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[ agosto 31 2008 ]chronicles, andrea // JOLT ![]() Al solito, quando si cerca di dare uno scossone, uno vero, di quelli tosti e soprattutto controcorrente, che faccia pensare e riflettere, qualcuno costruisce subito delle barricate e grida: “Alarm!!! Achtung! Eccoli! Guardateli! Agiscono come se stringessero già tutte le verità in pugno! Quei farabutti sono venuti su questa terra a portarci via le nostre! Ignobili pirati!”. E’ una tiritera blaterante che va avanti da molto tempo oramai e che francamente fa sorridere. Un’intera rete informativa basata su regole d’asilo nido come: “Hai supportato il nostro gioco? Sei un grande amico!”, mentre mezz’ora dopo “Non supporti più il nostro gioco? Sei un nostro nemico!” Insomma un delirio di questo tipo. Non è da ieri che dico che gli inganni lavorano a molteplici strati e dimensioni e probabilmente quando lo dico non mi si prende sufficentemente sul serio. Sia chiaro, non è un’imposizione, non chiedo affatto di esserlo (!) ma è la constatazione di un’altro fenomeno che alimenta lo stato illusorio della vita di tutti i giorni, e come questo inganno lavori infimo, silenzioso, e si annidi nei pensieri e nelle azioni umane guidandole senza che nessuno ne sia consapevole. Perciò oggi vorrei analizzare questo comportamento “automatico” di rigetto, che è insito in ognuno di noi. Anche in coloro, anzi soprattutto in coloro che si definiscono “LIBERI” e “SVEGLI” dal “sonno” in cui in realtà ci troviamo. Eh sì, perché gli esseri umani sono totalmente incapaci di uscire da una scatola, e restarne definitivamente fuori. Una volta usciti da una devono entrare immediatamente in un’altra, e in un’altra ancora, in una sorta di loop meccanico che Gurdjieff quasi un secolo fa aveva definito in maniera così chiara e cristallina. “Tutto nell’uomo è interamente meccanico. Se mente questo significa che non può fare a meno di mentire. Se dice la verità significa che non può fare a meno di dire la verità, e così per tutto”. Sì va bene, grazie Gurdjiy. Non avevo alcun dubbio che l’articolo di Massimo Teodorani, da me diffuso e del quale condivido in toto l’analisi, impietosa d’accordo ma assolutamente pertinente, avrebbe suscitato un po’ di “eccitati bollori” nei miei ex colleghi. Lo so, sono fatto così, fa parte del mio carattere cercare le vie migliori e brevi che conducono all’impopolarità (così almeno un giorno non si dirà che l’ho fatto per danaro!). Ma so anche che tutte le idee impopolari, col tempo, quando i tempi diventano maturi e i mari acquietano le loro antiche burrasche, quelle idee cominciano ad essere analizzate e prese finalmente in considerazione. Tutti i miei “idoli” o “maestri”, vedi N. Tesla, W. Reich, A. Puarich, R. Rife e molti altri ancora ai quali mi sono completamente ispirato (le foto e i quadri di Tesla sono appesi un po’ ovunque in casa mia), sono stati impopolari e allontanati a calci nel sedere, eppure hanno lasciato una grande cosa a noi uomini: la consapevolezza dell’esistenza del genio intuitivo. Come pensate quindi che io possa essere cresciuto? Con l’aspirazione a diventare ovviamente impopolare! C’è qualcosa di sublime nell’impopolarità visionaria che è difficile spiegarlo a parole. Bisogna viverla quella condizione per poterla comprendere a pieno. In questi anni, nonostante il gran bordello mediatico, al quale in principio non nego d’aver lasciato passare qualche piccolo virus (ma che prontamente ho subito debellato), ho cercato di mantenere stabile un punto d’osservazione: il mio. Non schierato, ma semplicemente il MIO! E non ho potuto fare a meno in questo modo di osservare l’andazzo del “grande circo” cospirativo, basato per la maggior parte sullo “stare di quà” o sullo “stare di là”, io sono un “amico” tu sei un “nemico” e panzane logorroiche del genere. Un ambiente dal quale me ne sono orgogliosamente tirato fuori. Sarà stato il mio periodo di malessere, che ringrazio di aver sperimentato perché mi ha insegnato molto; sarà stato il tentativo non riuscito di essere fagocitato da parte di un manipolo di personaggi strani, parecchio danarosi, che volevano comprare il dominio del mio sito per una cospicua somma di danaro, così come hanno comprato altri siti web molto famosi per asservirli al loro volere; sarà che tutto questo è più allucinatorio dell’allucinazione prodotta dalla stessa allucinazione che è la “realtà”, ma sono ben felice di essermene cavato fuori, e di aver cominciato a sondare terreni più nobili e fertili, come la conoscenza di me stesso! E’ stato quando ho aperto gli occhi per davvero che ho compreso che il “balletto della cospirazione in atto” è un gioco al massacro che avrà solo gravi conseguenze in un futuro molto prossimo, e fino ad ora nessuno, e sottolineo nessuno, si era mai posto il problema, sottoscritto a parte, di proporre delle soluzioni all’evoluzione del nostro essere interno che è potente oltre ogni limite. Ne ho testimonianza personale di questo potere. L’ho visto attuare su di me, quando sentivo che il mio corpo stava per abbandonarmi, circa tre mesi fa. Come mai quindi? Voglio dire, sono tutti così impegnati come dicono a ricercare la verità, che non si sono accorti che non esiste alcuna verità, poiché l’unica e la sola è riposta dormiente dentro di noi. Noi siamo la Verità Ultima. Non ce ne sono altre da scoprire, poiché quelle esterne, sono solo il disperato tentativo della matrice di difendere sé stessa, a molti livelli e dimensioni. Ma comprendo bene che impartire questo suggerimento alle persone, che rimane tale poiché nessuno è davvero obbligato ad ascoltarlo, toglie fiato e soprattutto potere a coloro che invece vogliono continuare ad urlare un grido che nessuno ascolterà. Toglie ego e potere a coloro che hanno costruito l’ologramma della loro immagine egoica, che ovviamente difendono, mordendo anche e di santa ragione, tanto è la minaccia che vedono in questo tipo di ragionamento. C’è un atteggiamento assolutamente meccanico in tutto questo. Parlano di unione, di collaborazione, ma nessuno davvero lo fa. La collaborazione dura l’istante in cui supporti il loro gioco, ma è sufficente citare in un articolo un sito che a loro non va a genio, che “Ecco! Il disinformatore! Il venduto!”. Ridicolo. “Abbiamo perso un’altro amico” recita una email che mi è arrivata alcuni giorni fa, a seguito della mia diffusione del testo di Teodorani, scritta da una persona che avrò sentito un paio di volte in un anno. E’ amicizia questa? Non c’è più il senso della “non-realtà” amici. Esistono operazioni militari “segrete” in tutto il mondo, che non ho bisogno di citare quali poiché sono sulla bocca di tutti, che vengono eseguite con il beneplacito di tutti i governi, e c’è ancora qualcuno che crede che portando delle firme alla Procura della Repubblica, questa arriverà ad aprire un’indagine ufficiale su quelle operazioni. Ma probabilmente il passato non insegna nulla, c’è chi ancora ha fiducia nelle istituzioni, che da un lato ci vogliono schedare tutti come criminali per poi condurci al microcip, ma dall’altro ci si aspetta che esse aprano un fascicolo su queste benedette operazioni militari. Non c’è assolutamente alcuna possibilità che questo possa accadere, a meno che prima non si fermi la fonte di questo problema. Se avete delle erbacce nel vostro orticello, sarebbe bene strapparle via alla radice perché quelle continuerebbero