomo, voleva sapere che ne diceva Osho, di tutta la storia americana. Al mio ritorno dunque, fui avvicinato da alcuni collaboratori di Enzo Biagi, che mi chiesero se sarei tornato lì, scortando Biagi che gli voleva fare una intervista televisiva. Io naturalmente dissi di sì, così la produzione si mise in moto per preparare il viaggio, visto che Biagi voleva partire quanto prima. Quello che nessuno vi ha mai detto è che il visto per l'India fu rifiutato alla troupe intera, Biagi incluso! E se vi chiedete il perché di un fatto così inaudito, vi dirò che nella richiesta la produzione aveva fatto mettere il motivo della visita, cioè fare una intervista a Bhagwan Shree Rajneesh (come veniva chiamato chiamato Osho allora). A me, Biagi lo confessò a bassa voce, al che io alzai la mia voce, suggerendo di fare un casino della madonna e uno scandalo internazionale. "Non è il caso" disse Biagi, "Stiamo seguendo delle vie diplomatiche e non è il momento di fare tanto baccano". Io ero furibondo, e simultaneamente lo era anche Osho, che aveva visto rifiutare il visto a tutti i suoi collaboratori, che erano stati costretti a lasciare il Paese. Così fu presa la decisione di trasferirsi in quattro e quattrotto in Nepal. Quando comunicai i nuovi sviluppi a Biagi, fu fatta una richiesta immediata di visto all'Ambasciata Nepalese, che rispose positivamente in tre giorni. Ed eccoci in volo per Katmandu. Biagi è un compagno delizioso: intanto è una persona di una innocenza rara e disarmante, poi parla come un vecchio contadino, ancora meravigliato da tutte le cose. Si vede che è eccitato dall'idea di parlare con Osho. Si vede che non ha nessun preconcetto in testa, né teorie da provare. Si vede che si sta avvicinando all'incontro in totale innocenza, "in wonder" si direbbe da queste parti. L'incontro infatti fu straordinario. Sembravano due amici che non si vedevano da tanto tempo. Osho era stato informato del by-pass di Biagi e si fece premura di chiedergli subito come stava il suo cuore. "Il cuore è sempre giovane" rispose Biagi ridendo. Poi seguì l'intervista, che è ormai storia, e alla fine ci ritirammo tutti nelle nostre stanze, per vedere il lavoro fatto e decidere se necessitava girare dell'altro materiale. Secondo Biagi sarebbe stato proprio il caso, perché tutta l'intervista fatta si svolgeva tra due persone sedute, e ci mancava una passeggiata, un po' di movimento "per farla sembrare più viva e meno sedentaria"! Mi piacque l'idea che Biagi volesse camminare assieme ad Osho, anche se non sapevamo che Osho lo avrebbe preso addirittura per mano! Ecco, è stato a quel punto che secondo me a Biagi è successo qualcosa. Da persona sensibile quant'era, Biagi si era accorto di aver parlato con qualcuno di diverso da tutte le persone che aveva incontrato prima... ma non riusciva a spiegare la cosa. Mi disse che aveva "sentito la diversità di quest'uomo, ma non riusciva a collocarla da nessuna parte del suo mondo razionale". Quando Osho lo prese per mano, Biagi ebbe come un sussulto, e qualcosa dentro di lui rispose all'invito... "Ma deve essere stato un sogno, una visione ad occhi aperti... un momento di defaillance...", Biagi stava rifiutando tutta l'esperienza che gli era cascata addosso con tutto il razionalismo possibile e una dose massiccia di rimozione. Quando sono tornato in Italia la trasmissione stava andando in onda. Il giorno dopo telefonai a Biagi per complimentarmi, ma egli si sminuì, dalla serie: "Ho fatto solo il mio dovere". Gli chiesi se potevamo fare qualcosa affinché ad Osho venisse dato il visto per l'Italia, ma Biagi rispose che doveva partire per un'altra missione e non aveva tempo. Gli dissi: "Ma almeno tu che lo hai conosciuto, potrai dire che NON è un individuo pericoloso". " L'ho visto solo per un giorno, non si può dire che l'ho conosciuto" replicò Biagi. E così questa sensazione di una assurda rimozione si fece strada ancora, e provai perfino un po' di pena per quest'uomo che aveva incontrato un Buddha vivente, ma doveva a tutti i costi credere che fosse stato un sogno, doveva a tutti i costi negare la sua esperienza. Troppe cose da rimettere in discussione, troppe certezze... meglio dimenticare. Sarjano _________________________________________________________________________________________________________________ musicanti // 15/02/2008 03:38 // commenti (8) [ gennaio 16 2008 ]osho, chronicles, bibi, buskers, akam // BUSKERS ![]() Seguendo facili mode, i ricercatori di ideali viaggiano solo con la testa: sono i mistici della