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[ dicembre 11 2008 ]osho, tango // OSHO E IL TANGO Tango: una sveglia per l'animaPerché il Tango? E perché avvicinarlo alla meditazione? E' chiaro per noi che l'essenza del Tango sia quella di essere sacra. Un'arte che viene impiegata per raffigurarsi in comunione con l'altro. Un tale processo è meditativo. E' l'occhio interiore che coglie il segreto per poi rappresentarselo. E' anche paragonabile allo stesso bisogno di venire nutriti, e di nutrire gli altri. Chi danza deve essere soccorso da un'ispirazione che non si limita più alla propria coscienza, ma che la trascende. Riconoscere l'altro in sé stesso. L'eterna danza fra il maschile e il femminile. Abbandonarsi e rendersi strumento di una energia superiore. Ballare il Tango è la comunione di due corpi in un abbraccio vivo, sensuale e allo stesso tempo innocente. L'abbraccio diventa danza quando la musica suona dentro di noi, così possiamo raccontare all'altro i sogni dell'anima. [ 11 Dicembre - Giornata Mondiale del Tango ] I was thinking what should I give to you today? Because this is my birthday, I was incarnated into this body on this day. This is the day I saw for the first time the green of the trees and the blue of the skies. This was the day I for the first time opened my eyes and saw God all around. Of course the word 'God' didn't exist at that moment, but what I saw was God. I was thinking what should I give to you today? Then I remembered a saying of Buddha: Sabba Danam Dhamma Danana Jnati, the gift of truth excels all other gifts. And my truth is love. Osho [ 11/12/1931 - 19/01/1990 ] Fonte: http://www.alejandro-fasanini.com ![]() TERAPIA Federico Trossero Fondamenti Metodologia Teoria Pratica Coquena Ediciones 2006 [ Traduzione in italiano di Pietro Adorni ] [ 29 Ottobre 2008 ] Prologo Dalla tribuna storica, la settima arte, la danza, la più sociale di tutto il ventaglio artistico, emerge il Tango. Il collegamento ontogenetico tra la danza e la psicologia umana è facilmente individuabile nella religione: i rituali a Dio e l'idea di Dio, che promuovono catarsi e cinetica nel ballo, denotano possibilità emotivo-espressive, ancora incensurate, sotto quei canoni. Nel corso della storia l'oggetto gregario della danza si converte in solidale, in simbolo e portavoce del mezzo che la circonda: da quell'ottica, il protagonista di questo libro, il tango, la sua origine, il suo funzionamento, la messa in moto dell'azione che riflette nei suoi movimenti, i suoi interessi, priorità, valori, sogni e desideri, crea un versante analogico e terapeutico che l'autore coniuga magistralmente. La seduzione svolge un ruolo istrionico che il tango potenzia e mantiene, non solo in coloro che lo ballano, ma anche in coloro che osservano: il solo osservare dà “vita” e genera piacere. E si ripresenta il fine terapeutico e solidale del ballo. Nel libro risaltano ampiamente dati scientifici, bibliografici, psicofisiologici, biologici e patologici, che la formazione accademica in psichiatria e psicoanalisi di Federico Trossero garantiscono abbondantemente. [ Ps. Nora E. Carunchio ] Introduzione Quando cominciai a pensare al compito di racchiudere in un libro la mia esperienza con la tango-terapia, mi son chiesto, di pari passo, quale fosse la forma migliore per mettere sulla carta un fenomeno tanto complesso e denso di significati, che si esprimono al di là delle stesse parole, e di grandezza e precisione tali, da poter essere compreso senza mediare il linguaggio orale o scritto. Nel mio ruolo di medico, avendo realizzato la mia formazione professionale nel campo della salute mentale (psichiatria clinica) psichiatria biologica, psicoterapia e psicoanalisi, ho intrapreso la terapia di alcuni pazienti, partendo da una concezione ampia ed integrativa, con uno strumento davvero nobile, ben stagionato e proprio della nostra cultura urbana e popolare: il tango, quale cuneo d'accesso alla struttura di qualsiasi personalità ossidata e, come è auspicabile in ogni psicoterapia, quale innesto per introdurre nuovi elementi. E’ stato necessario, data la complessità della risorsa terapeutica proposta, integrarla con punti concettuali provenienti da diverse discipline per costruire una teoria ed una tecnica che permettessero l'approccio di pazienti tramite la tango terapia. Come ballerino di tango e milonguero, ho avuto modo di sperimentare ed apprezzare il potenziale espressivo di questo ballo tanto speciale, che racchiude un “senso” correlato alla personalità globale di chi lo balla. Perché ballare? Per chi ballare? Questi quesiti ci avvicinano ad un tema del quale si è parlato e dibattuto moltissimo e, personalmente, sono dell’avviso che si balli partendo dalla propria intimità, in intimità col partner di ballo e con l'insieme di coppie coinvolte nell'ambito della milonga (milonga: locale in cui si balla il tango). La mia proposta di tango terapia è il ballare in un compromesso intimo con la nostra interiorità ed in comunicazione col partner ed il gruppo nel “salòn”, considerando prioritari gli effetti ludici, plastici, creativi ed espressivi che si acquisiscono ballando. Ciò non toglie che qualcuno gusti il “piacere a mostrarsi” ed essere, perciò, ammirato e complimentato ("La bellezza è quel mistero stupendo che né la psicologia né la retorica possono decifrare" Jorge L. Borges) ma non si giunge al nocciolo della questione, salvo in certe patologie. Quando la tensione alla perfezione toglie spazio alla creatività, all'espressività e al piacere, ci perdiamo la parte migliore del tango, gettando a mare la possibilità di offrire a noi stessi la parte più ricca di questa danza. Questo tango, che si ascrive nella cultura e, al tempo stesso, né è determinato, implica una rappresentazione simbolica della storia di alcune generazioni in Argentina. Ritengo che esista la codifica di una pratica sociale che si antepone a qualunque sviluppo teorico della tango-terapia e che, in qualche modo, marca con forza questi sviluppi. Questo tango ci insegna la vita. E questa vita ci insegna il suo tango. musicanti // 21:38 // commenti (3) [ agosto 15 2008 ]books, osho // AWARENESS