a crescere, rovinandovi il raccolto. Quello che stiamo vivendo è un problema molto simile. Direi che la nostra, più che un’operazione di informazione, dovrebbe essere un’operazione di orticoltura o giardinaggio: niente di più che una sana potatura. “Agli uomini rimane celato ciò che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono coscienti di ciò che fanno dormendo”. Sì Eraclito, lo so che vuoi dire sempre la tua, ma fammi andare avanti! musicanti // 20:38 // commenti (3) [ agosto 26 2008 ]chronicles // THE CHICKEN'S WHISTLE ![]() NON E' IMPORTANTE CHE TU CREDA ... IL FISCHIO DEL POLLO Ovvero, come abbindolare o addormentare la pubblica intelligenza di Massimo Dr. Teodorani, Ph.D. Quadro Sinottico Questo è un “non-articolo” scritto miratamente per essere volutamente irrituale, non formale, bacchettante, irriverente, sarcastico e in generale “non-canonico”, ma solo con il proposito di cercare di far riflettere (a volte ridacchiando) sulla vera radice della stupidità umana della nostra epoca. Nella prima parte si parlerà delle devastazioni mentali e psichiche prodotte dal “movimento New Age”, da uno strano modo di intendere la cosiddetta “ufologia”, dalle sette organizzate e da una maniera errata e deviante di intendere la conoscenza, non senza aver menzionato l’ilarità suscitata dalla “reazione” (ma anche dalla sostanziale inazione) delle congreghe “scettiche” a questo movimento contrapposte. Nella seconda parte si tenterà di individuare la natura del Grande Pifferaio (ovvero: il pollo fischiante) che sta producendo tutto questo, discutendone a lungo le strategie e le azioni da esso concertate. Nella terza e ultima parte si proporranno alcune azioni in grado di arginare l’esondazione ora crescente della stupidità umana, non senza aver fatto i dovuti distinguo. Parteciperà ogni tanto alla discussione Trismegisto (figura tanto immaginaria quanto reale), il contadino romagnolo, che commenterà con saggezza ed antica erudizione gallo-romanza alcuni punti. Lo scopo di questa digressione è sostanzialmente quello di tentare di far ridere dicendo cose che invece fanno piangere anche i coccodrilli, e al contempo di stimolare l’interesse delle nuove generazioni alla fondamentale missione della Scienza nel penetrare con potenti torce Maglite all’interno delle grotte oscure dell’esistenza, ma anche di spingere queste generazioni a imparare a osservare meglio sé stesse senza aver bisogno della guida di scaltri nonché arricchiti santoni, guru o millantatori di turno. Per la lettura di questo piccolo pamphlet è consigliabile una buona scorta di pannoloni e/o cateteri ad alta capienza per la prima parte, e una camionata di fazzolettini da naso per la seconda parte. 0. L’involuzione della coscienza Non è difficile verificare che noi viviamo di fatto in un mondo completamente svuotato di valori (il che comunque non significa: “depauperato” dei valori del passato, perché questi erano pura e vacua bigotteria), interamente materialista, opportunista, concentrato sull’ego, il soldo, la conformità, la mediocrità e l’omologazione al ribasso. Eppure è esattamente questo il periodo in cui la scienza e la tecnologia hanno raggiunto l’acme più elevato: ciò è apparentemente una conquista dopo i secoli bui della dominazione ecclesiastica e il suo oscuramento intellettuale, ora soppiantata dalla chiarezza e sicurezza della scienza e della tecnologia. Una rivoluzione che ha sicuramente liberato l’uomo dall’oppressione e dall’occlusione mentale. Peccato che nella metamorfosi sia stata asportata chirurgicamente la coscienza e il senso morale di gestire il rapporto sociale e intersoggettivo: per questa ragione oggi viene considerato come “di valore” o “degno di considerazione” chi è furbo, non chi è giusto, chi riesce (si direbbe: “geodeticamente”) a fare il minor lavoro possibile usando l’astuzia, non chi si assume l’onere di trascinare da solo una cordata di larve umane (“individualista” direbbero i veterocomunisti, “imbecille” direbbero gli scientisti). Sembra proprio che il semplice atto di levare via un cappello decrepito dalla testa dell’umanità (che comunque rimane tuttora in alcuni paesi ben noti) abbia portato anche alla decapitazione della persona in senso lato. In fondo la coscienza creava solo problemi e limitava l’agire pratico frenando qualunque azione o decisione. Ecco perché di pari passo con lo sviluppo scientifico-tecnologico la farabutteria umana ha avuto maggiore libertà di azione. In fondo cosa conta in questo mondo? Conta solo raggiungere il risultato nei tempi più rapidi possibili, non importa se per merito o tramite furto o raccomandazione: questo è essere considerati “coi piedi per terra” oggi. E’ così che la civiltàspazzatura ha raggiunto il suo massimo sviluppo, di pari passo ovviamente con la distruzione graduale dell’equilibrio ecologico sul nostro pianeta. Mondo naturale sostituito dal mondo virtuale di internet e dei computer. Qui manca qualcosa di maledettamente importante... e allora arriva il Fischio del Pollo, ovvero l’arte ingannatoria della Furbizia per eccellenza (seppur non associata a reale intelligenza né a regale natura del pollo in oggetto) a circuire e poi consolare la sensibilità ferita nonchè a riempire il vuoto delle quaglie umane. Dicevamo... un mondo “bello senz’anima” dominato dalla scienza, dalla tecnologia e... dalla follia (se no il pollo non fischiava). 1. Escrementi di salvifica conoscenza Ma ecco che assieme all’esplosione di Internet arrivano... gli angeli, in aiuto dell’umanità derelitta. Kryon, Ashtar Sheran (che – doveroso farlo presente – è il comandante in capo di una ben nota flotta spaziale), Ramtha, Hubbard, Rael, e assieme ad essi o al loro diretto servizio una schiera di zelanti predicatori. In maniera non direttamente correlabile con questi neo-eroi nonché salvatori dell’attuale epoca iniziano a prendere piede acutissimi documenti video (del Tubo, ovviamente) che descrivono in maniera tanto seriosa quanto divertente concetti di pseudoscienza raffazzonata, mal assemblata, ma di sapore sapientemente e strategicamente ipnotico. Si potrebbero menzionare esempi come questi: l’improvvisa inversione dei poli terrestri e la fine del mondo in arrivo, i “salti dimensionali” del pianeta Terra dalla terza alla quarta dimensione (come se prima non fosse mai esistita la dimensione tempo...), l’arrivo improvviso di strani “raggi fotonici” provenienti dal centro galattico che condizionerebbero tutta l’evoluzione della galassia e del suo contenuto, l’arrivo di una strana e ilare messaggeria da “servizio magnetico” alieno, oppure astronavi aliene che usando l’energia delle piramidi porteranno a salvazione qualche migliaia di bovini umani deprivati del loro cervello (seppur nella luce di Dio, ovviamente). E non dimentichiamo le “astronavi di luce” (di solito si tratta dei pixel caldi ingranditi di una fotocamera digitale) che ci osservano, oppure gli Orbs sparati a rosa di pallini in ogni dove (ebbene sì: anche la polvere fotografata con flash fuori fuoco ci ama!). Per non parlare degli sbadigli planetari susseguenti al risveglio planetario, oppure delle eruttazioni umane in fase con la risonanza di Schumann. E per finire: la previsione ad elevata risoluzione temporale (ovviamente di origine aliena) di impatti asteroidali che al momento previsto verranno regolarmente polverizzati dagli stessi alieni salvatori – chissà perché