Musicanti d'Amore :: Ribellioni AnarcoMusicali
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[ marzo 16 2008 ]


tributes, rol // THANKS GUSTAVO




Ospitiamo ancora una volta (e non sarà di certo l'ultima) l'amato Andrea Doria: Automi Ribelli e Musicanti d'Amore di nuovo insieme, a formare un potente amplificatore, per la stessa Ricerca.

Cercate, cercate e cercate. Non smettete mai di cercare, poiché una verità in quanto tale non può offrire tutte le risposte, ma solamente parti frammentarie dello stesso enigma. Noi siamo quell'enigma, il più grande mistero cosmico che non può trovare una risposta seguendo una sola ricetta o un'unica strada, ma si può raccogliere tasselli di esso sparsi un po' ovunque, in un qualsiasi giardino fiorito che sentiamo l'impulso di voler andare a visitare.

Quelle parti sono state l'indagine e la vita di immensi Ribelli dell’Anima, a partire dai grandi maestri spirituali come Osho, fino ad arrivare proprio a Wilhelm Reich, a Nikola Tesla, a Gustavo Adolfo Rol, e a moltissimi altri coraggiosi che non si sono lasciati trascinare la vita ma l'hanno afferrata di petto sconvolgendola fin dalle fondamenta, e ogni vita che è stata sacrificata per oscurare i tasselli di quella grande risposta, è stata un virus amorevole che ha infettato il server della Coscienza Collettiva che c'è ed ha cominciato ad elaborare nuove variabili di quel segnale portante. Quelle variabili siamo noi. Effetti collaterali di uno sbilanciamento delle equazioni. Coloro che sanno e avvertono che questo posto è IL posto in cui c'è qualcosa da fare per ristabilire il bilanciamento di quell'equazione.

Per quanto sia doloroso questo compito, per quanto orrore possiamo trovare di fronte ai nostri occhi, per ciò che la nostra coscienza non comprende come sia possibile che accada, per essere NEL mondo ma non DEL mondo, sappiate sempre e ricordate a voi stessi ogni minuto della vostra esistenza terrena che non siete soli e voi siete quella grande risposta che spiega l'Amore rinchiuso in ogni piccolo atomo, particella e molecola che vi compone, e vi permette l'interazione con questo piano dimensionale.

Non è una grande forza e potere quello di sapere che l'energia nei vostri corpi, rimane condensata in quella dimensione proprio perché esiste una grande forza Intelligente che vuole questo? Quell'energia infinita, intelligente e cosciente, siamo tutti noi. Non temete un solo istante per i tempi che dovremo affrontare, poiché l'illusione presto cadrà, e noi vedremo.


musicanti // 16/03/2008 03:47 // commenti (1)


[ marzo 14 2008 ]


tributes, tesla // THANKS NIKOLA




"Posso riassumere ciò che ho visto con una sola parola: disequilibrio. Esaminando lo stile di vita del campione di uomo cui sono stato dietro, sembra che l'umanità odierna non si renda conto, o faccia finta di non rendersi conto che i malesseri di cui soffre derivano proprio dalle cattive abitudini di vita. L'ho pedinato giorno e notte: per la maggior parte della giornata vive a contatto con campi elettromagnetici, dei quali non so se conosce la dannosità. Il nostro uomo lavora in un ufficio 8 ore al giorno, sta incollato davanti al computer, o meglio, al monitor. La sera, sta davanti alla televisione... si vede che non è contento di essere a contatto con i campi elettromagnetici durante la giornata. Per non parlare poi del tempo che passa parlando al cellulare. E non ho finito. Si fuma un pacchetto di sigarette al giorno, può darsi che abbia una sorta di amore per quel metallo tossico per l'organismo umano... mi sfugge il nome...".

"Cadmio", rispose l'altro.

"C'è poi la ciliegina sulla torta. Vive in palazzi costruiti in cemento armato, che impedisce ai loro organismi biologici di avere dei contatti con noi. Del resto, con quei comportamenti di cui ti ho appena parlato, sembra che la propria benessere non gli stia molto a cuore".

