Musicanti d'Amore :: Ribellioni AnarcoMusicali
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[ luglio 15 2008 ]


osho, magazines, akam // RE NUDO THIRD LIFE





Dopo 105 numeri Re Nudo diventa trimestrale: raddoppia la foliazione (100 pagine tutte a colori) e avrà un tema centrale ogni numero. La rivista per la Rivoluzione dell'Essere diretta da Majid Valcarenghi diventerà una rivista da collezione con copertina in cartoncino e rilegata come un libro. Il prezzo di copertina sarà di 7,90 Euro, col CD allegato 11,90 Euro. L'abbonamento annuo, quindi per 4 numeri, costerà 25 Euro, col CD allegato solo 35 Euro. Per gli abbonamenti in corso ogni numero della nuova edizione verrà conteggiato come tre numeri dell'edizione precedente (prezzo di copertina 1,90 Euro).

Abbiamo fatto numerosi test prima di compiere questa scelta e abbiamo riscosso un incoraggiamento e un consenso che ci ha confortato. Questa scelta, nata inizialmente per motivi economici, perché con la formula mensile non si riusciva a pareggiare i costi, si è poi via via consolidata come una grande opportunità per consentire un approfondimento sulla tematiche centrali di Re Nudo. Abbiamo percepito come tanti lettori sentono la necessità di poter vedere approfondito un singolo tema con più punti di vista, con più contributi. Dopo tanti anni in cui si sono toccati diversi argomenti nelle due, tre o quattro pagine di un articolo, ora potremmo dedicare cinquanta pagine della rivista ad un singolo argomento, mantenendo le altre cinquanta per le rubriche fisse e gli altri contenuti.

A Luglio uscirà quindi 01 Re Nudo TIBET (Giugno/Luglio/Agosto). Aspettiamo come sempre i vostri commenti: fateci sapere cosa ne pensate! Purtroppo non ci sarà allegato il CD di Battiato come precedentemente anticipato, perché Franco non ha ottenuto la liberatoria dalla casa discografica per questa operazione. No Comment! Se non siete abbonati ordinate la vostra copia e magari anche più di una soprattutto per far circolare questo numero sulla questione tibetana.

Un numero scioccante e veramente da conservare per l'ampiezza dell'informazione su Tibet e Cina. Accanto a questa ombra oscura del potere cinese che si allunga a coprire l'informazione sui media occidentali per attenuare le denuncie degli orrori che qua e là incominciano a comparire, vi mostriamo anche i bagliori di una nuova Resistenza Tibetana Radicale (pure se non violenta), vi condividiamo momenti di altissima poesia come il discorso di Osho sul mantra tibetano Om Padme Um, come i contributi sulla medicina, sull'arte e sulla cultura tibetana in Italia, senza tralasciare quella spinta al positivo, alla consapevolezza, alla crescita evolutiva che è il motore della ricerca comunicativa di Re Nudo.

Buona lettura e buona navigazione sul sito ReNudo.it completamente rinnovato e che verrà aggiornato con frequenza settimanale. Namasté.

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musicanti // 15/07/2008 20:15 // commenti (21)


[ luglio 14 2008 ]


osho, magazines // OTI ITALIAN EDITION #150


Osho Times International - edizione italiana #150. La rivista mensile con le sue 100 pagine full color nel solito formato (che oltre a offrire un "notiziario" con tutte le consuete rubriche propone anche alcuni bei brani inediti di Osho sull'amore) e una monografia costituiscono il numero doppio di Luglio e Agosto. Osho - Mai Nato Mai Morto: un libro di oltre 130 pagine con tante rare illustrazioni, in bianco e nero e a colori, che racconta la vita di Osho, eccezionale e al contempo così "ordinaria". Dalle prime avventure come bambino ribelle a ogni autorità che non fosse fondata su amore e consapevolezza, all'impatto con la morte, alla scoperta della meditazione, alla ricerca profonda del senso della vita... fino all'illuminazione. E poi un'esistenza passata esclusivamente a condividere il dono e la ricchezza della meditazione con tutte le persone che man mano venivano attirate dalla sua luce di consapevolezza. Rivista + libro ordinabili qui a 14 Euro.