Mente, gli erranti ricercatori del Mito, per i quali ecco il fiorire spontaneo di pellegrinaggi appaltati dal Miglioratore Collettivo, ecco Lourdes, Marx, il Sogno Ariano, l'Avis, il Telefono Amico, il Ku-Klux-Klan Anti-Pedofilia, il Neo-Razzismo, sempre da godere e da spartire insieme, uguali e uniti. Le illusioni e le delusioni vissute coralmente e sempre incoraggianti: c'è il confronto e il conforto. Mentirsi in un milione dà più sicurezza che dirsi la verità da soli. Ed ecco unificati idraulici e re, barabba e sante terese, stoppers e urbanisti verso la libertà mirata. Noi, musicanti d'amore, sappiamo bene che più raramente si viaggia da soli: verso qualche fessura dove la mente si è dimenticata di occupare un ideale, verso le sorprese della propria solitudine. Si viaggia vulnerabili e vuoti verso qualche abisso. La mente, astuta, cercherà di capire, di spiegare, di classificare. Allora si cambierà abisso, e così via. Ogni tanto gli uomini vanno a destra, ogni tanto a sinistra, ogni tanto in oriente o sulla - e oltre - la luna. Ogni tanto vanno di dentro. Allora non c'è più destra né sinistra, né oriente né lo spazio infinito. Non c'è più niente da fare, non li trovi più. Puoi usare ministri, soldati, le lettere di Moro o il codice Da Vinci, la santa confessione o l'assemblea aperta, non li trovi più. Sono altrove, sono scomparsi. Resta di loro qualche traccia inafferrabile, non più un enigma da decifrare, un'equazione da risolvere, ma quello sconvolgente vuoto che è la vita. Poi, a volte, capita anche che quegli stessi uomini decidono, imprevedibilmente, di fare ritorno. Ma non sono più quegli stessi uomini: in qualche modo portano con sé una sorta di magnetica fragranza che finisce per creare un vero e proprio campo di energia spirituale. Qualcosa del genere è senza dubbio accaduto in Italia, dove quegli stessi uomini - che sono poi i sannyasin di Osho - improvvisamente si trovano a dar vita ad una catena di eventi "sorprendentemente a sorpresa". musicanti // 16/01/2008 03:26 // commenti (2) [ dicembre 29 2007 ]music, video, chronicles, andrea, flavia, ananda, 432hz // THE TUNING CONSPIRACY ![]() Se vi dicessi qualcosa che davvero non sapete. Se vi dicessi che una causa predominante del disequilibrio armonico della nostra società è dato anche da una disarmonia di frequenze musicali voluta da Roma. Se vi dicessi che una grossa parte di questa conoscenza arcaica perduta sta riaffiorando nuovamente in uno stato di veglia coerente. Se vi dicessi che possiamo ristabilire ordine e armonia in questo caos, da ora, sappiate che non sono uscito per niente di melone. Sì amici. Al centro di questa cospirazione c’è proprio il Diapason a 440Hz (oscillazioni al secondo), lo strumento utilizzato per l’accordatura standard di tutti gli strumenti musicali. Potrei elencare qui tutte le motivazioni su cui si basano queste mie affermazioni, ma preferisco ne veniate a conoscenza scaricando il pacchetto di documenti allegato in fondo a questo post. E’ un accorato appello quello che faccio rivolto a tutti i musicisti che attraversano questo Blog dei Musicanti d'amore, ma anche coloro che sono semplici curiosi, a prendere lettura di questi documenti, perché uniti assieme possiamo ristabilire concretamente armonia nella società, divulgando questi documenti in modo del tutto gratuito e soprattutto senza restrizioni, a patto che non vengano alterati e/o venduti. Questi documenti contengono informazioni pratiche importanti che qualcuno, ripeto a Roma, ha voluto di fatto sopprimere, come si evince da una lettera di Giuseppe Verdi del 1884, durante un dibattito su un diapason armonico a 432Hz contro un diapason a 440Hz. Questa rivoluzione è in grado di smuovere davvero enormi quantità d’energia. Tra i sostenitori di questi studi, partiti dalle importanti ricerche e rivelazioni di Ananda Bosman [vedi anche qui], troviamo anche il noto leader dei Rolling Stones Mick Jagger, e vogliamo anche voi a bordo di questa ricerca sulla quale potete cominciare da subito la sperimentazione! Personalmente posso confermarvi risultati visibili nelle reazioni positive del pubblico, nello stesso momento in cui eseguirete queste frequenze. La Rivoluzione Omega è un trattato che vi introduce alle armoniche in armonia con:
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Musicanti d'Amore[ Ribellioni AnarcoMusicali ]![]() parlami con l'entusiasmo di un jazz ascoltami come se fossi un blues amami con la passione di un flamenco e fottimi l'anima con l'intensità di un tango |