"Già. Il quadro che mi delinei me lo aspettavo. Sembra che l'uomo si sia dimenticato che avrebbe il proprio benessere sott'occhio, dal momento che noi permeiamo tutto l'universo. Si sono proprio dimenticati del messaggio di Nikola Tesla. Oggi l'uomo vive in una condizione di disarmonia nelle relazioni con i propri simili, viste le guerre e i conflitti attuali, e in una condizione di disequilibrio all'interno del proprio organismo, disequilibrio che gli causa malattie. Mi chiedo dove gli uomini andranno a finire...".

Vi sembrano strani i protagonisti di questo dialogo? Dal colloquio fra i due sembra che essi vivano a contatto con noi, gli umani, ma noi non riusciamo più ad avere dei contatti diretti con loro. Già. Inoltre, sembra che siano le nostre cattive abitudini di vita che ci impediscono ad interagire con loro. Da quello che dicono, oltretutto, sembra che siamo proprio in una brutta strada. Condizione di disequilibrio, disarmonia a tutti i livelli: nei rapporti con l'esterno, data la situazione di conflitto e di guerra presente nella maggior parte del mondo, e a livello "interno", biologico, nell'organismo di ogni essere umano, dati i frequenti malesseri e le patologie che affliggono l'uomo. Ma chi è Nikola Tesla? E chi sono gli interlocutori di questo dialogo? Una domanda alla volta.

Un genio dimenticato (in Italia)


La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità.
Nikola Tesla


"Il progressivo sviluppo dell'uomo dipende dalle invenzioni. Esse sono il risultato più importante delle facoltà creative del cervello umano. Lo scopo ultimo di queste facoltà è il dominio completo della mente sul mondo materiale, il conseguimento della possibilità di incanalare le forze della natura così da soddisfare le esigenze umane" [1].

Così Nikola Tesla apre il primo capitolo della propria autobiografia, un volumetto polveroso fuori catologo, comprato per pochi soldi in un negozio di libri usati situato oltreoceano. Sì, sembra proprio che questo libro fosse un "fondo di magazzino", riguardante qualcuno non così importante. Peccato che a questo "qualcuno non così importante" si debbano molte invenzioni che ognuno di noi usa nella vita quotidiana, perché proprio a questo signore quasi dimenticato si devono i rudimenti di molte scoperte, sviluppate da altri uomini di Scienza, quali la radio, o il radar. Nel migliore dei casi, il suo nome è connesso all'unità di misura dell'induzione elettromagnetica, cioè dei campi elettromagnetici generati dalle antenne per le trasmissioni radiotelesive e da quelle per le comunicazioni via cellulare. Vogliamo almeno per poco, gettare il fascio dei riflettori su questo scienziato ingiustamente dimenticato, poiché ciò che noi vogliamo sottolineare è che il suo operato è sempre stato, per usare parole sue, "al servizio della specie umana", non interessato al successo personale.


musicanti // 14/03/2008 18:14 // commenti (2)


[ gennaio 31 2008 ]


video, osho, tributes, reich // THANKS WILHELM



Sono passati un po' meno di cento anni. Grazie Wilhelm. Potrei ringraziarti come sessantottina che ha preso energia dalle tue teorie per riappropriarsi della forza per la lotta alla sessuofobia sociopolitica piccoloborghese imperante, potrei ringraziarti come donna per avermi iniziato ad un cammino di conoscenza del mio Sé femminile profondo e ispirato, potrei ringraziarti per tutte le vie "materiche" che hai aperto ai miei orgasmi, potrei ringraziarti come biopsicologa per le intuizioni neurobiofisiche, e potrei immergermi nell'analisi sociologica di quali mutamenti abbia prodotto quella rivoluzione sessuale che, tra luci e ombre, anche, e soprattutto tu, hai innescato nel Novecento appena trascorso. Invece voglio ringraziarti come narratrice, che ancora non sa se vive per vivere o vive per narrare, in forma scritta, recitata, improvvisata, performante o didattica, non ha importanza il mezzo ma il fine sì: quello di raccontare e raccontando, comunicare e creare empaticamente un altro mondo. E nel farlo mi rapporto con te come "uonna", persona che vuole uscire dal dualismo maschio/femmina che ci porterebbe lontano.