Una vita avventurosa, con una risonanza internazionale che ha reso Osho "Uno dei mille uomini che hanno fatto il XX Secolo" (The Sunday Times), e "Uno dei dieci uomini che hanno fatto l'India dalla preistoria a oggi" (Khushwant Singh). Una figura di spicco, definita "L'uomo più pericoloso dai tempi di Gesù Cristo" (Tom Robbins), che ha vissuto un incredibile arco evolutivo: dal più grande ostracismo mai inferto a un singolo essere umano alla "voce dell’India, il messaggero che oggi ne testimonia lo spirito" (Chandra Shehar, ex Primo ministro indiano). L'espressione di una visione in forte anticipo sui suoi tempi che ancora oggi fiorisce: "Vi lascio il mio sogno!" sono state le sue ultime parole, qui illustrate in una carrellata dell'Osho International Meditation Resort di Pune (India), meta ogni anno di un numero sempre in crescita di persone (provenienti da oltre cento paesi del mondo), che vogliono conoscere se stesse e portare una maggior consapevolezza nella loro vita di tutti i giorni.

"Non voglio che nessuno sia attaccato a me in alcun modo. Il mio lavoro è quello di darti libertà totale e metodi tali che, qualsiasi cosa tu voglia, potrai crearla all'interno di te stesso. Non serve nemmeno dio, non serve nulla, basti tu".

"Voglio lasciarti da solo, completamente da solo, senza l'aiuto di nessuno, in modo che tu non possa attaccarti ad alcun profeta, in modo che tu non possa pensare che un Gautama il Buddha ti salverà. Quando sarai da solo, assolutamente solo, dovrai per forza scoprire la tua essenza più profonda".

"Non ho mai voluto essere un maestro per nessuno. Ma le persone vogliono un maestro, vogliono essere dei discepoli, quindi ho giocato questo ruolo". Osho

Scrivere la biografia di un maestro illuminato è come voler raccogliere una sequenza di immagini tratte dalle forme delle nuvole e volerne raccontare la storia. Tra le decine di migliaia di persone che hanno incontrato Osho, è quasi impossibile trovarne due sole che siano d'accordo su chi sia e che cosa rappresenti. Tutti ne hanno dato un'interpretazione totalmente diversa, sicuri di aver notato cose che altri non hanno visto e di riportare fedelmente ciò che avevano provato in sua presenza. E tutti coloro che l’hanno conosciuto, leggendo ciò che altri hanno scritto di lui, avvertono sempre che manca qualcosa. In questa difficoltà, l'unica certezza è data forse dal suo continuo porsi al di là dei fatti e degli elementi che generalmente compongono una biografia...

"I fatti rappresentano la verità letta con inconsapevolezza. E' verità vista con gli occhi chiusi, senza intelligenza, in maniera non meditativa. In questo caso la verità si trasforma in fatti. Vi faccio un esempio. Incontri un buddha. Se lo guardi con inconsapevolezza, è un fatto, un fatto storico. E' nato in un giorno ben preciso e un giorno morirà. E' il corpo che vedi, è una persona con una determinata personalità. La storia ne può prendere atto. Ma se lo guardi in modo non inconsapevole, ma con profonda consapevolezza, con attenzione, con immensa lucidità, in silenzio, allora il fatto si dissolve e appare la verità. In questo caso il buddha non è più qualcuno nato in un determinato giorno, il buddha è qualcuno che non è mai nato e che mai morirà. In questo caso il buddha non è più il corpo, il corpo diventa un semplice involucro. Il buddha non è più l’essere limitato che ti appare, il buddha rappresenta la totalità, il tutto: è un raggio dell'infinito, un dono alla terra dall'aldilà. In questo caso, improvvisamente il fatto è scomparso, ora è presente la verità. Ma la storia non ne può prendere atto, perché la storia è composta di fatti. Qualsiasi cosa vedi intorno a te, è un fatto. Vedi un albero, carico di fiori e di foglie: è un fatto. Ma se mediti e un giorno all'improvviso i tuoi occhi si aprono, si aprono sul reale, allora l'albero non sarà più un semplice albero. Il verde sarà la manifestazione del divino in quanto verde e la linfa che scorre nel tronco, fino alle foglie, sarà un fenomeno spirituale. Se un giorno riuscirai a vedere l'essere dell'albero, la divinità dell'albero, esso diventerà solo una manifestazione del divino e tu ne avrai vista la verità. Per percepire la verità occorrono occhi meditativi. Se non li hai, l'intera vita è grigia, spenta, composta solo di fatti morti, privi di relazione tra di loro, accidentali, privi di significato, un fenomeno prodotto dal caso. Se invece vedi la verità, tutto ha un senso, tutto si unisce in armonia, tutto inizia ad avere significato. Ricordalo sempre: il significato è l'ombra della verità e quanti vivono solo coi fatti, vivono una vita assolutamente insignificante".