sopra il cielo di grandi metropoli (se davvero questo succedesse sopra i cieli delle città questo servirebbe solo a trasformare una carica termico-cinetica unitaria in una carica cluster o shrapnel in grado di polverizzare intere regioni e oltre). Ma gli “Annunaki”, peraltro interessati a usare i terrestri come scimmie lavoratrici nelle miniere di oro, possono questo ed altro: ovviamente conoscono da tempo il segreto del teletrasporto, quello che permette in un battibaleno di trasportare colossali astronavi a qualunque distanza esse si trovino; nonostante ciò prima di arrivare alla Terra devono aspettare che il loro pianeta in orbita molto eccentrica arrivi al periodico perigeo con il nostro pianeta dopo 3000 anni (una minimalistica considerazione porterebbe a definirli dei coglioni) e, ragazzi, sì: ci siamo. “Sì, sì, sono veri, sono veri...” (dice il patàca di turno), “le nuvole che si formano all’improvviso nei nostri cieli sono causate da “ionizzazione magnetica” prodotta dall’astronave madre di Ashtar Sheran” (non ricordo però se egli faccia parte degli Annunaki o meno... il bestiario alieno in visita alla Terra sembra più ricco di tutte le specie animali esistenti sul pianeta). E infatti, oh... attenzione, la genia aliena è davvero variegata, non ci sono mica solo gli Annunaki, ma c’è anche la flotta spaziale dei biondi e algidi angeli Plejadiani: manco sono abbronzati, nonostante il flusso ultravioletto delle stelle di tipo spettrale O o B che fin da subito impedirebbero lo sviluppo di qualunque forma di vita, visto che su quegli improbabili pianeti perfino una sbarra di titanio si cuocerebbe come un uovo a occhio di bue: però attenzione, quelli vivono sul “piano eterico” di quei pianeti, i loro corpi sono “sottili” (ma non si tratta di biscie), e hanno sparso basi anche su Venere, su Saturno o su Giove (a fare invisibile compagnia a quei palloni viventi gonfiati ad elio, come li aveva immaginati Carl Sagan, che ancora gravitano sul piano della materia). Magnetizzano un po’ tutto, dal momento che eterico e magnetico fa la stessa cosa (ultimamente va di moda metterci dentro anche qualcosa di “adronico” o “elettrodebole”): basta solo che pizzichino la magnetosfera dalla parte di Plutone, che ne sentiamo le conseguenze noi sulla Terra: un po’ come quando noi ci grattiamo ad una gamba in seguito alla puntura di una zanzara il nostro cervello che è lontano dalla gamba ci avverte della puntura. Noi siamo un “unico ente” (Udite! Udite!), allo stesso modo la magnetosfera dei sistemi planetari è un unico essere e all’interno di esso convivono tanti esseri in perfetta “sintonia eterica” tra loro: basta solo che Shegustori su Venere faccia “hepp” che noi sulla Terra facciamo: “pccì”. Ma questo succede anche tra Semjase di Pleione (Confederazione Plejadiana – grazie dell’informazione Billy!) e noi, dal momento che, naturalmente, esiste una “magnetosfera interstellare” che avvolge gli altri sistemi solari a mò di Matriosca, tenendo così assieme tutte le “entità eteriche” che si trovano nei paraggi: anche noi ne facciamo parte (Entanglement!!!... l’ha detto il Prof. Teodorani!!!... confermando quello che da tempo diceva il Prof. Siragusa!), solo che abbiamo ancora una palla al piede (c’è chi dice che siano le nostre palle appesantite a tenerci ancorati al mondo della materia, le mie sicuramente). Siccome noi terrestri siamo brutti e cattivi, stiamo ancora qui a tribolare, nel durissimo mondo della materia, mentre questi qua veleggiano nelle sfere superiori: solo di rado ne sentiamo un ruttino magnetico di conforto, quanto basta per rialzare il morale. Se ne accorgono perfino gli animali; ad esempio quando le loro “astronavi di luce” fanno il loro ingresso sopra i cieli di Napoli per controllare se le strade sono pulite e per ricaricare la chiavetta di San Gennaro, i cani (con le 4 zampe rigorosamente a pigna) recitano in coro: “Abbaù... Ieeabbbauù”. Intanto poco più in alto nella penisola un personaggio di fattezze indubbiamente peninsulari e con lunghi capelli ispidi e elettrizzati, presentatosi ad un noto programma TV pre-prandiale dice: “Ie zònno un excsdradèrresctdre” e (tra le risate del pubblico) inizia a mostrare foto di alieni Plejadiani: somigliano ad una versione impallidita di viados padani (viados con cipria? Viados fosforosi?), e poi non contento di aver mostrato questa inoppugnabile documentazione egli termina con l’altisonante citazione di un “ben noto scienziato italiano”, il quale conoscerebbe da tempo la sconcertante verità (Trismegisto: “Putèna minèina... sòccia ben... iè brèv alòra... e quel chè lu diìs l’è simpàtic però...”). E allora, tanto per mostrare documentazione scientifica a convalida di ciò che dice mostra una lavagna piena di numeri e simboli sbattuti a caso, spacciati per “la formula della propulsione della nave excsdradèrresctdre”: ovviamente una formula che non ha bisogno del simbolo di uguale in quanto autoreferenziante, visto che il simbolo di uguale non c’è mentre il simbolo matematico di integrale è privo di alcun differenziale che ne permetta la soluzione. Sono tra noi! (Trismegisto: “Oh purèta me!”). A proposito: va molto di moda usare a sbafo il nome di ignari e incolpevoli scienziati per “convalidare” certa innocente e ilare demenzialità, oppure associare (su siti web inconfondibili oppure sul ben noto Tubo) il nome degli stessi alle “ricerche” di questa raffinata genìa di persone della nuova era. Così: va mò in rete, prendi un nome di scienziato che ti sfagiola e lo sbatti in mezzo al tuo pattume, così te lo convalida. E qui, signori, non si scherza, perché come vedrete questa indebita appropriazione genererà un effetto domino dalle proporzioni devastanti, perché, sì, la “pubblica intelligenza” non sta solo su quelle rive ma anche sul versante opposto, di solito fatto di paladini della “razionalità” che per forza di cose sono avidi lettori del suddetto pattume, il più delle volte (praticamente sempre) pigramente ignari delle fonti originarie, ma particolarmente avvezzi al pettegolezzo da parrucchiera di quarta categoria. musicanti // 13:39 // commenti (6) [ agosto 13 2008 ]chronicles, tibet // THE MARCH REPRISE ![]() Diario della ripresa della Marcia Verso il Tibet di Karma C. corrispondente dalla Marcia per: Il Blog di Piero Verni Dossier Tibet Associazione Italia-Tibet Il Sentiero del Tibet Giotibet Laogai Research Foundation Italia ![]() Il nostro blog cammina con loro: è possibile aiutare il Tibetan People's Uprising Movement facendo una donazione da questa pagina ![]() Riprendiamo a pubblicare gli aggiornamenti sulla 'Marcia Verso il Tibet' Delhi, 9 agosto 2008 (ore 12.30 locali) - Stefy Il secondo gruppo di militanti della Tibetan Youth Congress, che ha preso il posto dei sei che nei giorni scorsi erano stati condotti a forza in ospedale, è arrivato al 4° giorno di sciopero della fame e della sete. Le loro condizioni cominciano ad aggravarsi. Ieri, sotto una torrenziale pioggia monsonica, c'è stata una manifestazione molto intensa e toccante seguita da sessione di preghiera e "candle vigil". 