"Se c'è un argomento sul quale tutti i Buddha concordano, è questo: l'uomo, così com'è, è addormentato, laddove dovrebbe essere sveglio. Essere svegli è la meta - essere presenti e consapevoli - è il sapore di tutti gli insegnamenti dei Buddha". - Osho Osho ti invita a svegliarti, e ti offre le tecniche per farlo. Comprensione e centratura, tensione e rilassamento, mente e meditazione, consapevolezza in azione, esperimenti nell'osservazione... questa ricca antologia ti aiuta a portare consapevolezza nella tua vita di tutti i giorni, per uscire dai sogni chiamati religione, politica, ego, mente, desideri, sofferenza. Un pressante e affascinante invito a vivere nella realtà. INDICE Prefazione LA COMPRENSIONE: Degli uomini e dei topi Le radici della sofferenza Mondi privati Consapevolezza ed essere centrati MOLTE MALATTIE UNA SOLA MEDICINA: L’analista e il testimone Tensione e rilassamento Mente e meditazione La strada e la ruota CONSAPEVOLEZZA IN AZIONE: Parti dal centro Sii spontaneo Sii decisivo Completa ogni istante Smetti di cercare di essere buono ESPERIMENTI NELL’OSSERVAZIONE: Misurati nell’eterno Il tocco invisibile La meditazione vipassana Il mutamento notturno LE MEDITAZIONI ATTIVE DI OSHO: OSHO Meditazione Dinamica OSHO Meditazione Kundalini Meditazione No-Mind Gibberish! Postfazione: SOSPESO A UN FILO Dalla Prefazione: Come prima cosa, devi far penetrare in profondità nel tuo cuore l’idea che stai dormendo, che sei addormentato, che sei assolutamente addormentato. Tu sogni in continuazione; a volte sogni a occhi aperti e altre volte a occhi chiusi, ma sogni sempre e comunque: tu sei un sogno. Non sei ancora una realtà. Il silenzio è lo spazio in cui ci si sveglia, e la mente rumorosa è lo spazio in cui si resta addormentati. Se la tua mente continua a chiacchierare, sei addormentato... Dal capitolo Degli uomini e dei topi: L’uomo è una macchina altamente sofisticata, i topi sono macchine semplici. È più facile studiare i topi, ecco perché gli psicologi continuano a studiarli. Studiano i topi e traggono conclusioni sull’uomo, e le loro conclusioni sono pressoché giuste. Come mai Adamo ed Eva furono cacciati dal paradiso? Furono cacciati perché avevano mangiato il frutto della conoscenza. Furono cacciati perché a quel punto avevano una mente, e avevano perso la propria consapevolezza. Tu vivi rannicchiato in un angolino minuscolo: la piccola mente conscia… è come se qualcuno possedesse un palazzo, ma si è completamente dimenticato di averlo e vive sotto il porticato… credendo di non avere altro! Più diventi un osservatore, più la fretta diminuisce. Diventi più gentile, più aggraziato. Osservando, la tua mente bisbetica chiacchiera meno: l’energia che si manifestava in chiacchiere ora si trasforma, diventa osservazione… è la stessa energia! Gli sforzi parziali non servono. Non puoi agire solo un pochino, non puoi essere tiepido… non servirà: l’acqua tiepida non può evaporare; e gli sforzi tiepidi, fatti per essere all’erta, sono destinati a fallire. La trasformazione avviene solo quando impieghi tutta la tua energia. Dal capitolo Le radici della sofferenza: Continuiamo a contraddirci a ogni istante. L’azione va in una direzione, il pensiero in un’altra e il sentire in un’altra ancora. Continuiamo a smembrarci e diventiamo sempre più frammentati. E questo è infelicità: muovendoci così perdiamo qualsiasi integrità, qualsiasi unità. Tutte le religioni sono contrarie alle droghe, perché a loro volta operano nello stesso mercato; si oppongono alla concorrenza! Se si impedisce alla gente di drogarsi, inevitabilmente cadrà nelle trappole dei preti. È un modo per monopolizzare il mercato: in quel caso, l’unico oppio che resta sul mercato è la religione, tutto il resto viene reso illegale. Non è affatto necessario adattarsi alla sofferenza: è possibile esserne totalmente liberi. Ma in quel caso il sentiero è un po’ impervio, è una sfida. Il primo passo sul percorso della consapevolezza è essere presenti, osservare con attenzione il proprio corpo. E man mano che se ne diventa consapevoli, inizia ad accadere un miracolo: molte cose che in precedenza si aveva l’abitudine di fare, scompaiono semplicemente dal proprio comportamento. Il tuo corpo diventa più rilassato, più armonioso, perfino nel tuo corpo si diffonde una pace profonda, in lui inizia a pulsare una musica sottile. Nel momento in cui diventi consapevole dei tuoi pensieri, rimarrai sorpreso di ciò che continua a scorrere dentro di te. Se ti mettessi a scrivere tutto ciò che si agita in te, in qualsiasi momento della tua vita, non ci crederesti: “È davvero questo ciò che si muove dentro di me?” Prova a farlo per dieci minuti. Dal capitolo Mondi privati: Che cosa hai fatto nel tuo passato? Riesci a ricordarlo con precisione? Perché hai agito così? Eri consapevole nel momento in cui qualcosa accadeva? In origine, la parola “peccato” aveva il significato di “mancanza”. Non voleva dire “fare qualcosa di sbagliato”; significava semplicemente “essere assente”, mancare: è questo il solo peccato. Non puoi perderti nell’amore, se sei consapevole; e il perdersi nell’amore sarà un peccato. Puoi amare, ma non significherà perdersi, bensì esserci, essere presenti e consapevoli. Con la consapevolezza, è impossibile: in questo caso ti elevi nell’amore. Ed elevarsi in amore è un fenomeno totalmente diverso dal perdersi nell’amore. Perdersi nell’amore significa entrare in uno stato di sogno, onirico. L’amore deve rendere l’amato sempre più libero, l’amore deve spingerti a volare, ti aprirà cieli sconfinati; non può diventare una prigione, una chiusura. Ma quell’amore tu non lo conosci, perché accade solo quando sei consapevole. I preti hanno avuto un gran successo perché hanno trasformato la libertà in una prigione, la verità in una serie di dogmi: hanno trasferito tutto dal piano della consapevolezza a quello del sonno. Puoi essere nel presente, ma non puoi pensare; per pensare occorre spazio. I pensieri hanno bisogno di spazio, proprio come le cose, ricordalo. I pensieri sono cose sottili, ma sono materiali; non sono spirituali, poiché la dimensione spirituale inizia solo quando non ci sono più pensieri. Consapevolezza significa essere così totalmente nel momento che non c’è più alcun movimento verso il passato né verso il futuro: ogni movimento si arresta. Se ti sposti da un pensiero a un altro resti nel mondo del tempo. Se ti sposti nel momento, non nel pensiero, ti muovi nell’eternità; non sei statico – non c’è nulla di statico a questo mondo, nulla può essere statico – esiste un nuovo movimento, un movimento privo di motivazioni. Questo mondo che vedi intorno a te non è reale. Non dico che non esiste. Esiste, ma lo vedi attraverso una patina di sogno, di inconsapevolezza. Lo guardi e lo interpreti a modo tuo; sei come ubriaco. Aristotele ha soggiogato tutte le università e tutte le scuole del mondo. Ora in qualsiasi luogo tu vada ti verrà insegnata la logica, non il mistero. Gli occhi sono come finestre, non possono vedere a meno che non ci sia tu a vedere attraverso di esse. Come può una finestra vedere? È necessario che tu sia alla finestra. Altrimenti come sarebbe possibile? Il controllo è un misero surrogato della consapevolezza, non è di grande aiuto. Se sei consapevole, non hai bisogno di controllare la