A un discepolo che gli chiedeva: "Ma tu chi sei?", Osho rispondeva: "E' una domanda semplice e naturale, ma è impossibile rispondere. Chi sono io? Questa domanda è stata fatta per migliaia di anni e ha aiutato migliaia di persone a scoprire se stesse, ma nessuno ha mai trovato una risposta, perché l'essere di ognuno di noi è un mistero. Puoi chiedere, puoi fare esperienza del mistero, ma non è possibile dare una risposta, in quanto la risposta uccide il mistero. La risposta è un modo per demistificare. Puoi sentirmi, puoi gioire con la mia gioia, puoi lasciarti colmare dal mio canto, puoi danzare fino ad annullarti, ma tutto questo non fa che rendere ancor più denso il mistero: non è una risposta. Un giorno lo capirai, quando giungerai a conoscere te stesso. Conoscere se stessi è possibile, ma è impossibile tradurre in parole questa conoscenza. La natura delle cose non permette di formulare una risposta su ciò che è l'essenza più intima del tuo essere. E' un segreto e resterà sempre tale. In realtà, più vi entri in profondità, più vieni travolto dalla meraviglia e non dalla conoscenza. Sei incantato dalla sua magia, dal suo silenzio, dal suo splendore, resti senza fiato. Vedi la bellezza più grande che tu abbia mai immaginato, ma non riesci a trovare una sola parola che la descriva; ogni descrizione risulta inappropriata, ogni spiegazione è impossibile.

La domanda svanisce, ma non si trova una risposta. La domanda svanisce e tu diventi la risposta. All’inizio tu stesso sei la domanda, poi diventi la risposta, ma non trovi nessuna risposta verbale. Non arrivi a una conclusione logica, che ti fa dire: 'Sono A, sono B, o sono C'. Sai chi sei, ma quella conoscenza è lontanissima dal poter essere espressa con le parole. La gratitudine ti farà cantare, la riconoscenza ti farà danzare, gioirai per quella benedizione inattesa: gli altri brancolano nel buio, ma il tuo cielo è terso e tu sei sbocciato. Senti il sapore del tuo essere, lo vedi, ne ascolti la musica, sei ricolmo della sua fragranza, ma nulla di tutto questo è esprimibile a parole. Non ci sarà mai nessuna risposta. Quando lo scoprirai, anche tu riderai di questa domanda. Tu sarai presente, ci sarà un'estasi tremenda, ma non ci sarà nessuna risposta. Non è qualcosa a cui si può rispondere. Nessuna risposta mai ti potrà appagare. Puoi leggere tutti i libri di religione, di filosofia e di teologia; puoi leggere tutte le risposte che la gente ha dato, ma nulla ti appagherà mai, proprio come la parola 'acqua', non potrà mai toglierti la sete. Hai bisogno di acqua vera e quando la tua sete sarà placata, non potrai mai esprimere a parole quell'esperienza di profondo appagamento. Potrai solo dire: 'Ora la sete non c’è più'. A questo porta l'esperienza suprema del proprio sé, potrai dire: 'Ora non esiste più nessuna domanda'. Tutte le domande sono scomparse, esisto semplicemente: sono una luce per me stesso, uno splendore, un mistero, una meraviglia, senza la minima possibilità di comunicarlo ad altri. La tua domanda cercava una risposta, ma una risposta in quanto tale non esiste. L'esperienza è la risposta, tu sei la risposta!".

Per approfondimenti su Osho e la sua visione:

Osho
Il Manifesto dello Zen
Oshoba

Osho
Il Rispetto per Se Stessi
Oshoba

Osho
Il Gioco della Vita
Lo Scarabeo Edizioni

Prem Shunyo
I miei giorni di luce con Osho
Edizioni del Cigno

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musicanti // 14/07/2008 00:34 // commenti (3)


[ luglio 5 2008 ]


music, video, magazines // CYMATICS


Scienza e Conoscenza #18 - Il paradigma dell'Harmonia: l'energia informante della musica e il suo impiego tecnologico, di Alessio Di Benedetto

La scienza delle vibrazioni simpatiche è lo studio della musica e l'applicazione delle sue leggi a nuove tipologie d'analisi della realtà e alla realizzazione di nuove fonti d'energia e di nuove tecnologie.

Prima il suono

[Il Suono è Armonia ed è compreso nella Cimatica (la scienza delle onde: il termine Cimatica deriva dal greco "chima", cioè onda). "In principio era il Verbo", in sanscrito "Nada Brahama" (Il mondo è Suono). La Cimatica è una scienza vecchia come il mondo, se ne parla già nei testi Veda. L'UniVerso è un tutt'uno energetico manifestato da Vibrazioni. Tutta la creazione è una sinfonia di suoni, di vibrazioni, in cui le singole parti si inseriscono attratte dalla risonanza con i suoni simili. Quindi la Cimatica è la scienza che studia le forme prodotte dalle onde ossia dalle frequenze che possono essere sonore, elettromagnetiche, ecc.]