150 tibetani sono stati arrestati dalla polizia indiana perché manifestavano davanti all'ambasciata cinese che è stata trasformata in un vero e proprio bunker, completamente circondata da filo spinato e presidiata da tantissimi poliziotti. Oggi tutti i tibetani donano il sangue in solidarietà con i tibetani in Tibet. Il poeta e attivista Tenzin Tsundue è ancora agli arresti nel carcere di Mandi, il suo avvocato spera di poterlo fare rilasciare nei primi giorni della prossima settimana. Delhi, 5 Agosto 2008 (ore 23.30 locali) - Stefy Il ricovero in ospedale dei sei digiunatori della Tibetan Youth Congress è stato fatto forzosamente, contro la volontà degli stessi, dalle forze di polizia indiane che sono intervenute alla tenda di Jantar Mantar dove si trova il presidio della Tibetan Youth Congress. La polizia ha arrestato circa 150 tibetani che si opponevano all'intervento repressivo. La situazione è estremamente tesa anche in vista della manifestazione del 7 Agosto e per le notizie relative all'arresto del poeta e attivista Tenzin Tsundue e dei sessanta marciatori bloccati in Spiti tra cui l'importante lama Shingza Rimpoche. Delhi, 5 Agosto 2008 (ore 23.06 locali) - corrispondente Stefy * I sei digiunatori della Tibetan Youth Congress sono stati portati adesso in ospedale. Le loro condizioni di salute si erano progressivamente aggravate e da alcune ore erano in immediato pericolo di vita. Appena avrò notizie più precise ve le invierò. * Stefy: referente per il Veneto dell'Associazione Italia-Tibet Manali, Himachal Pradesh, 5 Agosto 2008 (ore 13.30 locali) Grande tensione tra i profughi tibetani qui in India. Mentre circolano voci voci ricorrenti che Lhasa sarebbe sotto una sorta di stato d'assedio tanto è massiccio il controllo poliziesco in queste ore, non si hanno notizie sicure su quale sia la condizione del poeta e attivista Tenzin Tsundue, arrestato l'altro ieri all'aereoporto di Bhuntar (distretto di Kullu) mentre cercava di unirsi alla settantina di tibetani che volevano entrare in Tibet dallo Spiti. Sembra invece certo che il fermo dei sessanta marciatori avvenuto ieri sia stato trasformato in arresto e siano detenuti o a Manali o a Bhuntar. Tra di loro c'è il lama Shingza Rinpoche, originario dell'Amdo, e attualmente uno dei principali maestri spirituali del monastero di Sera (India meridionale). E' la prima volta nella storia dell'esilio indiano che un lama di tale importanza viene imprigionato e tradotto in carcere. Tutti gli arrestati hanno iniziato uno sciopero della fame e della sete. C'è un forte malcontento sia tra i tibetani sia tra la popolazione locale dello Spiti (di etnia tibetana) che ha cercato in tutti i modi di convincere la polizia indiana di non arrestare i marciatori. Purtroppo senza successo. Intanto a Delhi si sono aggravate le condizioni di salute dei sei militanti della Tibetan Youth Congress giunti al 9° giorno di sciopero della fame e della sete. E nella capitale indiana stanno convergendo centinaia di profughi sia per rendere omaggio ai digiunatori sia per partecipare alla grande manifestazione indetta per il 7 Agosto dalla TYC per l'indipendenza del Tibet e contro i Giochi Olimpici della vergogna. In molti qui sperano in gesti concreti di solidarietà da parte dei sostenitori internazionali della causa tibetana e anche per questo vi chiedo di far circolare queste informazioni il più rapidamente possibile e nel modo più ampio. Io cercherò, nei limiti della mia possibilità di comunicare via telefonino, di tenervi puntualmente informati. Tabo, Spiti, 4 Agosto 2008 (ore 13.45 locali) Il gruppo di oltre 70 tibetani che cercava di entrare in Tibet clandestinamente attraverso il confine situato nella regione indiana dello Spiti, è stato scoperto pochi minuti fa dalla polizia di Nuova Delhi. Oltre sessanta marciatori sono stati fermati anche se per il momento il numero di poliziotti è ancora limitato. E' confermata la notizia dell'arresto ieri pomeriggio del poeta e attivista tibetano Tenzin Tsundue. Ancora una volta è stato negato ai tibetani il diritto a tornare nella loro terra. Non sappiamo bene cosa potrà succedere nelle prossime ore, se il fermo dei catturati verrà tramutato in arresto e se anche i rimanenti marciatori verranno fermati o arrestati. E' però importante che la notizia di questo nuovo tentativo dei tibetani di entrare in Tibet venga fatto conoscere ai media e all'opinione pubblica internazionale per cui vi prego di diffondere al meglio e al più presto questa notizia e le altre che spero di riuscire ad inviarvi non appena ne avrò la possibilità. Banspatant, Uttarkhand, 23 Maggio 2008 (ore 16.30 locali) Situazione improvvisamente tesa. Ieri i marciatori erano partiti ed avevano percorso 19 chilometri giungendo nel piccolo villaggio di Banspatan. Ad un certo punto è arrivato un piccolo gruppo di poliziotti che ha iniziato a fare dei controlli. Un video giornalista norvegese che era presente ha iniziato a filmare. A questo punto i funzionari di polizia gli hanno prima intimato di smettere minacciando di confiscargli la telecamera e poi, visto che lui protestava, lo hanno fermato e condotto al commissariato del villaggio di Berinag nel distretto di Pithogar. Dopo alcune ore, visto che il reporter non tornava al campo, Tenzin Tsundue e Lobsang Yeshi sono andati a vedere cosa stesse succedendo. Ma neanche loro sono ritornati. Questa mattina due dirigenti delle 5 ONG sono, a loro volta, andati a controllare la situazione ma non hanno fatto ancora ritorno al campo. Non si capisce bene cosa stia succedendo. Probabilmente tutto si risolverà nelle prossime ore ma è comunque una situazione poco chiara. Fate circolare più che potete la notizia. Io, compatibilmente con gli enormi problemi di comunicazione che ho, cercherò di tenervi tempestivamente aggiornati. Seraghat, Uttarkhand, 19 Maggio 2008 (ore 24.00 locali) I marciatori sono sempre fermi nell'area di Seraghat perché pochi chilometri più avanti c'è un ingente schieramento di polizia intenzionato a bloccare la Marcia; da diverse ore i dirigenti delle 5 ONG stanno trattando con la polizia perché consenta alla Marcia di proseguire. Io sono arrivata ieri mattina e ho trovato la gente che avevo lasciato poche settimane fa, altrettanto determinata ad andare avanti ed entrare in Tibet. Costi quel che costi. Sono in molti ad essersi lasciati dietro le spalle quel poco che avevano ed ora sono pronti anche a sacrificare le loro vite per libertà del Tibet. L'altro ieri c'è stato un violento temporale che ha causato non pochi problemi logistici ma adesso il tempo è tornato abbastanza sereno e fresco. Certo si dovrà cominciare a pensare a come affrontare le violente piogge monsoniche che fra poche settimane cominceranno a devastare queste regioni dell'India. Ma a questo si penserà in un secondo momento. Adesso l'importante è convincere la polizia a levare il blocco e lasciare passare i marciatori. Compatibilmente con le possibilità di comunicazione vi terrò informati di quanto accadrà. Seraghat, Uttarkhand, 19 Maggio 2008 (ore 20.00 locali) I marciatori sono ancora fermi a Seraghat e gli organizzatori continuano a dialogare con la polizia perché non frapponga ostacoli alla continuazione della Marcia Verso il Tibet. La richiesta è che sia permesso di continuare almeno fino al passo Darchu-la passando per un territorio in cui non vi sono restrizioni di circolazione e non sono richiesti particolari permessi di ingresso; dopo il passo inizia una 'restricted area' dove per entrare si deve avere uno speciale permesso. Adesso dobbiamo riuscire a strappare alla polizia il consenso a partire da qui, poi una volta arrivati a questa 'restricted area', vedremo il da farsi. Se ho ben compreso dovrebbe distare