rabbia, nella consapevolezza non sorge mai rabbia alcuna. Le due cose non possono assolutamente coesistere. Le azioni non significano nulla. Le azioni non hanno importanza. Tu, la tua consapevolezza, il tuo essere cosciente, attento, presente, ecco ciò che ha importanza. Quello che fai non è essenziale. Se sei addormentato vivi chiuso nei tuoi pensieri, concetti, sogni, desideri. E ogni volta che incontri qualcun altro, avviene uno scontro di due mondi; due mondi in collisione, ecco come vanno le cose. Osserva! I sogni sono privati, la verità non è privata. Tutto ciò che è privato, ricorda, appartiene inevitabilmente al mondo dei sogni. La verità è un cielo aperto, è per tutti, è una sola. Dal capitolo Consapevolezza ed essere centrati: La consapevolezza è l’elemento che ti rende padrone, e con ciò non intendo qualcuno che domina e controlla. Parlando di un padrone, intendo una presenza, una perenne presenza. Qualsiasi cosa fai, o non fai, una cosa deve essere continuamente presente nella tua consapevolezza, il fatto che tu sei. L’ego è una falsa sensazione del sé. Senza avere alcun sé continui a credere di averne uno: quello è l’ego. È difficile essere consapevole anche solo per un istante; la mente balza via continuamente. Ma non è impossibile. È arduo, è difficile, ma non impossibile. La consapevolezza è la tecnica per centrarsi, per conseguire il fuoco interiore. Esiste ed è nascosto: può essere scoperto. I tuoi fallimenti ti saranno molto utili. Ti mostreranno quanto sei inconsapevole. E se anche riuscirai a diventare consapevole del fatto che sei inconsapevole, avrai già conseguito un po’ di consapevolezza. Se un pazzo diventa consapevole di essere matto, è sulla strada per rinsavire! musicanti // 21:22 // commenti (10) [ agosto 15 2008 ]books, osho, musicantidamore, automiribelli // OSHO LIBRARY ![]() La Biblioteca di OshoOsho è un Buddha contemporaneo la cui saggezza, che unisce chiarezza di visione a un forte senso dell'umorismo, ha toccato la vita di milioni di persone in ogni parte del mondo. Con i suoi discorsi, e il suo lavoro di rinnovamento nella dimensione della meditazione, ha messo le basi per la nascita di ciò che egli definisce l'Uomo Nuovo: un essere umano del tutto discontinuo dalla lunga marcia della follia che sembra riassumere la vita del genere umano del passato; un uomo nuovo la cui esistenza si fonda sulla consapevolezza, l'affermazione della vita e la libertà. Osho ha sviluppato strumenti pratici in grado di sostenere una vera e propria Rivoluzione Interiore, in quanti, sentendo i suoi discorsi, sono colpiti dall'urgenza e dall'importanza di una mutazione radicale nella propria vita. Consapevole della realtà dell'uomo moderno: un uomo appesantito da retaggi che non riconosce più, stretto nella morsa di ansie per un'accelerazione mai vista in passato, oppresso dal peso di una civiltà che ben poco concede alla spontaneità e alla naturalezza, soffocato da repressioni e da un vero e proprio analfabetismo emozionale, Osho ha creato tecniche di meditazione di tipo dinamico, in grado di ripulire e liberare il mondo interiore dalle tante repressioni in atto. E' un lavoro necessario, per tutti gli autentici ricercatori interiori. Automi Ribelli e Musicanti d'Amore musicanti // 15:57 // commenti (2) [ luglio 24 2008 ]video, osho, andrea // KNOW YOURSELF ![]() Ti avverto, chiunque tu sia. Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. Oh, uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo degli Dei. - Oracolo di Delfi Dunque, chi sarebbe questo famoso “te stesso” che bisognerebbe conoscere? Io mi conosco già! potreste erronamente rispondere, pensando a voi come al risultato oggettivo dell’insieme dei vostri pregi e dei vostri difetti. Potreste pensare al vostro carattere e a cosa lo rende particolare, unico e diverso da qualunque altro, e accettarlo come parte integrante di ciò che credete di essere. No cari amici, conoscere sé stessi, non ha niente a che vedere con tutto questo, poiché ciò che avete accumulato all’interno del vostro corpo biologico, è il semplice risultato di un processo mentale costituito da svariate interazioni con ciò che attualmente vi circonda. In questo modo non conoscete voi stessi, ma il risultato generato dall’illusione di voi stessi. Il processo che conduce alla trasmutazione alchemica del proprio corpo, è lento, tortuoso e assai doloroso, e una volta intrapresa la sua strada guai a chi torna indietro! Guai a chi interrompe tale processo, poiché il prezzo da pagare sarebbe davvero troppo alto. Perciò: chi ancora non è pronto a voler sperimentare nella propria carne l’alchimia di tale processo, abbandoni immediatamente questa lettura e questo blog. Chi vuole abbandonare il vecchio mondo in cerca del nuovo, deve lasciare per forza dietro di sé la paura, il dubbio, e deve voler spiccare il volo attraverso un baratro di proporzioni mastodontiche, che lo condurrà inesorabilmente dall’oblio alle braccia del proprio Essere. Non può esservi alcuna avventura esterna da “vivere”, se prima non si è vissuta la più grande emozione esistente, che è quella del ricongiungimento con il proprio Essere, pienamente incarnato in tutta la sua essenza e presenza, in un corpo nuovo, che brulica di cellule nuove e processi cognitivi e percettivi totalmente manifesti in tutta la loro accelerazione coscienziale. Quando conoscete voi stessi, allora sarete conosciuti, e comprenderete di essere figli del padre vivente [Pater Noster]. Ma se non conoscete voi stessi, allora albergate nella miseria, e sarete miseria. - Tommaso 3,4 Il primo passo per conoscere sé stessi è comprendere che si sta dormendo. Qualcuno potrebbe facilmente obbiattare su questo punto, ed asserire in tutta certezza di non stare affatto dormendo, ma di essere lì, proprio lì, davanti ad un monitor a leggere quanto vi è scritto. Potreste essere sicuri ed arcisicuri che il vostro sedere sia poggiato sopra ad una sedia, poiché potete sentirne la consistenza, avvertirne la parte “gommosa” del cuscino verso il suo centro, schiacciato dalla mole del vostro peso. Potete avvertirne inoltre la parte leggermente più concreta, verso i suoi bordi, che si staglia tra le pieghe del vostro cavo popliteo. In questo stesso momento, potreste vedere vostra madre, vostra sorella o vostra/o moglie/marito, che stanno svolgendo dei compiti normalissimi, come pulire casa o guardare la televisione. Eppure tu, loro, noi tutti stiamo dormendo, e credetemi se vi dico che in uno stato simile è impossibile accorgersene, ma è così. Tutta la nostra manifestazione in questo sogno che chiamiamo vita o realtà è un concentrato di azioni meccaniche e meccanicistiche, a partire dal sentiero che ci costituisce, fino all’azione che crediamo di