La Fisica Vibrazionale è la fisica eretica del futuro, che si occuperà di riunire la Fisica Quantistica (micro-oscillazioni), la Teoria delle Supercorde (altrimenti detta Teoria delle stringhe, quelle delle scarpe, all'affannosa ricerca di una struttura dimostrabile, inesistente nella vita della Natura e del Cosmo) e la Teoria della Relatività generale (grandi oscillazioni). La Fisica Vibrazionale è la scienza dell'Armonia, è la scienza dell'Uno-Tutto. Ogni cosa deriva da un'unica fonte, un'unica forza, un'unica energia: la vibrazione universale. La fonte energetica ed informante del Cosmo è come una Grande Orchestra da cui tutto scaturisce. La diversità fisica di ciò che appare ai nostri sensi è un aspetto vibratorio situato su altre frequenze (diversi strumenti).

La differenza delle vibrazioni sia nel­la forma sia nel numero, genera tutto il visibile e l'invisibile. Ma siccome le differenze di vibrazioni degli elementi individuabili sono il prodotto di altre oscillazioni (come nel fenomeno delle armoniche superiori e inferiori di un singolo suono) il calcolo di tali elementi può essere solo statistico, indeterminabile, aleatorio, poiché, tali elementi sono costantemente sottoposti a variabili di tempo-spazio negli infiniti UniVersi, collegati tra loro da innumerabili effetti di risonanza (un oggetto vibra se investito da un flusso oscillatorio con caratteristiche analoghe, uguali o proporzionali). Come nel fenomeno delle sovra e sottoarmoniche di un singolo suono (grandi masse) che sono illimitate, il mutare di ogni vibrazione genera un altro campo di interrelazione globale tra suoni sommatori e differenziali (energia quantistica) ed effetti d'eco (supersimmetria) nelle innumerevoli dimensioni spazio-temporali e di localizzazione delle frequenze (gravità). E tutto ciò scaturì da un unico Suono-Luce acutissimo che generò, rallentando i suoi ritmi ondulatori, tutto il visibile e l'invisibile negli infiniti mondi vibrazionali [Fig 1].


Figura 1: Materializzazione della Luce-Suono

Da Newton ad Einstein la scienza moderna si è basata sul principio apparente di massa in contrasto all'energia (come dire che i suoni e le loro armoniche risultanti siano cose diverse e non interdipendenti). Ma l'energia non è che la materia liberata, come la massa è soltanto una vibrazione più lenta, decodificata dal nostro cervello come oggetto percepibile (Matrix). La massa pertanto, in un nuovo paradigma unificante della fisica, deve essere considerata nient'altro che la forza cristallizzata, come l'architettura è musica pietrificata, ove l'oscillazione - sempre presente - sfugge ai nostri sensi.

Come Tutto nell'UniVerso vibra, nel corpo umano altrettanto. Lo studio della vibrazione e lo studio delle energie informanti il Cosmo, la Natura e l'Uomo. Solo in questo modo potremo correlare ogni cosa (Materia e Antimateria) in un paradigma omnicomprensivo, l'unico che tornerà a vantaggio dell'intera Umanità (Homo nomini deus est: Ogni Uomo è un dio per l'altro uomo). Per comprendere tutto ciò basta considerare il potere informante del suono nei confronti dell'acqua e delle polveri finissime, come rilevò già Chladni duecento anni fa, e che in epoca recente trova i suoi sostenitori in Hans Kayser, Hans Jenny e Masaru Emoto [Fig 2].


Figura 2: Ernst Chladni (1756-1827) riferisce - nella sua opera Entdeckung ùber die Theorie des Klanges (1787 d. C.) - che facendo vibrare con un archetto una lamina di metallo, sulla quale si è sparsa della sabbia finissima, questa va a disporsi secondo figure geometrie e sonore regolari.

[Un pensiero simile anima il modello acustico, presente negli Yamras indiani (diagrammi simbolici per la meditazione): "Tutto ciò che noi osserviamo e percepiamo nell'universo - dai pensieri alle idee, fino alla materia - è suono ad un determinato grado d'intensità".]

Il numero sonoro

La Fisica Vibrazionale evidenzia pertanto le azioni e le interazioni delle frequenze polari e nucleari (senza polo o depolarizzate) e le associazioni simpatiche risultanti (effetti a catena dell'energia vibratoria: dalla luce al suono, dall'energia alla massa e viceversa). Tali azioni polari (attrattive) o nucleari (centrifughe) sono la causa della massa e dell'energia apparenti, generate dall'ampiezza vibratoria, dalla velocità, dal numero e dalla periodicità oscillatoria. In un paradigma distico, ogni aspetto parziale del Nucleo vibrante originario deve essere considerato collegato a lutti gli altri: nessuna cosa nell'UniVerso è isolata.