Davanti, ora non più alla pagina bianca, ma alla luce azzurrognola del monitor che vibra, davanti all'attesa di quella "scintillanza" della mente che ordina e fa fluire i pensieri tu, Wilhelm, mi hai regalato il segreto della mia ispirazione. L'accettazione di quell'intossicazione sensuale e sessuale, quella segreta dedicazione amorosa, quel perenne stato d'emergenza senza la quale l'energia creativa attraverso il flusso orgonico non si alimenta. Che si scriva di rocce o di acque, di vino o di insetti e di storie. Come atto di coscienza che ti permette di accettare il "senso del sesso" anche, come momento di verità, verità assoluta. Mentre la tua prosa scientifica mai priva d'universalità mi ha fatto capire che la parola ha bisogno di sangue, del tuo sangue, quello che pulsa nel cuore, nel tuo cuore, e che per vivere e soffrire e gioire e narrare devi attingere a queste riserve. E che queste affondano la loro risorsa sotterranea nei sensi del corpo e della mente, insieme, per camminare verso l'espressività che ha bisogno d'estasi, d'abbandono, di desiderio e di brama e di "orgone". Senza quest'energia orgonica cosmica, senza una sana amministrazione e liberazione della stessa, entra il "dor", malattia e psicosi e sclerotizzazione delle funzioni vitali e morte. Grazie Wilhelm, e insieme a te grazie a tutti quei "musicanti d'amore" che hanno permesso che questo messaggio, con diversi linguaggi, si evolvesse e si confermasse in questo nostro tempo.

Non voglio allargare il campo. In termini cinematografici. Nessuna panoramica, più che primi piani, vorrei tenere la macchina da presa, per quest'immaginaria galleria di ritratti di ideali continuatori della tua opera assolutamente parziale e personale, ferma sul "piano americano", una tecnica che negli States ha tanto successo e che da noi, abituati al "teatro", non attacca. La cinepresa fissa il mezzobusto e lascia un minimo di ambiente intorno ma permette alla persona la massima espressività, libera dal tempo e dai virtuosismi dei controcampi. Piano americano sul tuo volto dottor Wilhelm Reich [vedi anche qui, qui e qui]. Capelli quasi da icona pop anteWharol, alzati e bizzarri, labbra disegnate piene e senza vecchiaia come quelle di Picasso, di Henry Miller, di Simenon, uomini che nella "facie" portavano il loro messaggio passionale. Tra tutti i ritratti dove i tuoi lineamenti appesantiti si avvantaggiano del camice bianco, mi piaci di profilo "in borghese" con la sigaretta in bocca che sostieni con le mani per assaporarla meglio e l'aria assorta, di chi con pienezza guarda la vita e contemporaneamente guarda lontano [per vedere la foto continua a leggere]. Certo sei un medico e uno scienziato. Ma la tua prosa umanistica in certi passi ti fa ascendere nell'Empireo Cielo dei Poeti. Lo slancio liberatorio che i tuoi studi hanno prodotto, nonostante l’impegno che ancora dura, di far tacere la tua voce, prosegue in un'onda lunga di empatie: volti, racconti e immagini. Artisti, scrittori, musicisti, studiosi, ricercatori che hanno sdoganato il sesso come colpevole e impura sentina di vizio per farlo assurgere a materia divina e creativa. Ci hanno deliziato, stupito, intrigato, informato e interrogato. Pagando certuni prezzi altissimi per questo. Negli anni cinquanta la lingua italiana borghese non prevedeva l'uso della parola orgasmo. Qualche rara volta veniva citato come sinonimo di uno stato di disordine massimo, di confusione, di "fase terminale" di malattie mortali. Piano americano per D.H. Lawrence e i suoi occhi di brace e la capacità quasi unica per un uomo nel diventare donna per comprendere l’estasi dell’orgasmo femminile. Immortale la lunga sequenza letteraria del fremito della sua Connie ne "L'amante di Lady Chatterly".


musicanti // 31/01/2008 05:40 // commenti (6)



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