aver compiuto poco fa. E in questo stato di sonno perenne siamo disposti ad accettare ogni tipo di abberrazione possibile. Ciò che accade dipende dal nostro modo di osservarlo o dal fatto che noi l’osserviamo. - Werner Heisenberg Ad esempio, due terzi del mondo muore di fame: ciò non è totalmente dovuto ai problemi legati a quei luoghi, come invece ci viene costantemente detto. Io ho avuto l’opportunità di visitarla e di parlare con la gente del posto, e posso dire che da decenni all’uomo “bianco” viene propinata la menzogna colossale, che in Africa la gente muore perché non c’è l’acqua. In realtà sono le multinazionali che detengono il vero potere in quei luoghi, foraggiando il terrorismo o i dittatori locali per mantenerne il controllo, e utilizzando i suoi abitanti unicamente per i loro esperimenti su medicinali che ancora non hanno ricevuto autorizzazione nel mondo cosiddetto “civilizzato”. La situazione è in questo modo perché non c’è alcun interesse che cambi! Ma come ho detto, noi stiamo dormendo, poiché chiunque fosse davvero sveglio a quest’ora avrebbe già capito tutto questo e intrapreso la strada del “ritorno a casa”. Anche la sofferenza è conseguenza del nostro sonno, la quale ci impedisce di cogliere la realtà oltre l’illusione! Chi dorme soffre, mentre chi si risveglia apre il suo Cuore e vive nella gioia, perché vede cosa realmente sta accadendo nell’Universo intero, scorgendo l’assoluta perfezione in ogni sua manifestazione. Noi non abbiamo paura dell’oscurità, bensì della nostra luce! Che cosa stia facendo la nostra “macchina” non fa alcuna differenza finché si è addormentati. I nostri corpi sono stati progettati per dormire, non per svegliarsi. Per fare questo, dobbiamo andare contro natura. - Robert E. Burton Quando l’autore inglese David Icke ferma l’attenzione sul fatto che l’Amore Infinito è l’Unica Verità, non mente affatto, per quanto si possa non condividere altre affermazioni. Nell’arco dei milleni questo è stato detto in tutti i modi possibili e immaginabili, e noi abbiamo sempre continuato a ignorarlo, “vivendo” un sonno che non ci appartiene. Non fa parte della nostra natura. Noi non siamo quel sogno. Non siamo il nostro lavoro e nemmeno il nostro conto in banca. Prima lo capiremo, prima svolteremo, e ancor prima la Matrice sarà costretta a cambiare i suoi piani. La realtà è una mera illusione, anche se molto persistente. - Einstein In tutte le tradizioni esoteriche che davvero contano, a partire da quelle atlantidee, egizie, tibetane, greche ed infine cristiane, si è sempre saputo che l’uomo dorme un sogno che è convinto di non poter controllare, e di non aver alcun potere su di esso, ma si sbaglia! Quanta arroganza è contenuta in un singolo uomo, che è convinto di essere un individuo mentre in realtà egli è una moltitudine manifesta dello stesso “sé stesso”! Proprio così: io sono te, tu sei me. In ogni forma e manifestazione. L’Alchimia Interna non ha davvero niente a che vedere con le religioni, è un lavoro su sé stessi puramente scientifico. Gesù disse: “Sappiate ciò che vi sta di fronte al volto, e cosa vi è nascosto vi sarà svelato”. - Tommaso 5,1 Pensate che queste parole sottointendano concetti mentali diversi dall’esposizione di ciò che in realtà stanno dicendo? Non esiste un’interpretazione diversa in questa frase: Yeshua dice esattamente quello che c’è scritto! Sono sempre stati certi intelletuali che hanno assegnato significati diversi a ciò che invero è già chiaro e lampante come il sole. Non cerchiamo sempre di interpretare secondo la mente, poiché essa appunto… mente! Ma fatelo attraverso l’intelligenza del Cuore. Proprio così: sappiatelo! Affrontate l’oltre che c’è di fronte ai vostri occhi, che ciò che essi vedono è in realtà un ridottissimo spettro di frequenze interpretate dal vostro cervello. ![]() Solo in questo modo la Matrice collasserà davanti a voi e svelerà la sua vera identità, rispecchiando in questo modo la vostra! Occorre dimenticarsi di essere, perché in questo momento cari amici, non si è. Questa “non è la vera carne”. La Terra è una Prigione-Scuola Iniziatica per l’Anima. Gli esercizi che esporrò in questa serie di articoli, provengono direttamente dagli insegnamenti atlantidei che sono stato guidato a cercare e a rivelare, poiché ora come ora non è più il momento di tenere nascosto nulla. E’ giunto il momento di rivelare il processo che conduce al nostro sé, che è stato utile a molti. Tutti coloro dotati di un minimo di risveglio in atto, devono poterne fruire perché il tempo è maturo, e sta solo a voi voler intraprendere quel cammino. Ma lo ripeto ancora una volta. Chi non si riconoscesse in quanto detto fin’ora, e non intendesse procedere verso il “risveglio”, abbandoni immediatamente questa lettura, perché come è già detto, una volta intrapreso questo cammino, non si torna indietro. Farlo, in molti casi (anche se non è detto in tutti) potrebbe essere fastidioso, perché il processo di trasformazione cellulare intrapreso non devrà essere interrotto. Il vostro corpo cambierà, muterà davanti ai vostri occhi, anche attraverso il dolore se è necessario! Man mano che la vostra coscienza si risveglia, essa necessita di un corpo completamente nuovo e purificato. Vi sembrerà di essere ammalati, di non capire cosa vi sta succedendo e a volte persino vi parrà di morire da un momento all’altro. Vi sembrerà che il vostro corpo non risponda più ai comandi. Ciò vi spingerà oltre il limite della sopportazione: nessun dottore al mondo potrà spiegarvi le ragioni, se non quelli della medicina “vibrazionale”, poiché gli esami che il medico allopatico vi manderà a fare non indicheranno un bel niente! Inoltre, una volta accertato e assodato dagli esami che non avete nulla, non dovrete assumere farmaci. Questo perché alcuni di essi potrebbero interrompere qualche processo in atto. Questo percorso non intende per nulla sostituirsi a una terapia medica, perciò chi dovesse vivere una condizione disagiata per via di una qualche malattia/disarmonia non incominci ma aspetti che sia passata. E quando vorrete iniziare fatelo pure con serenità! I vostri corpi superiori sanno benissimo cosa devono fare. Lasciateli operare e fidatevi di loro. Ciò significa “Avere Fiducia”! Una volta completato il processo, sarà esattamente tutto l’opposto dello stare per morire. E' importante che sappiate che quanto da me esposto a riguardo, l’ho sperimentato personalmente, e altrettanto importante è che teniate conto dei miei avvertimenti. In coscienza la responsabilità ricade solo su voi stessi, e molto dipende dalle scelte che operate. La Paura è solo Assenza d’Amore. — Osho Ecco l’esercizio da svolgere per le prime due settimane: “Ricordarci di Noi”. Come ci si ricorda di noi? E’ importante mantenere il pensiero fermo su un “centro di gravità permanente”, cioé noi stessi. Come è possibile farlo? Non certo meditando e basta! Ma cercando di osservare senza giudizi ciò che stiamo facendo in quel preciso momento. Se ci stiamo lavando i denti, ad esempio, occorre spostare l’attenzione verso noi stessi e ripetere “Adesso mi sto lavando i denti e sono presente. Mi sto ricordando di me, non sono distratto/a da nient’altro”. Questo processo va ripetuto per ogni azione che intendiamo compiere nei vari momenti della giornata. Più creiamo spazi per ricordarci di noi, prima creiamo il “testimone”. Il significato nascosto della vita sulla Terra è la creazione di un’anima attraverso l’instancabile “processo del ricordo di sé. Il ricordo di sé è il solo fenomeno che domina il tempo e la morte. — Robert E. Burton Lo scopo di questo esercizio è fissare dentro di noi il concetto che non siamo i nostri pensieri, difatti l’osservatore e l’osservato non possono essere la stessa identica cosa. Avvertire a fondo cosa sia la “Presenza” del qui e ora, e quale differenza passi tra i momenti in cui abbiamo ricordo di noi, e perciò siamo presenti, e i momenti in cui viviamo nel sonno spostandoci da un pensiero all’altro come marionette in balia della nostra mente. Imparare a focalizzare l’energia dell’intero essere su un dato obiettivo. Entrare in possesso delle cosiddette Siddhi (i poteri), quali la visione astrale, i sogni lucidi, il viaggio astrale, la lettura del pensiero, le comunicazioni telepatiche e molto altro ancora. Ma attenzione però! Le Siddhi sono solamente effetti collaterali del Risveglio, e non il Risveglio a Cuore aperto! Fate attenzione a non lasciarvi ammaliare troppo da esse, poiché sono l’ultima spiaggia della Matrice per tenervi incastrati nel dolore e nella sofferenza. Ricordarsi di sé significa essere presenti, rimanere nel qui e ora, evitando di vagare con la mente da un pensiero all’altro. L’attenzione è rivolta a noi stessi e all’azione che stiamo compiendo. — Salvatore Brizzi Qualcuno potrebbe disquisire ed affermare: “Beh, tutto qui? Devo solo ricordarmi di me stesso?!” Se pensate sia semplice, cari amici, vi sbagliate di grosso. Ricordarsi di Sé richiede una notevole forza di Volontà, allora scoprirete quanto la Volontà e l’Amore siano intrinsecamente legate. Certo, Potreste sicuramente rispondermi: “Hei, guarda che io la posseggo una Volontà!”. alché risponderei di ritorno “No caro amico mio, noi non siamo proprio in possesso di quel qualcosa che definiamo come Volontà. Ciò che crediamo di possedere come Volontà, ne porta solamente il nome”. Poiché se ne fossimo davvero in possesso, semplicemente smetteremmo di fumare invece di provarci, oppure non ci lasceremmo trasportare da una rabbia feroce per un parcheggio che ci è stato “usurpato” davanti agli occhi. No, noi non possediamo una Volontà, o un Libero Arbitrio fintanto che non abbiamo un ricordo di noi ben stampato sulla fronte. Occorre generare quello che in oriente veniva chiamato «il testimone», ovvero colui che si frapponga tra la nostra attività corpoera e mentale, collocandosi progressivamente al di là della nostra personalità. Non capisco perché la gente sia così spaventata dalle nuove idee. Io lo sono dalle vecchie. - John Cage Ricordatevi che questo Lavoro non è adatto per coloro che possiedono una mentalità cosiddetta “aziendale”. E’ imperativo comprendere, che non ci si deve assolutamente aspettare alcun risultato, ma occorre sempre compiere «lo sforzo» senza aspettarsi niente in cambio. Siete in grado di reggere la sfida con voi stessi? Questo sforzo a lungo andare, in apparente mancanza di risultati concreti, rischia di diventare deleterio e ci sembrerà di stare perdendo il nostro tempo. Esistono persone completamente refrattarie a qualunque risultato, inizialmente, poi un bel giorno… tac! Il loro Cuore senza alcun preavviso si apre, e l’immortalità dell’Essere pienamente incarnata fa breccia nel mondo fisico. Dovrete sempre sostenere con l’Amore privo di dubbio il lavoro “eroico” che avete intrapreso. Sempre! Perciò il motto da ricordare sempre è “Sforzo, non risultati”. Quando siete desti potete fare qualsiasi cosa meglio, ma per arrivare a ciò occorre molto tempo. Quando vi siete abituati a ricordare voi stessi non sarete capaci di comprendere come abbiate potuto lavorare fino a quel momento. Da principio è difficile lavorare e contemporaneamente ricordare se stessi. Tuttavia sforzi in questa dimensione danno risultati interessantissimi: non c’è alcun dubbio. Tutta l’esperienza di ogni tempo mostra che questi sforzi vengono sempre ricompensati. - P.D. Ouspensky L’esercizio del ricordo di sé, è un processo che attiverà in noi delle nuove sinapsi, che si manifesteranno spesso con la fuggevole percezione di piccoli flash con la coda degli occhi, facendovi girare spesso la testa in direzione di quei flash, credendo di aver visto qualcosa o qualcuno aggirarsi intorno a voi. Non preoccupatevi assolutamente, coloro che hanno già sperimentato il “risveglio”, conoscono benissimo questi effetti. Non starete avendo le traveggole. In realtà i flash saranno interni a voi e non esterni, e saranno la conferma che qualcosa in voi sta mutando. Durante questo processo avvertirete inoltre uno stato di lucidità percettiva molto evidenziato e sostenuto, attraverso il quale potrete risolvere problematiche che prima vi sembrava difficoltoso risolvere, aumentando in maniera esponenziale le vostre capacità intuitive ed elaborative. musicanti // 17:13 // commenti (8) [ luglio 14 2008 ]books, osho, magazines // OTI - ITALIAN EDITION #150
Osho Times International - edizione italiana #150. La rivista mensile con le sue 64 pagine full color (oltre a offrire un "notiziario" con tutte le consuete rubriche propone anche alcuni bei brani inediti di Osho sull'amore) e La Monografia (la prima di lunga una serie) costituiscono il numero doppio di Luglio e Agosto.Osho - Mai Nato Mai Morto: un libro monografico di oltre 130 pagine con tante rare illustrazioni, in bianco e nero e a colori, che racconta la vita di Osho, eccezionale e al contempo così "ordinaria". Dalle prime avventure come bambino ribelle a ogni autorità che non fosse fondata su amore e consapevolezza, all'impatto con la morte, alla scoperta della meditazione, alla ricerca profonda del senso della vita... fino all'illuminazione. E poi un'esistenza passata esclusivamente a condividere il dono e la ricchezza della meditazione con tutte le persone che man mano venivano attirate dalla sua luce di consapevolezza. Rivista + libro ordinabili qui a 14 Euro. Una vita avventurosa, con una risonanza internazionale che ha reso Osho "Uno dei mille uomini che hanno fatto il XX Secolo" (The