poco più di un centinaio di chilometri. Comunque l'intenzione degli organizzatori e di tutti i partecipanti alla Marcia è quella di raggiungere il confine ed entrare in Tibet. Come ho già scritto ieri, costi quel che costi. Ritengo che non sarà facile. In ogni caso l'atteggiamento dei poliziotti non è ostile. Sono disponibili al dialogo e mi pare vogliano evitare in tutti i modi un'azione di forza con fermi ed arresti. Hanno però intensificato i controlli dei documenti. Io devo scendere ad Almora per telefonare e incontro diversi posti di blocco. La mia impressione è che si aspettino l'arrivo di altri marciatori (tibetani ma anche occidentali) e non gradiscano affatto l'idea. Sto cercando di trovare il modo per comunicare con qualche telefono portatile ma non sembra essere per nulla facile. Spero di trovare una soluzione al più presto anche perché fra qualche chilometro termina la strada asfaltata e la Marcia dovrà inoltrarsi nelle foreste himalayane e quindi non avrò più la possibilità di trovare cabine o posti telefonici. Nuova Delhi, 18 Aprile 2008 (ore 22.00 locali) - Terza Fase Questa mattina alle nove, circa 120 marciatori si sono radunati nel cortile del Gurudwara (tempio della religione Sik) di Majnukatilla, il quartiere tibetano di Delhi, per cantare l´inno tibetano. Il morale dei marciatori è alle stelle e sono tutti felici ed eccitati all´idea che dopo più di un mese stia per ripartire la "Marcia Verso il Tibet". Si tratterà della Terza Fase della "Marcia". La Prima si è conclusa il 14 Marzo scorso quando l´iniziale gruppo di 100 marciatori venne arrestato nella cittadina di Dhera (Himachal Pradesh). La Seconda Fase è iniziata il 16 marzo a Dhera, nel momento in cui il secondo gruppo di marciatori si mise in cammino fino alla cittadina di Ahmedpur (Punjab) dove il 23 marzo venne annunciato che la "Marcia Verso il Tibet" si sarebbe fermata per circa un mese. E domani inizierà a Delhi la Terza Fase. Alle 10 di mattina i marciatori si riuniranno a Raj Ghat (il luogo in cui sono custodite le ceneri di Gandhi) per pregare e rendere omaggio al Mahatma. Subito dopo i responsabili delle 5 NGO´s che organizzano la "Marcia" terranno una breve conferenza stampa per annunciare ufficialmente l´inizio della terza fase e la nuova partenza. Per quanto riguarda ieri, la Tibetan Youth Congress ha organizzato la protesta contro la sfilata della torcia olimpica a Delhi. 403 militanti della TYC, tra cui una ragazza di non ancora diciotto anni, sono stati arrestati. Sono stati prelevati dalla polizia in varie parti di Nuova Delhi e rinchiusi in differenti stazioni di polizia. In quella di Mayapuri, su 86 imprigionati, un ragazzo ed una ragazza hanno riportato fratture multiple agli arti mentre 3 ragazze sono state picchiate. Il Tibetan Solidarity Committee ha organizzato la sfilata di una torcia della libertà, alternativa a quella ufficiale che ha riscosso un enorme successo. _________________________________________________________________________________________________________________ [ marzo 30 2008 ]music, video, chronicles // PATRIZIA patrizia è una delle nostre più grandi amiche... ma lei ancora non lo sa :D bibi scritto scattato e ripreso col cuore da Luigi De Frenza Questa è la cronaca della performance che Patrizia Laquidara ha eseguito a EtnaFest2008 [organizzato da Carmen Consoli a Catania] la sera del 18 Marzo. Ero lì in quei giorni, era la prima volta che andavo in Sicilia e devo dire che l'impatto è stato molto positivo, soprattutto per il tipo di motivazione che mi ci ha fatto andare. Quella sera ho girato questi due video ed anche se non sono di buona qualità, credo si riesca a capire bene il livello dell'esibizione. Di particolare faccio notare l'uso da parte di Patrizia del Kaoss Pad: un aggeggio elettronico che inserito nel contesto di canzoni popolari potrebbe sembrare un po' fuori luogo, visto anche il tipo di arrangiamento musicale che il maestro Salvo Cantone con la sua Etna Orchestra hanno preparato, in realtà l'integrazione di questo gingillo ha dato un corpo particolare all'introduzione dei due brani eseguiti. Patrizia appare in un lucente abito lungo blu, il mare dei sogni, come in contrapposizione alle ragazze del gruppo Faraualla (Puglia) che si sono esibite in un angelico e minimale vestito bianco, mentre Elena Ledda (Sardegna) si è vestita di eleganza e portamento ammaliante in abito scuro. Le tre presenze femminili della serata sono state diverse, ma allo stesso modo intriganti ed affascinanti. L'inizio dell'esibizione è l'intepretazione di una vecchia filastrocca veneta chiamata "Manina bela" che Patrizia aveva sentito da piccina da sua nonna, un campionamento di carillon accompagna la voce e la gestualità del "Volta la carta". Al carillon si aggiunge poi una base musicale e sonora composta da Andrea Cera, compaesano di Patrizia (Malo): suoni registrati proprio nella sua città di adozione che fanno da sfondo alla continuazione di questa recita. Allo sfumare, l'orchestra introduce il canto di Patrizia di "Stanote mò insognà" che parla di amori lontani, mare e sogni. La canzone è un crescendo emozionale fino a concludersi con un sussurro da pelle d'oca! Il pubblico accenna ad un applauso, ma Patrizia è già partita con il suo secondo brano, il "Canto dei Battipali" antica canzone popolare veneziana che racconta del duro lavoro dei piantatori di pali nella laguna, per la costruzione delle palafitte. Qui l'uso del Kaoss Pad è funzionale a costruire un sottofondo tipo mercato di voci che si incrociano e si richiamano con echi lontani che creano l'ambiente di lavoro di allora, dove le donne assistevano con incitazioni i loro uomini che piantavano questi enormi pali nella laguna. Il coro creato in tempo reale da Patrizia, accompagna il canto vero e proprio che, essendo un canto di lavoro, ha quell'energia e quel pathos che rende vibrante la suggestione di immaginarsi queste persone durante il loro lavoro. Inoltre Patrizia si aiuta con una tavola di legno che viene percossa ritmicamente con la scarpa per richiamare il tonfo basso e profondo della pietra, che veniva prima sollevata e poi lasciata cadere a peso morto sui pali issati e che man mano si andavano a conficcare sotto acqua nella sabbia melmosa della laguna di Venezia. L'esibizione continua con Patrizia che si libera anche fisicamente con i suoi tipici movimenti dove allarga le braccia, e si avvicina alle persone superando quasi il limite del palco, come a voler raccogliere l'energia del pubblico. Questo abbraccio metaforico e la sua splendida esibizione porta ad un lungo scrosciante applauso, che accompagna Patrizia dietro le quinte per lasciare il posto al successivo artista. Note (musicali) a margine Noite e Luar: Kanzi + Albergo a ore (Herbert Pagani): Per causa d'amore (con Mario Venuti): Indirizzo portoghese: Le cose: Quel pezzetto di chiffon: musicanti // 17:24 // commenti (1) [ marzo 20 2008 ]chronicles, tibet // THE MARCH ![]() una vignetta Diario della Marcia Verso il Tibet di Karma C. corrispondente dalla Marcia per: Il Blog di Piero Verni Dossier Tibet Associazione Italia-Tibet Il Sentiero del Tibet Giotibet Laogai Research Foundation Italia Il nostro blog cammina con loro: è possibile aiutare il Tibetan People's Uprising Movement facendo una donazione da questa pagina ingrandisci La Marcia ufficialmente è stata fermata ma continua lo stesso il suo percorso. Attualmente