Nel Cosmo vi è un'interrelazione globale dai quark alle galassie che formano la sinfonia universale. Lo studio della musica e dell'Armonia ci fornisce un paradigma relativistico (due o più suoni formano un unico sistema vibrante di tipo cooperativo), contiene in sé il princìpio di non-località (una fonte sonora mette in risonanza tutto ciò che la circonda, modificandolo con le sue energie informanti: una corda di una chitarra provoca la vibrazione dell'aria contenuta nella cassa armonica che accelera i processi comunicativi delle molecole dell'aria).

Le altissime frequenze contenute in un campo oscillante di atomi e molecole rappresentano una sinfonia di onde vibrazionali ad interrelazione globale (energia elettrodebole, magnetica e gravitazionale). Il loro effetto informante deriva dalle caratteristiche della relazione totale, come ebbe a rilevare il pitagorico Giamblico nel III secolo dell'era volgare, a commento dell'aritmetica elementare di Nicomaco, ove si rivaluta la filosofia del numero sonoro [Fig 3].


Figura 3: Il Lambdoma di Nicomaco. Ogni cosa visibile nell'Universo è il prodotto della Luce-Suono originaria, la Fonte Ardente che informa di Sé l'ologramma cosmico.

Tutte le linee di forza atomiche e nucleari esistenti nel micro e nel macrocosmo sono diversi aspetti di energie misurabili in termini di frequenza, e queste frequenze possono essere manipolate per generare e liberare grandi potenziali energetici e per modificare il sistema gravitazionale, magnetico ed elettrico e persino la forma degli oggetti oscillanti. Questo processo non richiede tante energie come ad esempio in un reattore nucleare, poiché è il sistema cooperativo tra le varie forze vibranti che, come in un raggio laser, focalizza la Fonte Ardente Originaria (Campo di Higgs) in un'onda organizzata, che stimola l'Uno-Tutto a riunire ogni cosa apparentemente diverso nell'Amor. La Natura è sottile e le sue energie vanno risvegliate con mezzi sottili, con informazione basata sull'Amore, sulla riunificazione cooperativa.

La scienza vibrazionale dimostra, in tal modo, che tutte le cose sono relazionate e che gli effetti risultanti dall'organismo oscillante sono la naturale conseguenza della caratteristica della relazione. In analogia all'Harmonia Nucleopolare della musica, una correlazione vibratoria comprende una forza attiva, una ricettiva e una neutra, come si può rilevare dalla struttura degli accordi maggiori e minori. In essi, i vettori energetici propulsivi generano differenze di potenziale, il cui principio può essere applicato ad ogni campo della produzione energetica [Fig 4 e 5].


Figura 4: Vettori energetici presenti negli accordi musicali, vettori determinati dalla terza maggiore do-mi (verso l'alto) e mi-do o sol-mib (verso il basso).

Tali frequenze, aumentate fino alle estreme conseguenze, generano, se incanalate attraverso dei superconduttori, energie di potenza inimmaginabile.


Figura 5: Vettori energetici di tipo nucleopolare, facenti perno sul do come fulcro vibrante, da cui si sprigionano le energie vibratorie.

Qui risiede la forza e la potenza nascosta della Fisica basala sulla prassi vibrazionale. Un'onda concordante, composta di frequenze armoniche, tende a compattare le microscillazioni subatomiche ("particelle"), generando forze di potenza inaudita. D'altro canto, forme d'onda discordanti tenderanno a far esplodere le micro-particelle e l'aggregato, causando un collassamento, che come nelle stelle producono energie infinite, interminabili.

Come affermava sul finire del secolo XIX, il fisico statunitense John Keely: "La comprensione del mare di energia nel quale siamo immersi ci potrà far viaggiare senza carburante, levitare istantaneamente e ci permetterà di spostarci alla velocità del pensiero in un'altra galassia o in un'altra spirale del tempo". La vibrazione (Forza Debole, secondo la fisica ufficiale) è dappertutto, non ha luoghi privilegiati, tipo il petrolio, il gas, il carbone. Il paradigma della fisica vibrazionale mostra l'interconnessione fra tutte le cose e le forze [Fig 6].


Figura 6: John Keely, Harmonia nucleopolare a livello di aggregazione della materia nel macro e nel microcosmo con le sue leggi centrifughe, centripete e neutre.