Sunday Times), e "Uno dei dieci uomini che hanno fatto l'India dalla preistoria a oggi" (Khushwant Singh). Una figura di spicco, definita "L'uomo più pericoloso dai tempi di Gesù Cristo" (Tom Robbins), che ha vissuto un incredibile arco evolutivo: dal più grande ostracismo mai inferto a un singolo essere umano alla "voce dell’India, il messaggero che oggi ne testimonia lo spirito" (Chandra Shehar, ex Primo ministro indiano). L'espressione di una visione in forte anticipo sui suoi tempi che ancora oggi fiorisce: "Vi lascio il mio sogno!" sono state le sue ultime parole, qui illustrate in una carrellata dell'Osho International Meditation Resort di Pune (India), meta ogni anno di un numero sempre in crescita di persone (provenienti da oltre cento paesi del mondo), che vogliono conoscere se stesse e portare una maggior consapevolezza nella loro vita di tutti i giorni. "Non voglio che nessuno sia attaccato a me in alcun modo. Il mio lavoro è quello di darti libertà totale e metodi tali che, qualsiasi cosa tu voglia, potrai crearla all'interno di te stesso. Non serve nemmeno dio, non serve nulla, basti tu". "Voglio lasciarti da solo, completamente da solo, senza l'aiuto di nessuno, in modo che tu non possa attaccarti ad alcun profeta, in modo che tu non possa pensare che un Gautama il Buddha ti salverà. Quando sarai da solo, assolutamente solo, dovrai per forza scoprire la tua essenza più profonda". "Non ho mai voluto essere un maestro per nessuno. Ma le persone vogliono un maestro, vogliono essere dei discepoli, quindi ho giocato questo ruolo". Osho Scrivere la biografia di un maestro illuminato è come voler raccogliere una sequenza di immagini tratte dalle forme delle nuvole e volerne raccontare la storia. Tra le decine di migliaia di persone che hanno incontrato Osho, è quasi impossibile trovarne due sole che siano d'accordo su chi sia e che cosa rappresenti. Tutti ne hanno dato un'interpretazione totalmente diversa, sicuri di aver notato cose che altri non hanno visto e di riportare fedelmente ciò che avevano provato in sua presenza. E tutti coloro che l’hanno conosciuto, leggendo ciò che altri hanno scritto di lui, avvertono sempre che manca qualcosa. In questa difficoltà, l'unica certezza è data forse dal suo continuo porsi al di là dei fatti e degli elementi che generalmente compongono una biografia... "I fatti rappresentano la verità letta con inconsapevolezza. E' verità vista con gli occhi chiusi, senza intelligenza, in maniera non meditativa. In questo caso la verità si trasforma in fatti. Vi faccio un esempio. Incontri un buddha. Se lo guardi con inconsapevolezza, è un fatto, un fatto storico. E' nato in un giorno ben preciso e un giorno morirà. E' il corpo che vedi, è una persona con una determinata personalità. La storia ne può prendere atto. Ma se lo guardi in modo non inconsapevole, ma con profonda consapevolezza, con attenzione, con immensa lucidità, in silenzio, allora il fatto si dissolve e appare la verità. In questo caso il buddha non è più qualcuno nato in un determinato giorno, il buddha è qualcuno che non è mai nato e che mai morirà. In questo caso il buddha non è più il corpo, il corpo diventa un semplice involucro. Il buddha non è più l’essere limitato che ti appare, il buddha rappresenta la totalità, il tutto: è un raggio dell'infinito, un dono alla terra dall'aldilà. In questo caso, improvvisamente il fatto è scomparso, ora è presente la verità. Ma la storia non ne può prendere atto, perché la storia è composta di fatti. Qualsiasi cosa vedi intorno a te, è un fatto. Vedi un albero, carico di fiori e di foglie: è un fatto. Ma se mediti e un giorno all'improvviso i tuoi occhi si aprono, si aprono sul reale, allora l'albero non sarà più un semplice albero. Il verde sarà la manifestazione del divino in quanto verde e la linfa che scorre nel tronco, fino alle foglie, sarà un fenomeno spirituale. Se un giorno riuscirai a vedere l'essere dell'albero, la divinità dell'albero, esso diventerà solo una manifestazione del divino e tu ne avrai vista la verità. Per percepire la verità occorrono occhi meditativi. Se non li hai, l'intera vita è grigia, spenta, composta solo di fatti morti, privi di relazione tra di loro, accidentali, privi di significato, un fenomeno prodotto dal caso. Se invece vedi la verità, tutto ha un senso, tutto si unisce in armonia, tutto inizia ad avere significato. Ricordalo sempre: il significato è l'ombra della verità e quanti vivono solo coi fatti, vivono una vita assolutamente insignificante". A un discepolo che gli chiedeva: "Ma tu chi sei?", Osho rispondeva: "E' una domanda semplice e naturale, ma è impossibile rispondere. Chi sono io? Questa domanda è stata fatta per migliaia di anni e ha aiutato migliaia di persone a scoprire se stesse, ma nessuno ha mai trovato una risposta, perché l'essere di ognuno di noi è un mistero. Puoi chiedere, puoi fare esperienza del mistero, ma non è possibile dare una risposta, in quanto la risposta uccide il mistero. La risposta è un modo per demistificare. Puoi sentirmi, puoi gioire con la mia gioia, puoi lasciarti colmare dal mio canto, puoi danzare fino ad annullarti, ma tutto questo non fa che rendere ancor più denso il mistero: non è una risposta. Un giorno lo capirai, quando giungerai a conoscere te stesso. Conoscere se stessi è possibile, ma è impossibile tradurre in parole questa conoscenza. La natura delle cose non permette di formulare una risposta su ciò che è l'essenza più intima del tuo essere. E' un segreto e resterà sempre tale. In realtà, più vi entri in profondità, più vieni travolto dalla meraviglia e non dalla conoscenza. Sei incantato dalla sua magia, dal suo silenzio, dal suo splendore, resti senza fiato. Vedi la bellezza più grande che tu abbia mai immaginato, ma non riesci a trovare una sola parola che la descriva; ogni descrizione risulta inappropriata, ogni spiegazione è impossibile. La domanda svanisce, ma non si trova una risposta. La domanda svanisce e tu diventi la risposta. All’inizio tu stesso sei la domanda, poi diventi la risposta, ma non trovi nessuna risposta verbale. Non arrivi a una conclusione logica, che ti fa dire: 'Sono A, sono B, o sono C'. Sai chi sei, ma quella conoscenza è lontanissima dal poter essere espressa con le parole. La gratitudine ti farà cantare, la riconoscenza ti farà danzare, gioirai per quella benedizione inattesa: gli altri brancolano nel buio, ma il tuo cielo è terso e tu sei sbocciato. Senti il sapore del tuo essere, lo vedi, ne ascolti la musica, sei ricolmo della sua fragranza, ma nulla di tutto questo è esprimibile a parole. Non ci sarà mai nessuna risposta. Quando lo scoprirai, anche tu riderai di questa domanda. Tu sarai presente, ci sarà un'estasi tremenda, ma