è composta da due gruppi di marciatori. I cento marciatori che componevano il gruppo iniziale e che erano stati arrestati dopo solo tre giorni di marcia, appena rilasciati, si sono aggregati al secondo e meno numeroso gruppo che li aveva rimpiazzati e ora, anche se privati dell’ufficialità di rappresentanza, procedono insieme con passo sempre motivato. E continuano a riscuotere ancora simpatia e ammirazione. Hanno lasciato l’ospitale Shahadpur Gurudwara di Chandigrah per arrivare dopo 25 chilometri a Haryana. Qui sono stati accolti dal Rotary Club della cittadina che in segno di solidarietà ha organizzato per mezzogiorno un gradito ristoro. Dal Punjab verso Delhi, 25 Marzo 2008 (ore 12.30 locali) Allora la prima parte della "Marcia Verso il Tibet" è terminata ieri. Oggi prosegue sotto una nuova forma e con nuovi contenuti verso Delhi, guidata dal "Comitato di Solidarietà". Le cinque NGO organizzatrici dicono che la "Marcia Verso il Tibet" è solamente sospesa per un mese e che poi riprenderà. Spero con tutte le mie forze che sia vero. Ritengo che molto dipenderà anche dal sostegno internazionale, chiaro ed esplicito, che arriverà loro dalla comunità tibetana e dai gruppi di sostegno al Tibet. Penso che si tratti forse della più importante iniziativa mai messa in piedi dai tibetani e sarebbe una tragedia che non riprendesse fra un mese più determinata e decisa di prima. Il mio compito è quindi terminato e torno a Delhi tra pochi minuti. Vorrei inviare un sentito ringraziamento a tutti i siti e i gruppi a nome dei quali ho inviato questi mie brevi corrispondenze e che mi hanno consentito di seguire questa prima parte della "Marcia Verso il Tibet". Grazie veramente di cuore a tutti. Pö Gyalo! Ahmedpur, Punjab, 25 Marzo 2008 (ore 07.00 locali) E' ripartita la "Marcia" in direzione di Delhi, guidata dal "Comitato di Solidarietà" (Tibetan Solidariety Committee). I marciatori hanno ricevuto le notizie degli ulteriori scontri in Tibet avvenuti nella regione dell'Amdo (ora Sichuan) e delle manifestazioni di Katmandu brutalmente represse dalla polizia nepalese e sono più che mai decisi ad arrivare prima a Delhi e poi riprendere la "Marcia" verso il Tibet. Ahmedpur, Punjab, 24 Marzo 2008 (ore 20.00 locali) E' appena arrivata la notizia che tutti gli arrestati del primo gruppo di marciatori sono stati rilasciati in anticipo tranne Tenzin Tsundue, Lobsang Yeshi e Tenzin Choeying, i tre leader della "Marcia" che erano detenuti. Ahmedpur, Punjab, 24 Marzo 2008 (ore 15.30 locali) E' arrivato il presidente del Parlamento tibetano in esilio che ha spiegato le ragioni alla base della decisione del Governo tibetano in esilio di dare vita ad un "Comitato di Solidarietà" (il nuovo nome dell'Emergency Committee) costituito da sette membri tra esponenti del Kashag e del Parlamento. I marciatori avevano espresso la volontà di continuare la "Marcia" fino a Nuova Delhi o, almeno, di tenere il primo e il secondo gruppo di marciatori uniti e disponibili a mettere in pratica qualsiasi azione che possa venire programmata dal "Comitato di Solidarietà". Alla fine è stato annunciato che la "Marcia" continuerà fino a Delhi sotto la direzione del "Comitato di Solidarietà" con i nuovi slogan stabiliti dal "Comitato di Solidarietà" stesso, vale a dire: 1) rilascio immediato di tutti i tibetani arrestati in Tibet; 2) stop alle torture a cui sono sottoposti i tibetani detenuti nelle carceri cinesi; 3) possibilità di assistenza medica e di un trattamento umano per gli arrestati; 4) invio di una missione indipendente in Tibet per accertare come sia ora la situazione e come si siano svolti i fatti. Ahmedpur, Punjab, 24 Marzo 2008 (ore 09.30 locali) I marciatori stanno attendendo l'arrivo del Presidente del Parlamento tibetano in esilio che dovrà spiegare loro i programmi e gli obiettivi dell'Emergency Committee che sembra siano focalizzati sulla situazione in Tibet. Qui tutti stanno discutendo animatamente delle scelte politiche da fare e sono consapevoli di avere molte domande da rivolgere al presidente del Parlamento tibetano in esilio. Ahmedpur, Punjab, 23 Marzo 2008 (ore 22.00 locali) Alle nove di questa sera Shingza Rinpoche, del monastero di Sera je, è venuto a trovare i marciatori al campo di Ahmedpur dove ci troviamo da ieri. Il religioso ha chiesto ai marciatori di continuare la loro "Marcia Verso il Tibet" proprio a causa delle gravissima situazione in cui si trova il Tibet. Un rappresentante del comitato organizzatore ha poi spiegato i motivi che hanno portato alla sospensione per un mese della "Marcia". Tutti i marciatori presenti hanno ascoltato con molta attenzione entrambi gli interventi. Punjab, 23 Marzo 2008 (ore 09.30 locali) Purtroppo le voci che circolavano ieri si sono dimostrate vere. Questa mattina alle 08,30 i presidenti della Tibetan Women Associations e del Democratic Party of Tibet hanno radunato i marciatori e spiegato loro che il Dalai Lama in persona aveva chiesto agli organizzatori di fermare la "Marcia" alla luce di quanto successo in Tibet. Ai marciatori è stato comunicato che dopo una lunga serie di incontri tra i dirigenti delle cinque organizzazioni non governative responsabili della "Marcia Verso il Tibet" e i rappresentanti di un "Emergency Committee" formato dal governo tibetano in esilio, è stato deciso di sospendere la "Marcia" almeno per un mese e di unirsi all' "Emergency Committee" per vedere se effettivamente questo organismo potrà funzionare e in che modo. Unanimamente i marciatori, che non hanno accolto bene la notizia, hanno richiesto l'immediata presenza qui al campo dove siamo di uno o più rappresentanti dell' "Emergency Committee" per poterci parlare. E' stato anche spiegato che ci sono state forti pressioni del governo indiano sul Dalai Lama perché usasse tutta la sua influenza per fermare la "Marcia Verso il Tibet". Come potete immaginare la situazione è molto complessa. Vedremo cosa accadrà se e quando i rappresentanti dell' "Emergency Committee" arriveranno al campo. In Punjab verso Delhi, 22 Marzo 2008 (ore 23.30 locali) La "Marcia Verso il Tibet" si è accampata per la seconda notte consecutiva in Punjab. C'è però una strana situazione. Le voci di un arresto prematuro della "Marcia" si sono ormai diffuse e diversi marciatori cominciano a sospettare che il Dalai Lama voglia che si fermino. Ma in parecchi mi hanno detto che se anche questo fosse vero loro, che hanno dato via tutto quanto avevano e che sono pronti a donare la vita per liberare il Tibet, non torneranno indietro, non si fermeranno. Ma, ripeto, si tratta di voci che circolano tra i marciatori, di ufficiale non è stato ancora comunicato nulla. Certo sarebbe una tragedia per questa gente così motivata e ispirata se questa iniziativa dovesse naufragare nel nulla. Io credo che in questo momento tutte le organizzazioni di sostegno al Tibet che appoggiano e credono in questa "Marcia Verso il Tibet" non dovrebbero lasciare soli questi marciatori e scrivere al Kashag di non ostacolare la loro lotta. Peraltro qui ha suscitato un incredibile entusiasmo la notizia che l'altro gruppo di 300 marciatori, tibetani e non tibetani che si è mosso l'altro ieri da Siliguri (Bengala Occidentale), dopo aver raggiunto la regione di Darjeeling domani varcherà il confine dello stato indiano del Sikkim e cercherà di entrare nei prossimi giorni in Tibet attraverso il passo Nathula. In Punjab verso Delhi, 