Questa legge può essere divisa in tre parti:

- Legge dell'assimilazione: ogni oggetto individualizzato assimila se stesso a tutti gli altri oggetti.
- Legge dell'individualizzazione: ogni oggetto tende ad assimilate tutti gli altri a se stesso.
- Legge del dominante: ogni tale oggetto è tale in virtù dell'altezza della forza del dominante che controlla queste due tendenze.


musicanti // 05/07/2008 11:21 // commenti (3)


[ marzo 11 2008 ]


osho, magazines // GOD IS A SCIENTIST


Riceviamo e volentieri pubblichiamo: è in edicola da Marzo 2008 la rivista bimestrale I Misteri di Hera [spin-off di approfondimento del mensile Hera], numero monografico interamente curato da Roberto Volterri.

Era da tempo che ci pensavo ed erano anni che accumulavo un bel po' di materiale, libri originali, appunti, immagini, ritagli di giornale, idee. Era da tempo, infatti, che meditavo di dare un minimo di spazio a tutta quella serie di personaggi meno noti o del tutto ignoti che hanno pervaso il vastissimo panorama della ricerca scientifica... non del tutto ortodossa. Insomma a quei personaggi in bilico tra una genialità mal compresa - o non compresa affatto! - e quegli ancor non del tutto esplorati territori di confine dove una creativa follia si sposa con una mal recepita, specifica, formazione scientifica.

Nikola Tesla appartiene di diritto alla prima schiera e con lui, ovviamente, qualche altro illustre ingegno che in questo numero gli fa compagnia (qualcuno solo per caso): dal nostro grande Guglielmo Marconi a Ruggero Boscovich, da Antonio Meucci a Hendrik Casimir, al meno noto Marco Todeschini.

MI sembrerebbe di fare torto a Fernando Cazzamalli, a Giuseppe Calligaris, a Nicola Mancini e a Guido Cremonese - alle ricerche dei quali mi sono dedicato personalmente e per non breve tempo - se non li includessi tra coloro i quali hanno dedicato la loro intera esistenza alla ricerca, allo studio, senza purtroppo trarne alcun profitto.

Nella schiera dei "geni da legare" (per usare una felicissima espressione tratta da un libro di Philippe Brenot) includerei invece Pierluigi Ighina, Nicolò Perata, Ed Leedskalnin e - absit iniura verbis - anche l'eclettico Raffaele Bendandi, che ha forse gettato le basi per una sismologia d'avanguardia. L'ingegner Ulivi & C. e il loro più o meno fantomatico "Raggio della Morte", insieme allo stranissimo Domenico Rizzo, meriterebbero una monografia a parte, ma per il momento li lasciamo in una sorta di Limbo in cui sulle ricerche intorno a tale fantascientifica arma si dice tutto e il contrario di tutto. Ma i fatti di Canneto di Caronia, gli strani incendi spontanei di materiale ben poco infiammabile, farebbero meditare sulla reale fattibilità di questo tanto discusso strumento di distruzione.

In "panchina" sono purtroppo rimasti alcuni misconosciuti ingegni ai quali ho lasciato solo la possibilità che i loro nomi non rimangano per sempre nell'oblio, inserendo alla fine della Rivista almeno le copertine di alcune loro opere. Sono "tracce" e forse su di esse torneremo in futuro.

Per concludere, poiché chi scrive ha da sempre l'insana abitudine di cercare di portare su un piano sperimentale ogni argomento trattato, affinché il lettore possa "toccare con mano" gli aspetti eminentemente pratici degli argomenti trattati, è in fase notevolmente avanzata la realizzazione di uno specifico libro che per il momento intitolerei ancora "Gli scienziati eretici", in cui insieme alle note che tra poco leggerete, in parte ampliate, troverete specifiche Appendici Sperimentali con cui sbizzarrirvi a replicare gli embrionali esperimenti che indussero i vari personaggi, qui incontrati, a creare qualcosa di nuovo, qualcosa di "strano", qualcosa di inaspettato nel vasto mondo della scienza e della tecnologia. Per ora... buona lettura.
Roberto

Osho parla della scienza

Sono assolutamente favorevole allo scetticismo della mente.
Non credere in nulla se non lo hai sperimentato di persona.
Non credere in nulla, continua a mettere tutto in discussione,
per tutto il tempo necessario.

Il mio processo per raggiungere la verità è stato quello di dubitare.
Vorrei che diventaste sempre più svegli, intelligenti.
Dubitate in modo più scientifico.
Proprio come nella scienza il dubbio ti porta alla scoperta,
lo stesso accade anche nel viaggio interiore.