non ci sarà nessuna risposta. Non è qualcosa a cui si può rispondere. Nessuna risposta mai ti potrà appagare. Puoi leggere tutti i libri di religione, di filosofia e di teologia; puoi leggere tutte le risposte che la gente ha dato, ma nulla ti appagherà mai, proprio come la parola 'acqua', non potrà mai toglierti la sete. Hai bisogno di acqua vera e quando la tua sete sarà placata, non potrai mai esprimere a parole quell'esperienza di profondo appagamento. Potrai solo dire: 'Ora la sete non c’è più'. A questo porta l'esperienza suprema del proprio sé, potrai dire: 'Ora non esiste più nessuna domanda'. Tutte le domande sono scomparse, esisto semplicemente: sono una luce per me stesso, uno splendore, un mistero, una meraviglia, senza la minima possibilità di comunicarlo ad altri. La tua domanda cercava una risposta, ma una risposta in quanto tale non esiste. L'esperienza è la risposta, tu sei la risposta!". Per approfondimenti su Osho e la sua visione: Osho Il Manifesto dello Zen - LIBRO Oshoba Osho Il Rispetto per Se Stessi - DVD Oshoba Osho Il Gioco della Vita - COFANETTO Lo Scarabeo Edizioni Prem Shunyo I miei giorni di luce con Osho - LIBRO Edizioni del Cigno _________________________________________________________________________________________________________________ musicanti // 00:34 // commenti (2) [ marzo 11 2008 ]osho, magazines // GOD IS A SCIENTIST Riceviamo e volentieri pubblichiamo: è in edicola da Marzo 2008 la rivista bimestrale I Misteri di Hera [spin-off di approfondimento del mensile Hera], numero monografico interamente curato da Roberto Volterri.Era da tempo che ci pensavo ed erano anni che accumulavo un bel po' di materiale, libri originali, appunti, immagini, ritagli di giornale, idee. Era da tempo, infatti, che meditavo di dare un minimo di spazio a tutta quella serie di personaggi meno noti o del tutto ignoti che hanno pervaso il vastissimo panorama della ricerca scientifica... non del tutto ortodossa. Insomma a quei personaggi in bilico tra una genialità mal compresa - o non compresa affatto! - e quegli ancor non del tutto esplorati territori di confine dove una creativa follia si sposa con una mal recepita, specifica, formazione scientifica. Nikola Tesla appartiene di diritto alla prima schiera e con lui, ovviamente, qualche altro illustre ingegno che in questo numero gli fa compagnia (qualcuno solo per caso): dal nostro grande Guglielmo Marconi a Ruggero Boscovich, da Antonio Meucci a Hendrik Casimir, al meno noto Marco Todeschini. MI sembrerebbe di fare torto a Fernando Cazzamalli, a Giuseppe Calligaris, a Nicola Mancini e a Guido Cremonese - alle ricerche dei quali mi sono dedicato personalmente e per non breve tempo - se non li includessi tra coloro i quali hanno dedicato la loro intera esistenza alla ricerca, allo studio, senza purtroppo trarne alcun profitto. Nella schiera dei "geni da legare" (per usare una felicissima espressione tratta da un libro di Philippe Brenot) includerei invece Pierluigi Ighina, Nicolò Perata, Ed Leedskalnin e - absit iniura verbis - anche l'eclettico Raffaele Bendandi, che ha forse gettato le basi per una sismologia d'avanguardia. L'ingegner Ulivi & C. e il loro più o meno fantomatico "Raggio della Morte", insieme allo stranissimo Domenico Rizzo, meriterebbero una monografia a parte, ma per il momento li lasciamo in una sorta di Limbo in cui sulle ricerche intorno a tale fantascientifica arma si dice tutto e il contrario di tutto. Ma i fatti di Canneto di Caronia, gli strani incendi spontanei di materiale ben poco infiammabile, farebbero meditare sulla reale fattibilità di questo tanto discusso strumento di distruzione. In "panchina" sono purtroppo rimasti alcuni misconosciuti ingegni ai quali ho lasciato solo la possibilità che i loro nomi non rimangano per sempre nell'oblio, inserendo alla fine della Rivista almeno le copertine di alcune loro opere. Sono "tracce" e forse su di esse torneremo in futuro. Per concludere, poiché chi scrive ha da sempre l'insana abitudine di cercare di portare su un piano sperimentale ogni argomento trattato, affinché il lettore possa "toccare con mano" gli aspetti eminentemente pratici degli argomenti trattati, è in fase notevolmente avanzata la realizzazione di uno specifico libro che per il momento intitolerei ancora "Gli scienziati eretici", in cui insieme alle note che tra poco leggerete, in parte ampliate, troverete specifiche Appendici Sperimentali con cui sbizzarrirvi a replicare gli embrionali esperimenti che indussero i vari personaggi, qui incontrati, a creare qualcosa di nuovo, qualcosa di "strano", qualcosa di inaspettato nel vasto mondo della scienza e della tecnologia. Per ora... buona lettura. Roberto Osho parla della scienza Sono assolutamente favorevole allo scetticismo della mente. Non credere in nulla se non lo hai sperimentato di persona. Non credere in nulla, continua a mettere tutto in discussione, per tutto il tempo necessario. Il mio processo per raggiungere la verità è stato quello di dubitare. Vorrei che diventaste sempre più svegli, intelligenti. Dubitate in modo più scientifico. Proprio come nella scienza il dubbio ti porta alla scoperta, lo stesso accade anche nel viaggio interiore. La mia è una grande sfida: la scienza al servizio della creatività. Abbiamo tentato con la religione, e ha fallito. Abbiamo provato con la politica, e ha fallito. musicanti // 17:14 // commenti (4) [ marzo 9 2008 ]osho // PLEASE, DON'T SIT ON THAT CAR! ![]() This is the way of meditation: encountering the present in all its tremendous beauty, just being in the present. Inside, the mind stops. Outside, the world changes totally. It is no more the ordinary world you have known before. In fact, you have not known it at all. Your mind was distorting everything, your mind was creating fantasies. Your eyes were full of fantasies and you were looking though those fantasies. They never allowed you to see that which is. If the mind is gone, even for a moment, suddenly the whole existence explodes upon you. I danni del pensiero positivo La tecnica del pensiero positivo non è una tecnica che ti trasforma: reprime semplicemente gli aspetti negativi della tua personalità. È un metodo basato sulla scelta. Non può aiutare la consapevolezza, di fatto le va contro: la consapevolezza è sempre priva di scelta. Il pensiero positivo significa semplicemente costringere il negativo nell'inconscio e condizionare la mente cosciente con pensieri positivi, ma il problema è che l'inconscio è molto più potente, nove volte più potente della mente cosciente. In questo modo, quando una cosa diventa inconscia, diventa nove volte più potente di prima. Potrebbe non manifestarsi nella vecchia maniera, ma troverà nuove vie di espressione. Il