22 Marzo 2008 (ore 15.15 locali) La "Marcia" prosegue il suo cammino in Punjab puntando verso Delhi. L'entusiasmo è il solito ma stanno iniziando a circolare voci non confermate che il governo tibetano in esilio e lo stesso Dalai Lama stiano facendo fortissime pressioni sulle cinque organizzazioni politiche responsabili della "Marcia" perché vi pongano fine e inizino a lavorare in una sorta di "unità di crisi" creata dal governo tibetano a Dharamsala sotto il diretto controllo di Sandhong Rinpoche. Sempre secondo queste voci, ripeto non confermate, sembrerebbe che la sola Tibetan Youth Congress vorrebbere continuare l'iniziativa anche contro il parere (o volere) del Kashag. Vedremo tra non molto se si tratta di semplici rumors senza fondamento o di un anticipo della verità. Ove fossero vere, ritengo che questa decisione non verrebbe presa bene dai marciatori e li getterebbe nello sconforto più totale. Non credo che sarebbero in molti qui a comprendere i motivi di una simile scelta. Comunque anche io personalmente spero che si tratti di voci infondate. Però inizio a temere che una certa fondatezza invece ce l'abbiano. Vedremo a breve. Restate in contatto. Bharat Ghar, Punjab, 22 Marzo 2008 (ore 10.00 locali) Alle sette di mattina la "Marcia Verso il Tibet" è ripresa. Settanta marciatori hanno lasciato Bharat Ghar e si sono messi in cammino. Adesso hanno già percorso oltre 10 chilometri e abbiamo raggiunto la cittadina di Ahmedpur, nel distretto di Ropar, in Punjab. Bharat Ghar, Punjab, 21 Marzo 2008 (ore 22.00 locali) Cinque marciatori tibetani si sono rasati la testa per solidarietà con il massacro di monaci e monache avvenuto a Lhasa. Ci è stato detto che hanno fatto lo stesso, nel luogo di detenzione dove si trovano, anche il poeta attivista Tenzin Tsundue, Lobsang Yeshi, coordinatore della "Marcia Verso il Tibet" e Tenzin Choeying presidente della sezione indiana di Students for Free Tibet. Questo pomeriggio hanno raggiunto i marciatori due uomini e due donne rilasciati in anticipo dal luogo di detenzione del primo gurppo di marciatori. Alle 20,15 sono venuti qui a Bharat Ghar per unirsi alla "Marcia", diciotto monaci del monastero di Sera je (India del sud). Poco fa altri tre marciatori hanno deciso di rasarsi il capo in segno di protesta. L'atmosfera è molto carica anche se cominciano a circolare voci di pressioni molto forti del governo tibetano in esilio e dello stesso Dalai Lama per indurre gli organizzatori a sospendere la "Marcia" in favore di iniziative congiunte con una sorta di unità di crisi messa in piedi nei giorni scorsi dallo stesso governo tibetano in esilio. Ove fosse confermata, non si tratterebbe certo di una buona notizia per i marciatori che sono veramente intenzionati ad andare avanti e arrivare in Tibet. Comunque vedremo nelle prossime ore se non nei prossimi minuti. Bharat Ghar, Punjab, 21 Marzo 2008 (ore 15.30 locali) Ieri i marciatori hanno raggiunto il villaggio di Bharat Ghar, dopo aver percorso altri 15 chilometri. Questa mattina è arrivata la notizia che la "Marcia Verso il Tibet" si sarebbe fermata per un giorno per dare modo ai marciatori di concedersi un po' di riposo. Già ieri aveva rallentato rispetto al normale avendo avanzato solo di 15 chilometri e alcuni marciatori con cui ho parlato mi hanno detto che preferirebbero camminare più velocemente, magari facendo anche 25-30 chilometri in modo che se ci saranno altri stop imposti dalla polizia sarebbero comunque più vicini al Tibet. Il morale è molto alto e tutti vogliono assolutamente andare avanti però qualcuno si comincia a chiedere i motivi di questa sosta non prevista. Punjab, 20 Marzo 2008 (ore 06.15 locali) La "Marcia" è ripresa questa mattina in Punjab e sembra che anche oggi non ci dovrebbero essere problemi con la polizia. Marciatori e organizzatori sono determinati ad andare avanti con questa iniziativa che tanto entusiasmo sta suscitando tra i tibetani e i loro sostenitori internazionali. Con gioia qui è stata accolta la notizia che ieri, sei donne e quattro marciatori anziani facenti parte del gruppo arrestato a Dehra, sono stati rilasciati per motivi umanitari e non hanno dovuto scontare per intero la condanna a 14 giorni di detenzione. musicanti // 18:07 // commenti (14) [ febbraio 21 2008 ]video, chronicles, andrea, chemtrails // DON'T LOSE THE... FOCUS! _________________________________________________________________________________________________________________
Sin da quando ho coscienza di farlo, ho sempre guardato il cielo. Un po' per curiosità, un po' per la sua bellezza che a volte mozza il fiato, e un po' per un sentore interiore che mi ha sempre suggerito di cercare qualcosa in mezzo a quel morbido cotone fluttuante. Potrei definirmi un sognatore oppure un'illuso, ma non uno stupido. Se c'è qualcosa che proprio non mi manca è lo spirito di osservazione, e da quando ne ho memoria di cieli dove ci si può giocare a tris non ne ho mai visti, a parte quelle normali scie di condensazione rilasciate dai velivoli a determinate quote e condizioni ambientali. Perciò, questo video lo voglio dedicare a tutti coloro che in un giorno qualunque, ascoltando un programma qualunque, condotto da due qualunque, in una emittente qualunque [diciamolo pure: la trasmissione è Caterpillar di RADIO DUE aka Rai Stereo 2] si sono sentiti presi per i fondelli. La formula rimane sempre la medesima ed è di una semplicità sconcertante. Quando organi informativi asserviti a un determinato tipo di potere si mobilitano per farvi credere in qualcosa, è esattamente vero l'opposto. Asserire che le Scie Chimiche sono una "leggenda metropolitana" equivale ad offendere l'intelligenza delle persone, a negare un passato visto che quelli della mia età non le hanno mai viste così come ora, e soprattutto di coloro che credono che Focus sia una rivista di divulgazione scientifica!!! musicanti // 18:13 // commenti (5) [ febbraio 15 2008 ]osho, chronicles, magazines // THE KING IS NAKED Osho-Biagi: un incontro rimosso (dai media)Il desiderio di scrivere qualche riga sull'intervista che Enzo Biagi fece a Osho [vedi qui], sobbarcandosi un viaggio fino a Katmandu mi è nato quando, a seguito della morte di Biagi ho notato che nessun giornale o televisione avesse citato questo incontro nelle centinaia di servizi che i nostri media hanno giustamente dedicato al giornalista scomparso. Eppure all'epoca, nel gennaio '86, quando RAI UNO mandò in onda il servizio in prima serata, l'intervista ebbe un impatto fortissimo solo per il fatto, più unico che raro, che un Maestro spirituale indiano venisse intervistato dal più grande giornalista italiano sul canale televisivo più seguito, nella fascia d'ascolto più alto. Il silenzio assordante dei media intorno a questo servizio di Biagi nei giorni seguenti alla sua morte mi ha riportato alla memoria un incontro che ebbi poco tempo dopo la messa in onda dell'intervista a Osho, con un amico sannyasin di Firenze di nome Geetam che ebbe una sua notorietà di riflesso nei primi anni Ottanta per essere stato il compagno di Anando alias Nicoletta Macchiavelli. Geetam appartiene ad una famiglia fiorentina assai vicina a casa Andreotti. Quello che Geetam mi confidò all'epoca è che lo "zio Giulio", dopo aver visto il servizio televisivo andò su tutte le furie nei confronti di Biagi e della RAI per aver mandato in onda l'intervista a Osho. Quello che aveva provocato