La mia è una grande sfida: la scienza al servizio della creatività.
Abbiamo tentato con la religione, e ha fallito.
Abbiamo provato con la politica, e ha fallito.


musicanti // 11/03/2008 17:14 // commenti (4)


[ febbraio 15 2008 ]


osho, chronicles, magazines // THE KING IS NAKED


Osho-Biagi: un incontro rimosso (dai media)

Il desiderio di scrivere qualche riga sull'intervista che Enzo Biagi fece a Osho [vedi qui], sobbarcandosi un viaggio fino a Katmandu mi è nato quando, a seguito della morte di Biagi ho notato che nessun giornale o televisione avesse citato questo incontro nelle centinaia di servizi che i nostri media hanno giustamente dedicato al giornalista scomparso. Eppure all'epoca, nel gennaio '86, quando RAI UNO mandò in onda il servizio in prima serata, l'intervista ebbe un impatto fortissimo solo per il fatto, più unico che raro, che un Maestro spirituale indiano venisse intervistato dal più grande giornalista italiano sul canale televisivo più seguito, nella fascia d'ascolto più alto.

Il silenzio assordante dei media intorno a questo servizio di Biagi nei giorni seguenti alla sua morte mi ha riportato alla memoria un incontro che ebbi poco tempo dopo la messa in onda dell'intervista a Osho, con un amico sannyasin di Firenze di nome Geetam che ebbe una sua notorietà di riflesso nei primi anni Ottanta per essere stato il compagno di Anando alias Nicoletta Macchiavelli. Geetam appartiene ad una famiglia fiorentina assai vicina a casa Andreotti. Quello che Geetam mi confidò all'epoca è che lo "zio Giulio", dopo aver visto il servizio televisivo andò su tutte le furie nei confronti di Biagi e della RAI per aver mandato in onda l'intervista a Osho. Quello che aveva provocato Andreotti in modo particolare, nonostante il suo proverbiale senso dell'humor e della sua profonda ironia, furono dei versi dell'intervista in cui Osho rispose in maniera fortemente provocatoria tipo, "non sono mica un criminale che trasforma l'acqua in una bevanda tossica..." e giudizi durissimi sulla politica del Vaticano rispetto AIDS e celibato.

Sempre nel racconto di Geetam, le ripercussioni negative nei confronti di Biagi a seguito del servizio che presentava Osho senza commenti e senza manipolazioni di sorta, furono enormi. Nonostante infatti anche un bell'articolo che Panorama pubblicò nei giorni seguenti in cui Enzo Biagi si dichiarava colpito dalla figura di Osho, non fu più possibile avere un contatto con lui, neppure due anni dopo durante la grande mobilitazione degli intellettuali, giornalisti, uomini di cultura, quando fu negato ad Osho il visto d'ingresso nel nostro Paese. Anche Carlo Silvestro (Sarjano), il giornalista italiano che organizzò e assistette all'incontro, tra Osho e Biagi, ricorda oggi come il maestro del giornalismo italiano rimase scosso e affascinato dallo stato presenza del mistico indiano come ci racconta in una sua testimonianza riportata nelle pagine seguenti.

Che cosa accadde esattamente a seguito di questi servizi giornalistici semplici e onesti, com’era costume di Biagi, non possiamo saperlo. Quello che è certo è che dall'entourage di Andreotti ci fu una forte reazione che si tradusse poi con un atto ufficiale quando Giulio Andreotti, che allora ricopriva la carica di Ministro degli Esteri, alcuni mesi dopo ebbe un ruolo assai attivo nel negare il visto d'ingresso ad Osho in Italia. A questo proposito ricordiamo che il Ministro agli esponenti della RAI e di Canale 5 interessati ad invitare Osho in Italia anche solo per un giorno, fece rispondere dalla Farnesina: "Né un’ora, né un minuto". Io stesso, che all'epoca ero nella segreteria del Partito Radicale proprio per occuparmi della campagna per il visto d'ingresso in Italia di Osho, ricevetti tramite la Presidente Nilde Jotti, una comunicazione di Andreotti assai dura in cui si parlava di inchieste del governo su Osho. Se poi colleghiamo la provocazione altrettanto dura nei confronti di religione e Vaticano contenute nell'intervista e la relazione stretta tra Giulio Andreotti e la gerarchia ecclesiastica, sarebbe logico pensare ad un intervento anche della Chiesa su Biagi, anche perché va ricordato che in quegli stessi mesi uscì un rapporto ispirato dalla Conferenza Episcopale contro i nuovi movimenti religiosi, il tutto patrocinato da un certo cardinale Ratzinger...
Majid

Osho-Biagi: un piccolo fiore sulla sua tomba

Ero appena tornato da Kulu-Manali, dove Osho aveva preso rifugio, dopo l'ignobile cacciata dall'America. C'ero andato come inviato di Epoca, il cui direttore, un vero galantuomo, voleva sapere che ne diceva Osho, di tutta la storia americana. Al mio ritorno dunque, fui avvicinato da alcuni collaboratori di Enzo Biagi, che mi chiesero se sarei tornato lì, scortando Biagi che gli voleva fare una intervista televisiva. Io naturalmente dissi di sì, così la produzione si mise in moto per preparare il viaggio, visto che Biagi voleva partire quanto prima.