pensiero positivo è dunque un metodo davvero misero, senza alcuna profonda comprensione, e ti dà una idea sbagliata di te stesso. Il pensiero positivo nacque in America da una setta cristiana chiamata Christian Science. Per evitare il termine Christian, in modo che anche gli altri potessero esserne affascinati, iniziarono semplicemente a parlare della filosofia del pensiero positivo. La Christian Science, che è la fonte originale, teorizzava che qualsiasi cosa accade nella vita non è che una proiezione del pensiero. Se vuoi essere ricco pensa e diventi ricco. È col pensiero positivo che sei ricco, e poi ancora più ricco, i dollari cominceranno a pioverti addosso. Mi ricordo di un aneddoto. Un giovane uomo incontra per strada un'anziana signora. L'anziana signora chiede: "Cosa è successo a tuo padre? Non è venuto al nostro incontro settimanale della Christian Science, ed è il più vecchio dei nostri membri, praticamente il fondatore della nostra società". Il giovane risponde: "E' malato, si sente molto debole". La donna, ridendo, dice: "E' soltanto il suo pensiero, nient'altro. Pensa di essere malato ma non è malato. Pensa di essere debole ma non è debole. La vita è fatta di pensieri: diventi ciò che pensi. Digli solo di ricordarsi della sua ideologia, quella che ci ha predicato. Digli di pensare in modo salutare: digli di pensarsi pieno di vigore". Il giovane assicura che gli riferirà il messaggio. Dopo una decina di giorni il giovane incontra di nuovo la donna e lei gli chiede cosa stia succedendo: "Non gli hai riferito il mio messaggio? Continua a non venire alle nostre riunioni". Il ragazzo risponde: "Io gli ho riferito il messaggio, signora, ma adesso lui pensa di essere morto!" Un metodo superficiale può essere d'aiuto in qualche caso, si possono cambiare quelle cose che sono state realmente create dal pensiero. Ma la tua vita, nella sua totalità, non è il frutto dei tuoi pensieri. Il pensiero positivo è nato dalla Christian Science. Adesso si esprime in maniera più filosofica, ma la base resta la stessa: se pensi negativamente, ti accadrà il negativo; se pensi positivamente, ti accadrà il positivo. E in America questo tipo di cose ho larga diffusione. "Pensaci e diventa ricco": sanno tutti che questo è semplicemente da stupidi! Ed è dannoso, pericoloso. Le idee negative della tua mente devono essere rilasciate, liberate, e non represse da idee positive. Devi creare una consapevolezza, che non è né positiva né negativa. Sarà pura consapevolezza. In quella pura consapevolezza vivrai una vita più naturale e più straordinaria. Se reprimi alcune idee negative perché ti fanno male - per esempio: se sei arrabbiato e lo reprimi e cerchi di fare uno sforzo per cambiare l'energia in qualcosa di positivo, per sentire amore e compassione verso la persona con la quale ti senti arrabbiato - stai ingannando te stesso. Nel profondo c'è ancora rabbia: la stai soltanto nascondendo. Potrai sorridere superficialmente ma il tuo sorriso si fermerà sulle labbra; non sarà connesso al tuo cuore, al tuo essere. Tra il tuo sorriso e il tuo cuore, hai messo un grande macigno: il sentimento negativo che hai represso. E non si tratta di un solo sentimento: nella vita hai migliaia di sentimenti negativi. Non ti piace una persona, non ti piacciono molte cose; non ti piaci, non ti piace la situazione in cui ti trovi. Tutta questa spazzatura va a raccogliersi nell'inconscio e sulla superficie emerge un ipocrita che dice: "Amo tutti, l"amore è la chiave per la beatitudine". Ma nella vita di quella persona non vedi alcuna beatitudine. Può ingannare gli altri e, se continuerà abbastanza a lungo con questo imbroglio, ingannerà anche se stesso. Ma non ci sarà alcun cambiamento: sta semplicemente sprecando la sua vita. Il pensiero positivo è semplicemente la filosofia dell'ipocrisia: è proprio questo il suo giusto nome! Quando ti viene da piangere ti insegna a cantare. Se ci provi puoi anche riuscirci, ma quelle lacrime represse - a un certo punto, in qualche situazione - poi usciranno: c'è un limite alla repressione. La canzone che stavi cantando, poi, era del tutto priva di significato: non ti nasceva dal cuore. Sono assolutamente contrario al pensiero positivo. Se non scegli, se resti in una consapevolezza priva di scelta, ti sorprenderai del fatto che la tua vita comincerà a esprimere qualcosa che è al di là sia del positivo che del negativo, che ha un valore più alto di entrambi. In questo modo non stai diventando un perdente: non sarà qualcosa di negativo, e non sarà positivo, sarà una situazione esistenziale. Così, se ci sono lacrime, avranno una loro bellezza, avranno una loro canzone: non hai bisogno di imporgliene una, esse stesse nasceranno dalla gioia, dall'appagamento, non dalla tristezza, dal fallimento. E se all'improvviso nasce con forza una canzone, dal tuo intimo, non è contro le lacrime, contro la disperazione: è semplicemente l'espressione della tua gioia, non è contro né a favore di nulla. E' semplicemente il fiorire del tuo essere, per questo lo chiamo esistenziale. Il pensiero positivo ha condotto l'America su un sentiero sbagliato: ha reso le persone ipocrite. In America è la filosofia più influente, e in effetti non si tratta neanche di una filosofia, è soltanto spazzatura. Non comprende la psicologia dell'uomo, non è basata sulle scoperte della psicologia; non è basata sulle scoperte più profonde della meditazione. Dà semplicemente una qualche speranza alla gente, alla gente che ha perso ogni speranza. Dà alla gente delle ambizioni. Il povero crede che, se ci pensa, improvvisamente apparirà nel suo garage, dal cielo, una Cadillac! Sebbene adesso non abbia neanche un garage, prima deve pensare al garage. Così il pensiero positivo creerà il garage e poi ci metterà anche la Cadillac. Per favore, non sederti in quell'automobile: è pericoloso. Non esiste né un'automobile né un garage: quell'uomo ha le allucinazioni, è fuori di sé. Quello che io sto facendo qui è soltanto questo: far piazza pulita dai pensieri. E tutti i pensieri sono inutili: positivi o negativi. Sono due facce della stessa medaglia. Non devi cambiare dal negativo al positivo: devi superarli entrambi, devi abbandonare entrambi, devi diventare una consapevolezza "priva di pensiero". Quando nasce da questa consapevolezza, qualsiasi cosa tu farai sarà giusta. Osho _________________________________________________________________________________________________________________ musicanti // 19:35 // commenti (10) ![]() ![]() ![]() ![]() |
Musicanti d'Amore[ Ribellioni AnarcoMusicali ]![]() parlami con l'entusiasmo di un jazz ascoltami come se fossi un blues amami con la passione di un flamenco e fottimi l'anima con l'intensità di un tango | ||