Andreotti in modo particolare, nonostante il suo proverbiale senso dell'humor e della sua profonda ironia, furono dei versi dell'intervista in cui Osho rispose in maniera fortemente provocatoria tipo, "non sono mica un criminale che trasforma l'acqua in una bevanda tossica..." e giudizi durissimi sulla politica del Vaticano rispetto AIDS e celibato. Sempre nel racconto di Geetam, le ripercussioni negative nei confronti di Biagi a seguito del servizio che presentava Osho senza commenti e senza manipolazioni di sorta, furono enormi. Nonostante infatti anche un bell'articolo che Panorama pubblicò nei giorni seguenti in cui Enzo Biagi si dichiarava colpito dalla figura di Osho, non fu più possibile avere un contatto con lui, neppure due anni dopo durante la grande mobilitazione degli intellettuali, giornalisti, uomini di cultura, quando fu negato ad Osho il visto d'ingresso nel nostro Paese. Anche Carlo Silvestro (Sarjano), il giornalista italiano che organizzò e assistette all'incontro, tra Osho e Biagi, ricorda oggi come il maestro del giornalismo italiano rimase scosso e affascinato dallo stato presenza del mistico indiano come ci racconta in una sua testimonianza riportata nelle pagine seguenti. Che cosa accadde esattamente a seguito di questi servizi giornalistici semplici e onesti, com’era costume di Biagi, non possiamo saperlo. Quello che è certo è che dall'entourage di Andreotti ci fu una forte reazione che si tradusse poi con un atto ufficiale quando Giulio Andreotti, che allora ricopriva la carica di Ministro degli Esteri, alcuni mesi dopo ebbe un ruolo assai attivo nel negare il visto d'ingresso ad Osho in Italia. A questo proposito ricordiamo che il Ministro agli esponenti della RAI e di Canale 5 interessati ad invitare Osho in Italia anche solo per un giorno, fece rispondere dalla Farnesina: "Né un’ora, né un minuto". Io stesso, che all'epoca ero nella segreteria del Partito Radicale proprio per occuparmi della campagna per il visto d'ingresso in Italia di Osho, ricevetti tramite la Presidente Nilde Jotti, una comunicazione di Andreotti assai dura in cui si parlava di inchieste del governo su Osho. Se poi colleghiamo la provocazione altrettanto dura nei confronti di religione e Vaticano contenute nell'intervista e la relazione stretta tra Giulio Andreotti e la gerarchia ecclesiastica, sarebbe logico pensare ad un intervento anche della Chiesa su Biagi, anche perché va ricordato che in quegli stessi mesi uscì un rapporto ispirato dalla Conferenza Episcopale contro i nuovi movimenti religiosi, il tutto patrocinato da un certo cardinale Ratzinger... Majid Osho-Biagi: un piccolo fiore sulla sua tomba Ero appena tornato da Kulu-Manali, dove Osho aveva preso rifugio, dopo l'ignobile cacciata dall'America. C'ero andato come inviato di Epoca, il cui direttore, un vero galantuomo, voleva sapere che ne diceva Osho, di tutta la storia americana. Al mio ritorno dunque, fui avvicinato da alcuni collaboratori di Enzo Biagi, che mi chiesero se sarei tornato lì, scortando Biagi che gli voleva fare una intervista televisiva. Io naturalmente dissi di sì, così la produzione si mise in moto per preparare il viaggio, visto che Biagi voleva partire quanto prima. Quello che nessuno vi ha mai detto è che il visto per l'India fu rifiutato alla troupe intera, Biagi incluso! E se vi chiedete il perché di un fatto così inaudito, vi dirò che nella richiesta la produzione aveva fatto mettere il motivo della visita, cioè fare una intervista a Bhagwan Shree Rajneesh (come veniva chiamato chiamato Osho allora). A me, Biagi lo confessò a bassa voce, al che io alzai la mia voce, suggerendo di fare un casino della madonna e uno scandalo internazionale. "Non è il caso" disse Biagi, "Stiamo seguendo delle vie diplomatiche e non è il momento di fare tanto baccano". Io ero furibondo, e simultaneamente lo era anche Osho, che aveva visto rifiutare il visto a tutti i suoi collaboratori, che erano stati costretti a lasciare il Paese. Così fu presa la decisione di trasferirsi in quattro e quattrotto in Nepal. Quando comunicai i nuovi sviluppi a Biagi, fu fatta una richiesta immediata di visto all'Ambasciata Nepalese, che rispose positivamente in tre giorni. Ed eccoci in volo per Katmandu. Biagi è un compagno delizioso: intanto è una persona di una innocenza rara e disarmante, poi parla come un vecchio contadino, ancora meravigliato da tutte le cose. Si vede che è eccitato dall'idea di parlare con Osho. Si vede che non ha nessun preconcetto in testa, né teorie da provare. Si vede che si sta avvicinando all'incontro in totale innocenza, "in wonder" si direbbe da queste parti. L'incontro infatti fu straordinario. Sembravano due amici che non si vedevano da tanto tempo. Osho era stato informato del by-pass di Biagi e si fece premura di chiedergli subito come stava il suo cuore. "Il cuore è sempre giovane" rispose Biagi ridendo. Poi seguì l'intervista, che è ormai storia, e alla fine ci ritirammo tutti nelle nostre stanze, per vedere il lavoro fatto e decidere se necessitava girare dell'altro materiale. Secondo Biagi sarebbe stato proprio il caso, perché tutta l'intervista fatta si svolgeva tra due persone sedute, e ci mancava una passeggiata, un po' di movimento "per farla sembrare più viva e meno sedentaria"! Mi piacque l'idea che Biagi volesse camminare assieme ad Osho, anche se non sapevamo che Osho lo avrebbe preso addirittura per mano! Ecco, è stato a quel punto che secondo me a Biagi è successo qualcosa. Da persona sensibile quant'era, Biagi si era accorto di aver parlato con qualcuno di diverso da tutte le persone che aveva incontrato prima... ma non riusciva a spiegare la cosa. Mi disse che aveva "sentito la diversità di quest'uomo, ma non riusciva a collocarla da nessuna parte del suo mondo razionale". Quando Osho lo prese per mano, Biagi ebbe come un sussulto, e qualcosa dentro di lui rispose all'invito... "Ma deve essere stato un sogno, una visione ad occhi aperti... un momento di defaillance...", Biagi stava rifiutando tutta l'esperienza che gli era cascata addosso con tutto il razionalismo possibile e una dose massiccia di rimozione. Quando sono tornato in Italia la trasmissione stava andando in onda. Il giorno dopo telefonai a Biagi per complimentarmi, ma egli si sminuì, dalla serie: "Ho fatto solo il mio dovere". Gli chiesi se potevamo fare qualcosa affinché ad Osho venisse dato il visto per l'Italia, ma Biagi rispose che doveva partire per un'altra missione e non aveva tempo. Gli dissi: "Ma almeno tu che lo hai conosciuto, potrai dire che NON è un individuo pericoloso". " L'ho visto solo per un giorno, non si può dire che l'ho conosciuto" replicò Biagi. E così questa sensazione di una assurda rimozione si fece strada ancora, e provai perfino un po' di pena per quest'uomo che aveva incontrato un Buddha vivente, ma doveva a tutti i costi credere che fosse stato un sogno, doveva a tutti i costi negare la sua esperienza. Troppe cose da rimettere in discussione, troppe certezze... meglio dimenticare. Sarjano _________________________________________________________________________________________________________________ musicanti // 03:38 // commenti (8) ![]() ![]() ![]() ![]() |
Musicanti d'Amore[ Ribellioni AnarcoMusicali ]![]() parlami con l'entusiasmo di un jazz ascoltami come se fossi un blues amami con la passione di un flamenco e fottimi l'anima con l'intensità di un tango |