Quello che nessuno vi ha mai detto è che il visto per l'India fu rifiutato alla troupe intera, Biagi incluso! E se vi chiedete il perché di un fatto così inaudito, vi dirò che nella richiesta la produzione aveva fatto mettere il motivo della visita, cioè fare una intervista a Bhagwan Shree Rajneesh (come veniva chiamato chiamato Osho allora). A me, Biagi lo confessò a bassa voce, al che io alzai la mia voce, suggerendo di fare un casino della madonna e uno scandalo internazionale. "Non è il caso" disse Biagi, "Stiamo seguendo delle vie diplomatiche e non è il momento di fare tanto baccano". Io ero furibondo, e simultaneamente lo era anche Osho, che aveva visto rifiutare il visto a tutti i suoi collaboratori, che erano stati costretti a lasciare il Paese. Così fu presa la decisione di trasferirsi in quattro e quattrotto in Nepal. Quando comunicai i nuovi sviluppi a Biagi, fu fatta una richiesta immediata di visto all'Ambasciata Nepalese, che rispose positivamente in tre giorni.

Ed eccoci in volo per Katmandu. Biagi è un compagno delizioso: intanto è una persona di una innocenza rara e disarmante, poi parla come un vecchio contadino, ancora meravigliato da tutte le cose. Si vede che è eccitato dall'idea di parlare con Osho. Si vede che non ha nessun preconcetto in testa, né teorie da provare. Si vede che si sta avvicinando all'incontro in totale innocenza, "in wonder" si direbbe da queste parti. L'incontro infatti fu straordinario. Sembravano due amici che non si vedevano da tanto tempo. Osho era stato informato del by-pass di Biagi e si fece premura di chiedergli subito come stava il suo cuore. "Il cuore è sempre giovane" rispose Biagi ridendo. Poi seguì l'intervista, che è ormai storia, e alla fine ci ritirammo tutti nelle nostre stanze, per vedere il lavoro fatto e decidere se necessitava girare dell'altro materiale. Secondo Biagi sarebbe stato proprio il caso, perché tutta l'intervista fatta si svolgeva tra due persone sedute, e ci mancava una passeggiata, un po' di movimento "per farla sembrare più viva e meno sedentaria"!

Mi piacque l'idea che Biagi volesse camminare assieme ad Osho, anche se non sapevamo che Osho lo avrebbe preso addirittura per mano! Ecco, è stato a quel punto che secondo me a Biagi è successo qualcosa. Da persona sensibile quant'era, Biagi si era accorto di aver parlato con qualcuno di diverso da tutte le persone che aveva incontrato prima... ma non riusciva a spiegare la cosa. Mi disse che aveva "sentito la diversità di quest'uomo, ma non riusciva a collocarla da nessuna parte del suo mondo razionale". Quando Osho lo prese per mano, Biagi ebbe come un sussulto, e qualcosa dentro di lui rispose all'invito... "Ma deve essere stato un sogno, una visione ad occhi aperti... un momento di defaillance...", Biagi stava rifiutando tutta l'esperienza che gli era cascata addosso con tutto il razionalismo possibile e una dose massiccia di rimozione.

Quando sono tornato in Italia la trasmissione stava andando in onda. Il giorno dopo telefonai a Biagi per complimentarmi, ma egli si sminuì, dalla serie: "Ho fatto solo il mio dovere". Gli chiesi se potevamo fare qualcosa affinché ad Osho venisse dato il visto per l'Italia, ma Biagi rispose che doveva partire per un'altra missione e non aveva tempo. Gli dissi: "Ma almeno tu che lo hai conosciuto, potrai dire che NON è un individuo pericoloso". " L'ho visto solo per un giorno, non si può dire che l'ho conosciuto" replicò Biagi. E così questa sensazione di una assurda rimozione si fece strada ancora, e provai perfino un po' di pena per quest'uomo che aveva incontrato un Buddha vivente, ma doveva a tutti i costi credere che fosse stato un sogno, doveva a tutti i costi negare la sua esperienza. Troppe cose da rimettere in discussione, troppe certezze... meglio dimenticare.
Sarjano

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musicanti // 15/02/2008 03:38 // commenti (8)



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